Le Jardin fermé di Max Volpi® - Terapeuta Olistico
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La scelta delle essenze in Floriterapia.

Gentile lettore,

devi sapere che Edward Bach era un piromane.

Scherzando ti dico questo per far risultare evidente che per ben DUE volte il nostro medico prese tutte le sue carte e ne fece FUOCO e CENERE.

La prima cessando la sua attività di omeopata, al termine dell’esperienza londinese, nel maggio del ‘30, l’altra, poco prima di lasciare questa forma esistenziale, nell’autunno del 1936.

Con questo gesto, se vogliamo anche simbolicamente significativo, lasciare cioè che il fuoco purifichi, bruciando, tutto ciò che più non serve, egli si libera di tutta quella parte di lavoro che non ritiene più di alcuna utilità per il proseguio delle sue ricerche, mantenendo viva la possibilità di semplificare al massimo i concetti ascosi dei fiori.

Perchè il problema, che Bach intuisce benissimo (siamo nel 1936, anni dorati per la psicoanalisi freudiana - N.d.R.), non è quello di creare strutture in cui inserire gli schemi comportamentali degli individui, filone percorso poi, mirabilmente peraltro, da Ricardo Orozco in “Intelligenza emozionale e fiori di Bach“, ma perdere di vista il significato reale dei fiori, la loro freschezza e semplicità, la loro encomiabile immediatezza nel giungere al cuore dei problemi degli esseri umani per estrarne le qualità positive.

Quindi scegliere le essenze in floriterapia è un gioco sottile e delicato che deve essere condotto con sapienza si, ma anche con quello spirito di immediatezza che lo stesso Bach voleva venisse conservato. Perchè troppe congetture in definitiva sono solo congetture, ed è, e rimane indispensabile piuttosto, una buona capacità di interagire con il nostro cliente, di condurre una seduta in modo che egli riesca a far decantare le problematiche che più gli creano disagio, per evitare che i fiori consigliati siano non adeguati.

Quando, interagendo con le persone, mi viene chiesta la mia applicazione professionale, alla risposta “terapeuta floreale“, diversi rimangono straniti. E non perchè non sappiano di cosa io stia parlando, ma perchè si sono magari fatti consigliare i fiori dall’erborista, in negozio, o in farmacia e in coda, e hanno plausibilmente intrattenuto un rapporto che non è certo di impostazione “terapeutica”, bensì estrememante, a mio avviso, superficiale.

Ci troviamo oggigiorno subissati di pubblicità di ogni tipo, e molte persone ormai hanno provato, almeno una volta, i fiori di Bach. Per questo motivo spesso mi capita di trovarmi innanzi a persone che, alla fatidica risposta “terapeuta floreale“, rispondono: ” Non ci credo mica tanto ai fiori di Bach, Io!”.

Ora accertato che il mio interlocutore non abbia la medesima forma mentis del bambino cui non piace il minestrone non avendolo mai assaggiato,

quindi rispondendo ad un soggetto che abbia già ricevuto almeno una somministrazione di essenze floreali, farei notare, e in ultima analisi,

questo post è dedicato proprio a te!,

che è necessario, per valutare correttamente una questione, cercare sempre di usare il raziocinio, per evitare che siano la paura, l’incertezza, la mancanza d’interesse, la solitudine, l’ipersensibilità alle idee altrui, lo scoraggiamento e la disperazione, nonchè l’eccesso di preoccupazione, a guidare le nostre scelte di vita.

Per questo motivo è necessario ricordare che per i fiori di Bach esiste una casistica di successi che dura ormai da quasi ottant’anni,

e che non è plausibile che un’opera dell’uomo non funzionante duri per ottant’anni. NO?

Pensiamo alla locomotiva a vapore, pensiamo al velocipede, al Flyer dei fratelli Wright, alle piramidi, a tutte quelle idee che hanno fatto la storia, ma che oggi non sono più impiegate. I fiori di Bach vengono usati oggi da milioni di persone nel mondo e non sono certo in declino, anzi sono forse una risorsa per il domani.

Per un domani in cui l’uomo si accorgerà che la qualità della vita influenza l’equilibrio determinante la salute o la malattia, che la semplicità nelle scelte aiuta lo star bene, che le complicanze invece portano difficoltà aggiuntive e che in definitiva volere il bene degli altri è una delle cure migliori che esistano.

Per tutta questa serie di motivi, Bach ci ha chiesto di scegliere le essenze floreali per il nostro benessere, per ritrovare, se lo vogliamo:

* la nostra vera natura - Agrimony
* la giusta via - Aspen
* l’umiltà - Beech
* i nostri confini - Centaury
* la concentrazione - Cerato
* la quiete emozionale - Cherry plum
* la capacità di apprendere - Chestnut Bud
* l’altruismo - Chicory
* la presenza - Clematis
* la dignità - Crab Apple
* il nostro potenziale - Elm
* l’ottimismo - Gentian
* le possibilità - Gorse
* la propria dimensione - Heather
* la devozione - Holly
* l’interazione - Honeysuckle
* l’attività - Hornbeam
* la calma - Impatiens
* la fiducia - Larch
* il coraggio - Mimulus
* la luce interiore - Mustard
* il riposo - Oak
* la forza - Olive
* l’emancipazione - Pine
* la responsabilità - Red Chestnut
* l’azione - Rock Rose
* la flessibilità - Rock Water
* la continuità - Scleranthus
* l’integrità - Star of Bethlehem
* l’apertura - Sweet Chestnut
* l’equilibrio - Vervain
* la speranza - Vine
* l’armonia - Walnut
* la fratellanza - Water Violet
* la chiarezza - White Chestnut
* la certezza - Wild Oat
* la volontà - Wild Rose
* il compimento - Willow

Semplicemente, così, come bere…

quattro gocce, quattro volte al giorno.

Max Volpi

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