Il dolore come Strumento.
Hai mai pensato di cambiare qualcosa quando tutto andava per il verso giusto? Non credo! Hai probabilmente pensato di cambiare, quando le condizioni esterne ti hanno portato a dire a te stesso che c’era qualcosa che non andava e che andasse sostituito. Questa molla che fa scattare lo stimolo al cambiamento si produce come reazioni ad un evento che produce dolore.
Senza voler condurre qui una discussione filosofica sul disagio della condizione umana, mi fermo oggi semplicemente a riflettere su quanto difficoltoso sia per molti oggi, trovare una condizione di benessere duraturo poichè, in quanto esseri umani, attraversiamo normalmente periodi in cui stiamo bene con noi, altri in cui vorremmo scappare a Bangkok o in qualche altro posto sperduto dove nessuno possa trovarci. Il sistema di Biofeedback mantiene questo delicatissimo equilibrio all’interno della nostra macchina.
“L’organismo umano interagisce continuamente con l’ambiente esterno attraverso l’elaborazione di un comportamento adattativo. Questo è il risultato di processi ciclici che si possono equiparare a sistemi di controllo interagenti e legati tra di loro. I comportamenti adattativi sono dei meccanismi di autoregolazione che avvengono spesso automaticamente e non interagiscono con il campo di coscienza della persona. Alcuni di questi meccanismi sono regolati dai sistemi neurovegetativo, endocrino ed immunitario. A volte l’indipendenza di questi processi dalla coscienza può mancare: ad esempio, dopo una corsa si può percepire il cuore battere più forte, oppure se un organo ha un problema si può percepire dolore, oppure, come spiegato in un precedente articolo, si può avvertire un sintomo d’ansia“.
Da questa breve definizone di Biofeedback capiamo due cose fondamentali:
a) L’uomo è un essere adattativo,
b) Quando il biofeedback non riesce a regolare l’equilibrio interiore, può prodursi dolore.
Possiamo trarre altrettante importanti conclusioni da queste affermazioni:
a) l’uomo “generalmente” produce azioni come stimolo adattativo all’ambiente, quindi non agisce, ma reagisce.
b) Il dolore è il campanello d’allarme che suona quando qualcosa non funziona nel nostro sistema anima - mente - corpo.
Questo è importantissimo perchè ci fa capire quanto siano in realtà le condizioni della vita a far si che ci ammaliamo, soffriamo, perpetriamo azioni che, inconsciamente, producono reazioni negative al nostro sistema “uomo”.
Il dolore è quindi uno strumento. E’ LO strumento, direi.
Hai mai pensato di cambiare qualcosa quando tutto andava per il verso giusto? Fermati un attimo a riflettere, prima di tornare a leggere queste righe, fermati a riflettere su ciò che ti è accaduto, ciò che ti ha portato ad essere ciò che sei oggi, prova a scandagliare se vi riesci, e soffermati brevemente per capire se quello che sto cercando di dirti corrisponde per te, a verità. Considera inoltre l’aspecificità di questo articolo. E’ chiaro che mi sto rivolgendo a te, ma ovviamente come te, altri hanno vissuto esperienze che possono riflettersi integralmente o anche solo parzialmente in questo concetto. Ci sono persone, e non sono poche, che restano legate ad avvenimenti del passato e non riescono più a trovare dentro di loro, la forza, il coraggio o la determinazione, per superare i fantasmi che li vestono di determinate forme mentali acquisite magari in un età diversa che, anche se non gli appartengono più, vengono continuamente perpetrate, come bloccati da un giogo spazio-temporale che vieta loro di essere più vicini a sè stessi.
Per queste persone, nello specifico, abbiamo ad esempio Honeysuckle, fiore del caprifoglio, che aiuta a lasciar andare i legami col passato, e a tramutare il dolore in esperienza che potrà esserci utile domani; oppure Chestnut Bud, gemma dell’ippocastano, che ci insegna a fare nostre le esperienze, a tramutarle in concretezza, ad assorbirle come sapere e riutilizzarle in ambito pratico. Tra l’altro ti segnalo che l’impiego di questo fiore ha prodotto miglioramenti non indifferenti impiegato nel trattamento della Sindrome di Down.
Per tornare alla leva di oggi, siamo in completa sintonia con Archimede (”Datemi una leva e solleverò il mondo” - N.d.R.), affermando che il dolore è, sottolineo è la leva del cambiamento.
Appello formale a te che leggi: non sopprimerlo, non nasconderlo dietro ad una bustina di nimesulide, o dietro alle benzodiazepine, il dolore è la tua riserva d’energia, è la tua leva per cambiare il tuo mondo, usa la leva, non nascondere la pietra.
Seguendo quello che ormai potremmo definire: L’assioma di Gandhi:
“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo!”
Eh si, perchè ci sono cose che puoi cambiare, altre che non dipendono dalla tua volontà, anch’io provo enorme tristezza oggi, (nel momento in cui scrivo si sono riacutizzati i conflitti nella striscia di Gaza - N.d.R.), però su questo ho pochissimo potere, su di me, in compenso, ho molta più libertà d’azione per cui, mi invito oggi semplicemente ad osservare. E tu dirai: ”Come! Solo ad OSSERVARE?”, certo perchè come afferma l’adagio cinese: un viaggio di mille miglia inizia con il primo passo, per cui per oggi mi limito ad osservare, fermamente convinto che sia questo piccolo passo a determinare la direzione che tra qualche anno avrò intrapreso.
Osserva ad esempio il tuo lavoro qualsiasi esso sia, il pittore, l’avvocato, l’operaio, l’impiegata, guarda come lavori oggi, come maneggi i tuoi strumenti, e ripensa invece a come lo facevi qualche anno fa…oggi sei decisamente più abile, non è così? Quindi l’osservazione consapevole di sè, la prima chiave che apre la prima porta della consapevolezza, un modo diverso di affrontare il presente, come sclpello e mazzetta per lo scultore, pennello e tavolozza per il pittore, dolore e osservazione per l’uomo.
Se oggi per esempio, soffri di una qualche condizione debilitante, faccio un esempio, ma cerca, se è il caso, di adeguarlo alla tua situazione presente: la sciatica. Chi soffre di sciatica potrebbe oggi, iniziare ad osservare quali fasce muscolari vadano in tensione quando il nervo sciatico produce dolore, ed allenarsi consapevolmente a rilasciare la tensione presente in queste fasce muscolari. Questo è solo un breve, piccolo esempio. Prova ad adeguarlo alla tua attuale condizione, osserva, valuta, indaga, scopri, NON TRANGUGIARE, se puoi. Non renderti schiavo della chimica, è importante. Se diventi dipendente, leggi la definizione di dipendenza che da il dizionario, poi torna qui.
Diventa il tuo leonardo da Vinci, il tuo benessere dipende in primis da te, poi ovviamente se hai bisogno, sono qui. E’ solo una questione di pensiero, e i pensieri possono essere cambiati.
“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo!”
Gandhi e Max Volpi.
Pensi che questo articolo possa interessare qualcuno di tua conoscenza? Inviaglielo!