Le Jardin fermé di Max Volpi® - Terapeuta Olistico
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A cosa servono precisamente i fiori di Bach?

I fiori di Bach, che prendono il nome dal loro scopritore Edward Bach, medico ed omeopata gallese, vissuto nella prima parte del secolo scorso, sono uno strumento di benessere EFFICACISSIMO.
Ciò che bisogna raccomandare a chi li usa, è di evitare, per quanto possibile di trattarli alla stregua di un medicinale, poichè questo non sono.

Edward Bach riscuote moltissimo successo come medico omeopata in tutte europa, i suoi vaccini sono esportati ovunque, ma egli, non contento del suo lavoro e alla costante ricerca di qualcosa di più profondo, abbandona il lavoro, il laboratorio, per andare realmente nei boschi e cercare un rimedio che fosse a contatto con la natura. (Di fatto diversi rimedi omeopatici sono estratti partendo dalla fitoterapia, io ne ho uno davanti in questo momento, Bryonia/Eucalyptus compositus - n.d.r.)
Bach quindi inizia a sintentizzare i suoi rimedi dai fiori, prima seguendo il procedimento omeopatico, successivamente elaborando un suo metodo particolare.

I fiori di Bach sono difatti 38 essenze floreali impiegabili in soluzione orale o attraverso preparazioni topiche in crema ed il loro utilizzo è quantomai vario.
Vario perchè ognuno dei 38 fiori riconduce ad uno stato vibrazionale proprio dell’uomo. Ad esempio c’è il fiore per il senso di colpa, il fiore per i sognatori, quello per l’isolamento, quello per la fretta, etc.

Cosa c’entra, mi chiederai tu, tutto questo con i disagi delle persone.
Fortunatamente da un pò di anni ormai, anche la psicologia ha iniziato ad interessarsi del campo vibrazionale, di quello energetico, delle emozioni come veicolo di espressione del corpo, infatti, quando parliamo di somatizzazione, stiamo dicendo che il corpo ha assorbito involontariamente uno stato mentale procurandosi un disequilibrio, un dolore che, venendo dall’atteggiamento mentale, colpisce il corpo fisico.

Risulta quindi quantomai importante prendersi cura dell’espressione dei sentimenti, delle paure, dell’indecisione, della rabbia, per ritrovare uno stato di benessere psicofisico. Possiamo pensare che se lavoriamo tutto il giorno in uno sgabuzzino buio senza avere contatti sociali di alcun tipo, staremo bene tutta la vita ma, di fatto sappiamo che NON è così. L’equilibrio della persona nelle scelte, nei rapporti sociali, negli affetti, creano la totalità del benessere, questo è evidentemente accettato dalla scienza ufficiale, ne parla benissimo Robert Goleman nel suo libro “intelligenza Emotiva” che addirittura è datato 1995, pensa, ben 15 anni fa, già qualcuno capiva il valore dell’equilibrio emotivo per il benessere della vita.

Quindi, alla domanda, A COSA SERVONO I FIORI DI BACH, rispondiamo:

I FIORI DI BACH SONO PROPRIO QUESTO, sono uno strumento che, preso opportunamente, aiutano il riequilibrio emotivo quando esso manchi di verificarsi. Perchè, come già detto, tutte queste emozioni che proviamo, o che mascheriamo, o che soffochiamo, contribuiscono il nostro star bene. Accorgersi di questo, vivere in completa sintonia con il nostro sentire, solleva la vita, ci da prospettive che non immaginiamo neppure. Prendere opportunamente i fiori di Bach significa un minimo di quattro gocce per quattro volte al giorno per un tempo definito SOLAMENTE dall’obiettivo che ci si pone.

IN QUALI CASI SE NE DOVREBBE FARE USO?

Cosa voglio dire? Quando una persona viene da me per lavorare insieme alla costruzione della sua somministrazione personalizzata, io pongo per prima cosa degli obiettivi:
“Mi infastidisce lo stare in pubblico”, “non sopporto il modo di vivere del vicino”, etc.
(Più tipicamente le richieste sono legate però all’ansia, al disagio di viviere, all’insoddisfazione, etc. - n.d.r.)
Lo scopo del consulto con i fiori di Bach è giungere all’obiettivo attraverso la corretta somministrazione dei corretti fiori che vanno fino ad un massimo di circa “nove” per somministrazione. Il terapeuta riconoscerà degli stati temporanei nella persona, dovuti probabilmente al disagio di cui soffre, e degli stati riconducibili all’essenza, alla personalità di base con cui questa persona si è costruita nel tempo. A lui starà la scelta, insieme ai bisogni della persona ed agli obiettivi che ci si è posti insieme, per consigliare i fiori che fanno al caso.
Tipicamente la persona torna ogni “ventun giorni” per riferire il modificarsi dello stato d’animo, se sono intervenute reazioni e quali, in modo che il “consigliere floreale” possa modificare la somministrazione per adattarla al nuovo momento.

PER QUANTO TEMPO BISOGNA PRENDERE I FIORI?

Come detto, il tempo è concordato dalla ricerca dell’obiettivo, che ovviamente deve essere equo, socialmente accettabile e portare benessere alla persona. Non vale dire: “vorrei vedere sparire mia suocera per esempio o, non sopporto il cane del dirimpettaio, speriamo che finisca in un buco nero!!!” Quindi la tempistica è rivolta al raggiungimento di un fine concordato. Chiaramente se la persona ha una coscienza emozionale distorta, il tempo necessario potrebbe essere variabile e con questo,

SFATIAMO IL MITO CHE LE PRATICHE ALTERNATIVE PER IL BENESSERE, SIANO LUNGHE PERCHE’ NATURALI!

Se la persona ha un tratto distintivo del carattere che coltiva diciamo da trent’anni, diciamo la paura generalizzata della folla, PENSI SINCERAMENTE che questa paura, visto che ha impiegato trent’anni a formarsi, svanisca in dieci giorni di trattamento? Non stiamo parlando di bronchite ed antibiotici, stiamo lavorando su un tratto distintivo di te che ti caratterizza come essere umano, stiamo parlando di cambiare te stessa, PER FAVORE RISPETTO!!, mi viene da dire spontaneamente … stiamo lavorando su una sfera dell’uomo molto complessa che prevede traumi, sofferenza, etc.

Io collaboro da tempo con uno psicologo, psicoterapeuta transpersonale di Pavia, dott. Luigi Collivasone, che ha completamente delegato a me la somministrazione floreale per i suoi pazienti. Da questa profonda intesa è nata una collaborazione efficace che ha poi previsto molti altri campi, come ad esempio la gestione delle proprie istanze personali. Ecco cosa dice lui, a riguardo dei fiori di Bach:

“Mi piace pensare che i fiori invece di combattere il sintomo si allineino, gli parlino, cerchino in esso tutto il potenziale di cambiamento e conoscenza necessario per vivere un’esistenza di contemplazione del miracolo della vita. Metafora di come la natura sia sempre la via principale alla quale affidarsi per ritrovarsi. Affiancata al lavoro psicoterapeutico, la floriterapia, ha la peculiarità di arrivare a sciogliere i traumi più intimi, quelli che rimangono ben nascosti nell’inconscio e che spesso sono all’origine di molte patologie di natura psicosomatica.
Dott. Luigi Collivasone”

Penso che la risposta sia sufficientemente chiara da permetterti di avere qualche dubbio in meno sui fiori di Bach, cerca di evitare, è un mio consiglio, le somministrazioni fatte di corsa al banco della farmacia, semplicemente perchè E’ IMPOSSIBILE per chiunque discutere dei propri problemi in piedi, al bancone, con la fila di gente che ascolta ciò che dici. E’ necessario il ricorso ad un professionista che sia in grado di dialogare con te per andare al centro delle tue istanze e trovare la chiave per una corretta somministrazione.

N.B.: La mia casistica, quando le persone riescono a capire questo fatto fondamentale, cioè che sono loro a lavorare con sè stesse per il loro miglioramento e quindi, nonostante stiano a volte poco bene, si sforzano per arrivare, rasenta il 100%.
Accade diversamente con le persone che decidono, raramente è vero, di abbandonare perchè secondo loro va bene così. Io rispetto la libertà di ognuno e mai mi sognerei di consigliare diversamente, bisogna evitare però, visto che parliamo di crescita interiore, di scambiare il primo giorno di scuola, con l’esame per il diploma … come giustamente dice il mio mentore Ricardo orozco, medico di Barcelona e, probabilmente, il floriterapeuta più importante al mondo.

Max Volpi
(floriterapeuta).

Fonti:

Intelligenza Emotiva - Daniel Goleman
Intelligenza Emozionale e fiori di Bach - Boris Rodriguez, Ricardo Orozco
Biografia di Edward Bach - http://fiori-di-bach.reflexal.com/storia…
http://www.reflexal.com
http://jardinferme.com
http://www.ricardoorozco.com
http://www.luigicollivasone.it

E’ morto il blog. W il blog.

Mi scuso raipdamente con quanti in questi giorni abbiano tentato di accedere al blog che, per una serie di tragici eventi, è stato prima off-line, poi on-line, poi distrutto e ricostruito in una notte. Per estensione mi scuso anche con quanti avessero già postato i loro commenti.

Rescue remedy.

Nell’articolo precedente ti ho spiegato qual’è il metodo di lavoro al Giardino Cintato.

Oggi parliamo di Fiori di Bach, più precisamente di Rescue remedy.

lo facciamo con una slide che spiega ”abbastanza” sul rescue remedy, Il principe delle emergenze.

Fai scorrere le immagini premendo il pulsante “>”. Buona lettura.

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Come hai potutto vedere il rescue remedy è utile in tutte le situazioni che implicano un emergenza, non va impiegato nella quotidianità.

Se desideri, puoi postare qualsiasi commento relativo al rescue remedy di fiori di Bach: dubbi, incomprensioni, oppure esperienze.

Se desideri che venga aggiunto qualche particolare che ritieni necessario per la comprensione nell’uso del rescue remedy, segnalamelo.

Grandiose esperienze sono state portate alla Luce da questo piccolo gioiello formato da cinque petali diversi, clematis, cherry plum, impatiens, star of bethlehem, rock rose.

Complemento al rescue remedy è la Rescue Cream, che include Crab Apple, fiore del melo ornamentale, utile per la purfiicazione a diversi livelli, che è applicabile anche sulle escoriazioni per lenire il dolore e disinfettare la parte lesa.

Se sei un cliente del Giardino Cintato di Max Volpi, ricevi uno sconto del 10% sull’acquisto, presso lo studio, di Rescue Remedy e Rescue Cream, entrambi prodotti dal Laboratorio erboristico Di Leo.

Se desideri fare visita allo spazio web del giardino cintato, dove trovi approfondite spiegazioni sulla reflessologia ed i fiori di Bach, vai su reflexal.com

Benvenuto al Giardino Cintato. Arrendersi ai dettami dell’Anima.

Il primo articolo del blog del Giardino chiuso è stato scritto alle ore 22,29 del 25 Dicembre 2008.

Il titolo, significativo peraltro, vuole tracciare una ben precisa linea di confine per concretamente definire lo scopo del lavoro che si intraprende al Giardino chiuso,

Arrendersi ai dettami dell’Anima“.

Carissimo/a,

finalmente ci siamo, è nato il blog, un piccolo parto, durato una mezz’ora circa, la tecnologia  fa passi da gigante, è tutto già pronto come quattro salti in padella, basta pigiare due tasti, cambiare un tema, caricare una foto, e sei on-line con il tuo spazio personale. Tuo come “mio di Max Volpi” in realtà non è corretto, poichè questo blog vuole essere tuo come “di Te che leggi“, e forse è ambizioso, io sono ambizioso e mi piacerebbe che questo diventasse un luogo dove i clienti del Giardino chiuso possano trovare le risposte di cui hanno bisogno prima, durante e dopo, l’essere passati dallo studio per uno o più trattamenti, di qualsiasi tipo.

Inoltre  questo è sicuramente il luogo dove chiedere risposte su dubbi ed incertezze concernenti i Fiori di Bach. (Credo che su questo punto siamo tutti daccordo).

A.i.d.A. - “Arrendersi ai dettami dell’Anima”.

albert_einstein_7Puoi vivere, gioire, piangere, innamorarti o provare dolore, e tutti noi l’abbiamo fatto, ma chi sei, in realtà? Quali sono le esperienze che ti trasformano? Nell’assunto relativo alla termodinamica di Antoine Lavoisier, perfezionato poi dal nostro caro Albert (Nulla si Crea, Nulla si distrugge, Tutto si trasforma. N.d.R.), si condensa come vapore tutto il senso della vita, non quello di Bonolis, più quello di Battiato, più il mio.

Sai che ogni 40 giorni il corpo cambia tutta l’acqua di cui è composto? Ecco spiegato il motivo per cui il digiuno dei mistici dura quaranta giorni.
Sai che ogni 28 giorni, al mutare della luna, le tue emozioni prendono una forma diversa?

Pensa! Un essere composto di acqua ed elettricità, che stabilità pensi che abbia?

Questo è il motivo per cui Isa ibn Yusuf, duemila anni fa, disse che è necessario costruire la propria casa sulla roccia per evitare che le maree la portino via…

La mia personale promessa per te che entri è che troverai ristoro se ne avrai bisogno, cibo se avrai fame, ma ciò che qui si cerca di fare è, e rimarrà sempre:

“A.i.d.A. - Arrendersi ai dettami dell’Anima”.

Il dolore, la sofferenza, per chi crede (o per chi sa…), vengono dall’Uno.

L’Altissimo che tutto Crea a nulla partecipando, è l’unico fautore di tutto ciò che accade. Allora perchè il dolore, la sofferenza, le guerre, tutti questi morti per le strade(?), chiederai tu. Io penso sinceramente nel valore dell’apprendimento. Un esempio più semplice, se vuoi, lo trovi nel risolvere i dolori alla schiena facendo determinati esercizi. Tu hai, in ultima analisi, il domino completo sul tuo corpo, cioè sei tu che decidi cosa a lui avverrà, con la postura, gli atteggiamenti, l’assunzione dei cibi, etc. Ricondurre all’esterno il significato degli eventi corporei in realtà, è un pò come dire che non è colpa del mare se arrivano le onde. Certo! Ci sono i cicli lunari, lo so benissimo. Però tu puoi guidare la consapevolezza, gestire le reazioni, se vuoi.

Su questo punto io sono fermo, non ho dubbi. E’ vero inoltre che l’essere umano spesso, sempre più spesso, non ha coscienza delle proprie azioni, nè delle conseguenze che esse portano, sia su di sè, che sulla comunità. Quindi si trova a volte, in situazioni di cui non aveva immaginato l’esistenza e dovendone sopportare le conseguenze, si ammala. “questo non è un mea culpa, bada bene, è solo una asserzione“, anche perchè, se hai bisogno di aiuto, qui lo trovi.

Torniamo quindi alla funzione di insegnamento del dolore. Il saggio, togliendo le cause del dolore, non ha più bisogno di esso (ma anche questo è solo parzialmente vero, poichè il saggio soffre della separazione dall’Uno e ne cerca ardentemente la riunione. N.d.R.). L’uomo, anche se non aspira alla saggezza, deve cercare, e lui solo può farlo, di trovare per sè, le condizioni di vita adeguate al minor dolore possibile. Come?

“A.i.d.A. - Arrendendosi ai dettami dell’Anima”.

Quando nel mio percorso di vita, sono incappato nei fiori di Bach, e per estensione al loro scopritore, mi sono subito trovato in armonia con il concetto profuso da Bach per cui: la vita avrebbe lo scopo di farci apprendere. Il bambino piange quando sta male, il cane abbaia, il fiore appassisce, il corpo crea il dolore. Lavorare attivamente per solvere questo dolore è, in fondo, cercare di avvicinarsi a sè, alle proprie vere inclinazioni, alla propria consapevolezza, quindi è un pò come “Arrendersi ai dettami della propria Anima”.

Al giardino chiuso si accettano tutti coloro che desiderano entrare, seguendo il famoso adagio di Rûmi:

“Vieni, vieni, chiunque tu sia, vieni!
vagabondo, adoratore… anche se non credi in nulla, vieni!
La nostra non è una carovana di disperazione.
Vieni, seppure avessi rotto i tuoi giuramenti migliaia di volte,  vieni!
Vieni, ancora una volta vieni…”

Tuttavia se desideri entrare a cercar consiglio, e con te porti la consapevolezza della tua responsabilità sulla tua salute, hai già fatto un passo in più…

Prometto solennemente che da ora in poi sarò più familiare nella stesura degli articoli sul blog,

ma questa premessa era necessaria.

Max Volpi.