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Beech – L’alterigia.

fagus_sylvaticaBeech (BEE) - Definizione originale di Edward Bach:

“Per coloro che sentono il bisogno di vedere più bontà e più bellezza in tutto quanto li circonda e, sebbene molte cose appaiono sbagliate, riescono a cogliere quello che c’è di buono in esse. Questo, al fine di essere più tolleranti, più comprensivi e più miti nei confronti di ogni creatura e dei modi in essa sta lavorando per arrivare alla sua perfezione finale”.

Commento e spiegazione di Max Volpi:

Beech è il faggio, in Italia il genere è rappresentato dall’unica specie Fagus sylvatica L. diffusa sulle Alpi e sugli Appennini, dove forma boschi puri, le faggete, o misti, di solito con Abies alba Mill. (abete bianco) o Picea abies Karst.(abete rosso), nelle stazioni oltre i 1000 m s.l.m. sugli Appennini e oltre i 700 m sulle alpi. Proprio la varietà italiana è quella scelta da Bach per il fiore di oggi.

Beech è l’essenza caratteristica dell’intolleranza; le sue caratteristiche principali possono essere consultate su qualunque libro. Quando parliamo d’intolleranza ci riferiamo indistintamente ad ogni tipo di intolleranza, incluse quelle alimentari, incluse quelle ai soggetti della propria specie.

Il comportamento del faggio come pianta, è abbastanza intollerante con gli altri tipi di vita vegetale. La crescita decisamente orizzontale dei suoi rami e la disposizione delle sue foglie fanno sì che, sotto di loro, filtri pochissima luce e acqua piovana, dando quindi luogo a boschi ombreggiati, dove pochi fiori possono vegetare. Solo alcune querce e alcuni agrifogli avranno la forza sufficiente per prosperare in questo contesto ostile (in foto una faggeta).

fagus_sylvatica_2

Beech non è un fiore tipo e, a mio avviso, di solito è l’estensione principale di due tipologie ben diverse: Water Violet e Chicory, fiori che tratteremo più avanti.

In floriterapia quando parliamo di fiore tipo o estensione, ci riferiamo al possedere un carattere specifico intrinseco alla personalità che ci è stata data dalla natura (tipo), oppure alla possibilità di sviluppare questo tratto caratteriale in conseguenza dello sviluppo armonico o meno della personalità stessa.

Nel concreto di questo esempio Water Violet è il fiore di chi possiede la consapevolezza dei propri mezzi, sa di essere dotato, di possedere intelligenza superiore alla media. Se questo tratto viene sviluppato disarmonicamente rischia di trasformarsi in alterigia e quindi assumere indole BEE.

Questo ha una certa importanza, perché una persona in stato Beech con tipologia Water Violet tende all’isolamento, si muove bene in solitudine, ed è inoltre abbastanza autosufficiente. Nel campo affettivo non è dipendente. In poche parole possiamo dire che Beech è il Water Violet che ha perso la sua discrezione e la sua tolleranza e ha acquisito protagonismo mediante la critica e l’intolleranza militante e pubblica. Conserva intatto il suo orgoglio, il sentimento di superiorità e l’autonomia.

Pensiamo per un attimo a quante persone di nostra conoscenza daremmo BEE per un comportamento simile a quanto descritto, ci immedesiamo allora nei fiori ed iniziamo a comprendere l’immensità del lavoro svolto dal medico gallese.

Parlando invece di Chicory, ovvero della madre bisognosa del riconoscimento e dell’affetto dei propri cari, il tratto BEE s’instaura quando i suoi sofisticati meccanismi di ubbidienza/premio vengono mancare, allora si trattiene dall’amare poiché non riconosciuta la sua importanza.

E’ diverso il sottofondo dello stato Beech, quando proviene da Chicory, perché ci troveremo con un Beech che non sopporta molto la solitudine, alla quale lo ha portato il fallimento delle sue manipolazioni chicoriane, e che, inoltre, è molto vulnerabile affettivamente. Vedremo quindi un Beech più sofferto e soprattutto più debole, che si autocompatisce e risulta più accessibile allo scambio umano. Il “criticone” è il nostro amico BEE a cui nulla va bene, commenta l’operato di tutti giudicandolo inadeguato scordandosi mirabilmente di migliorare sé stesso.

Per la loro natura accomodante i fiori sono impiegati spesso con azione topica, per cui, lungi dal poter paragonare BEE ad un antistaminico potente, evidenti risultati sono stati riscontrati nel medio e lungo termine negli eczemi di origine allergica, nelle dermatiti da contatto, nelle orticarie.

Anche il vomito può essere considerato una forma di rifiuto e proprio BEE si è dimostrato particolarmente utile nei casi di vomito da primo trimestre di gravidanza.

(contributi da “Nuovi orizzonti con i fiori di Bach” – Ricardo Orozco – Ed. Centro di Benessere)

Visita la pagina di BEE sul sito internet di Max Volpi www.reflexal.com

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