Le Jardin fermé di Max Volpi® - Terapeuta Olistico
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Paperblog

Benvenuto al Giardino Cintato. Arrendersi ai dettami dell’Anima.

Il primo articolo del blog del Giardino chiuso è stato scritto alle ore 22,29 del 25 Dicembre 2008.

Il titolo, significativo peraltro, vuole tracciare una ben precisa linea di confine per concretamente definire lo scopo del lavoro che si intraprende al Giardino chiuso,

Arrendersi ai dettami dell’Anima“.

Carissimo/a,

finalmente ci siamo, è nato il blog, un piccolo parto, durato una mezz’ora circa, la tecnologia  fa passi da gigante, è tutto già pronto come quattro salti in padella, basta pigiare due tasti, cambiare un tema, caricare una foto, e sei on-line con il tuo spazio personale. Tuo come “mio di Max Volpi” in realtà non è corretto, poichè questo blog vuole essere tuo come “di Te che leggi“, e forse è ambizioso, io sono ambizioso e mi piacerebbe che questo diventasse un luogo dove i clienti del Giardino chiuso possano trovare le risposte di cui hanno bisogno prima, durante e dopo, l’essere passati dallo studio per uno o più trattamenti, di qualsiasi tipo.

Inoltre  questo è sicuramente il luogo dove chiedere risposte su dubbi ed incertezze concernenti i Fiori di Bach. (Credo che su questo punto siamo tutti daccordo).

A.i.d.A. - “Arrendersi ai dettami dell’Anima”.

albert_einstein_7Puoi vivere, gioire, piangere, innamorarti o provare dolore, e tutti noi l’abbiamo fatto, ma chi sei, in realtà? Quali sono le esperienze che ti trasformano? Nell’assunto relativo alla termodinamica di Antoine Lavoisier, perfezionato poi dal nostro caro Albert (Nulla si Crea, Nulla si distrugge, Tutto si trasforma. N.d.R.), si condensa come vapore tutto il senso della vita, non quello di Bonolis, più quello di Battiato, più il mio.

Sai che ogni 40 giorni il corpo cambia tutta l’acqua di cui è composto? Ecco spiegato il motivo per cui il digiuno dei mistici dura quaranta giorni.
Sai che ogni 28 giorni, al mutare della luna, le tue emozioni prendono una forma diversa?

Pensa! Un essere composto di acqua ed elettricità, che stabilità pensi che abbia?

Questo è il motivo per cui Isa ibn Yusuf, duemila anni fa, disse che è necessario costruire la propria casa sulla roccia per evitare che le maree la portino via…

La mia personale promessa per te che entri è che troverai ristoro se ne avrai bisogno, cibo se avrai fame, ma ciò che qui si cerca di fare è, e rimarrà sempre:

“A.i.d.A. - Arrendersi ai dettami dell’Anima”.

Il dolore, la sofferenza, per chi crede (o per chi sa…), vengono dall’Uno.

L’Altissimo che tutto Crea a nulla partecipando, è l’unico fautore di tutto ciò che accade. Allora perchè il dolore, la sofferenza, le guerre, tutti questi morti per le strade(?), chiederai tu. Io penso sinceramente nel valore dell’apprendimento. Un esempio più semplice, se vuoi, lo trovi nel risolvere i dolori alla schiena facendo determinati esercizi. Tu hai, in ultima analisi, il domino completo sul tuo corpo, cioè sei tu che decidi cosa a lui avverrà, con la postura, gli atteggiamenti, l’assunzione dei cibi, etc. Ricondurre all’esterno il significato degli eventi corporei in realtà, è un pò come dire che non è colpa del mare se arrivano le onde. Certo! Ci sono i cicli lunari, lo so benissimo. Però tu puoi guidare la consapevolezza, gestire le reazioni, se vuoi.

Su questo punto io sono fermo, non ho dubbi. E’ vero inoltre che l’essere umano spesso, sempre più spesso, non ha coscienza delle proprie azioni, nè delle conseguenze che esse portano, sia su di sè, che sulla comunità. Quindi si trova a volte, in situazioni di cui non aveva immaginato l’esistenza e dovendone sopportare le conseguenze, si ammala. “questo non è un mea culpa, bada bene, è solo una asserzione“, anche perchè, se hai bisogno di aiuto, qui lo trovi.

Torniamo quindi alla funzione di insegnamento del dolore. Il saggio, togliendo le cause del dolore, non ha più bisogno di esso (ma anche questo è solo parzialmente vero, poichè il saggio soffre della separazione dall’Uno e ne cerca ardentemente la riunione. N.d.R.). L’uomo, anche se non aspira alla saggezza, deve cercare, e lui solo può farlo, di trovare per sè, le condizioni di vita adeguate al minor dolore possibile. Come?

“A.i.d.A. - Arrendendosi ai dettami dell’Anima”.

Quando nel mio percorso di vita, sono incappato nei fiori di Bach, e per estensione al loro scopritore, mi sono subito trovato in armonia con il concetto profuso da Bach per cui: la vita avrebbe lo scopo di farci apprendere. Il bambino piange quando sta male, il cane abbaia, il fiore appassisce, il corpo crea il dolore. Lavorare attivamente per solvere questo dolore è, in fondo, cercare di avvicinarsi a sè, alle proprie vere inclinazioni, alla propria consapevolezza, quindi è un pò come “Arrendersi ai dettami della propria Anima”.

Al giardino chiuso si accettano tutti coloro che desiderano entrare, seguendo il famoso adagio di Rûmi:

“Vieni, vieni, chiunque tu sia, vieni!
vagabondo, adoratore… anche se non credi in nulla, vieni!
La nostra non è una carovana di disperazione.
Vieni, seppure avessi rotto i tuoi giuramenti migliaia di volte,  vieni!
Vieni, ancora una volta vieni…”

Tuttavia se desideri entrare a cercar consiglio, e con te porti la consapevolezza della tua responsabilità sulla tua salute, hai già fatto un passo in più…

Prometto solennemente che da ora in poi sarò più familiare nella stesura degli articoli sul blog,

ma questa premessa era necessaria.

Max Volpi.

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