Le Jardin fermé di Max Volpi® - Terapeuta Olistico
V.le Repubblica, 46 - Voghera - Pv
+39.333.899.22.14 - info@reflexal.com
Site: www.reflexal.com
Paperblog

Cerato - La dispersione

ceratostigma-wilmottiana_2

Cerato (CER) - Definizione originale di Edward Bach:

“Per quelli che non hanno abbastanza fiducia in se stessi per poter prendere da soli delle decisioni. Chiedono sempre consiglio agli altri, ma ne sono spesso fuorviati”.

Commento e spiegazione di Max Volpi:

Nel vivere l’essere umano compie delle scelte. Queste scelte delineano l’atteggiamento verso la vita, i gusti personali, la ricerca della felicità. Eppure molti di noi si confinano in angoli bui dove il rumore echeggia come nelle gallerie di un metrò e la vita scricchiola come un meccanismo arrugginito. Per quale motivo? Ci sono esseri umani che per il troppo attaccamento ai beni terreni evitano di scegliere vite più leggere, altri che porterebbero avanti la loro guerra anche quando in un crescendo assordante siano proclamate e la sconfitta e la causa disastrose. Tutti questi esseri umani cadono nella trappola dell’errore per troppo o per troppo poco. Vi sono anche esseri umani il cui errore di fondo risiede nella totale incapacità di scegliere. Vi sono altre distinzioni da porre in evidenza, come se il cielo avesse non solo nuvole, ma cirri, cumuli e nembi. Infatti vi sono persone che vivono la loro incapacità di prendere decisioni nell’assoluto silenzio, come se un ghiaccio freddo li attorniasse, ed altri invece, e sono queste le persone di cui parliamo oggi, ricercano nell’ambiente esterno le risposte che dovrebbero invece trovare in quello interno, dentro di sé. Ceratostigma Wilmottiana è un piccolo fiore blu, non autoctono, l’unico in verità dei trentotto scelti da Bach e poi ne spiegheremo le ragioni, viene dagli altipiani del Tibet, viene somministrato alle persone che sono continuamente, a volte assillando i propri simili, in cerca di consigli su come vivere la propria vita. Hai presente, ne avrai avuto uno anche tu, quegli amici o parenti che per qualsiasi cosa ti chiedono un parere? Che si fidano ciecamente degli articoli divulgativi gonfi di generalizzazioni pubblicati sui rotocalchi e che quando li citano paiono estremamente certi delle verità apprese? Hai conosciuto Cerato.

Immagina un piccolo fiore blu trapiantato dal Tibet all’Inghilterra dell’epoca vittoriana, dove viene guardato dall’alto al basso come fosse un simpatico ma inetto ospite da trattare con distacco.

Immagina ora uno di quei turisti carichi di valige inutili che se ne va in giro per le città d’arte con macchine fotografiche e videocamere chiedendo a tutti, ma proprio a tutti, dove deve andare.

Ora sovrapponi queste due immagini e lasciale collimare sicché i tratti del fiore combacino perfettamente con quelli della persona e avrai trovato il carattere CER.

Il grande compito di CER in questa vita è ri-trovare le proprie risposte personali. E dico “RI”-trovare appositamente per sottolineare che le risposte sono già lì, presenti, attendono solo di essere raccolte come un piccolo fiore blu ed apposte nel vaso del cuore a germogliare.

Allora, ci chiediamo tutti, qual è il motivo per cui CER non le ascolta preferendo quelle degli altri?

La personalità CER si “sforza con tutta sé stessa” di disattivare i messaggi intuitivi provenienti dal Sé Superiore, diffidando del suo stesso sentire. Apro qui una brevissima parentesi a favore del Sé Superiore che è quella scintilla presente in ogni essere umano che molti chiamano istinto, altri Luce, altri Fede, altri raziocinio, altri sentimento, altri semplicemente intuito. È la capacità letterale di SENTIRE cosa è giusto per noi, cosa ci fa stare bene, qual è la strada da seguire per andare dove vogliamo andare. E Cerato ne dubita. Dubita di questa vocina, dubita di queste immagini, dubita di questa scarica elettrica che ti attraversa quando sai di essere nel TUO giusto. Qual è il motivo?

Molti. Intanto implicito sia che CER è una struttura di base, si può acquisire certo, ma spesso è un tratto presente nella persona sin dalla più tenera età quando la malleabilità permette alle personalità forti di mettere le mani su quelle deboli e parlo anche di madri e delle loro educazioni One way (a senso unico) impedendo di fatto il costruirsi una base stabile per le sollecitazioni decisionali con la conseguenza che CER cercherà all’esterno le risposte. Differenzierei anche se assocerei il patologico bisogno di Agrimony (fiore visto nella prima puntata) il quale evita le proprie istanze profonde per il disagio percepito. Qui è proprio una questione di dubbio, assocerei infatti Gentian, fiore per il pessimismo. Ed ecco delineato Cerato.

Una persona di società (anche piccola, una famiglia è una società), dubbiosa sul proprio operato che crede di trovare negli altri, specie nelle persone che ritiene sapienti nel loro campo specifico, e a cui si attaccherà come una ventosa con richieste, consigli spesso peraltro incomprensibili se osservati dal punto di vista dell’utilità pratica.

Volendo, nel concludere, possiamo anche tradurre fisicamente i tratti CER, fiore della dispersione:

“Oggi ho mal di schiena, mi pulsa la testa, ho una fitta ad un ginocchio e ieri mi doleva il polso, poi questa gastrite non mi lascia stare, la sciatica a volte si riaccende e l’occhio continua a lacrimare”.

Evitando di cadere nella trappola delle generalizzazioni, potremmo avere davanti un organismo veramente carico di tossine e quindi con una multifattorialità sintomatologica ma anche Cerato.

La funzione del fiore di oggi pertanto è solida, concreta, ci permette di sentire e finalmente distinguere quali siano i nostri suoni preferiti, lasciando indietro il rumore, focalizzandoci su quegli aspetti di distinzione che sono proprio i nostri e-di-nessun-altro. Punto.

Visita la pagina di CER sul sito internet di Max Volpi www.reflexal.com

————————————————————————————————————————-

Questo articolo sicuramente può interessare qualcuno di tua conoscenza. Inviaglielo!

————————————————————————————————————————-

Centaury – La sottomissione.

centaurium_umbellatum_2

Centaury (CEN) - Definizione originale di Edward Bach:

“Per le persone buone, tranquille, gentili, estremamente ansiose di servire gli altri. Chiedono troppo alle loro energie, quindi si affaticano facilmente. Il loro desiderio di aiutare il prossimo è così forte che tendono a diventare più dei servi che degli aiutanti generosi. Il loro buon cuore li porta a fare più di quello che dovrebbero e, in questo modo, trascurano quella che è la loro particolare missione nella vita”.

Commento e spiegazione di Max Volpi:

La centaurea è il fiore per le persone che si lasciano sottomettere non dalle circostanze, bensì dalle persone intorno a loro, con la conseguenza di indebolirsi fortemente. Bach sostiene che questa persona si fa distogliere dalle proprie inclinazioni personali a causa di una volontà non ben strutturata.

Questo fa sì che la persona Centaury si prodighi per il prossimo in maniera eccessiva, senza discutere e senza battersi per sé stessa. Si sottomette quindi a personalità più forti spesso fino al punto di essere maltrattata. Questo atteggiamento ha origine dalla confusione che il soggetto pratica tra l’accettazione altrui e la stima di sé, qualità che infatti gli manca. Questo accade poiché, chi ha bisogno della biondella, è una persona che oppone scarsa resistenza all’ambiente circostante, sia in senso materiale che in senso sottile.

Possiamo affermare che la persona Centaury non conosca i propri confini, si lascia quindi continuamente invadere dall’energia altrui e non a caso Bach l’ha inserito nel gruppo di fiori adatti a coloro che sono ipersensibili alle influenze esterne e alle idee altrui.

Come mi rendo conto se il mio cielo terso si lascia invece ricoprire dalle nuvole del servilismo? Certo è condizione difficile da stanare e rimuovere, quasi fosse una nota profonda che bassa vibra dalle profondità dell’animo e fa eco e risuona in tutto il territorio che è il nostro corpo.

Chi tra di noi, il quale dedica la vita ad aiutare il prossimo vorrebbe sentirsi dire che sta esagerando? Il confine tra il bisogno di aiutare e l’incapacità di prendersi il proprio spazio, qual è? E spesso capita di vedere donne o uomini indistintamente, dimenarsi all’interno di rapporti soffocanti per richieste, paragoni qualitativi, pretese, dubbi, per la sola incapacità di dirsi e dire:

“No! Così non va bene”.

centaurium-umbellatum

Riluce come l’alba allora la differenza, il confine tra il servire e il servilismo, CEN come ponte tra le acque riesce col suo lavoro a distaccare i duellanti e riportare in equilibrio armonico la persona ora in grado di ascoltarsi maggiormente, ora in grado di donare senza più soffrire, poiché anche il peso va considerato, quello che CEN porta come mulo da trasporto sulla schiena, senza che alito di lamento possa passare sul suo volto, uscirgli dalla bocca. Ed è così che nasce il suo mal di schiena.

Mirabilmente ricordo di aver trattato tempo fa un dolore lombare, e forte invero, grazie all’uso di questo splendido, magico fiorellino rosa, piccolo in verità, quasi invisibile. Come è certo la personalità del singolo bisognoso del suo intervento, passa inosservato, quasi invisibile.

Costruire uno steccato permettendo alla persona di respingere le richieste pressanti derivanti dall’esterno ha una duplice funzione, della prima abbiam discusso, la seconda arriva ora: ci aiuta a trovare la nostra “vera” via, ci sospinge verso ciò che preme davvero per uscire allo scoperto.

Basti pensare, ed è un’abitudine che dovremmo avere più spesso, a ciò che dicono le parole quando vengono dette. Assumiamo un senso generale dimenticandoci poi d’ascoltare il significato ampio della parola. Centaury è il fiore per la “sotto” - “missione”, che è in fondo una missione più bassa di quella che dovremmo avere in realtà.

Rimuovere dall’orizzonte le nubi per lasciar posto al sereno, ci focalizza sugli obiettivi cui il desiderio reale del nostro cuore anela, per ritrovare la gioia di fare le cose.

Spesso nella fuga a suon di tromba da questa condizione limitante dell’animo il CEN si fa prendere da innumerevoli sensi di colpa, ma ecco che a sorreggerci accorre il nobile cavalier Pine (fiore per i sensi di colpa). Ci permette di sentirci maggiormente a nostro agio e divincola dalle catene del Karma. Quanti di noi sono ancora FERMAMENTE convinti di dover espiare qualche colpa?

Ricordo ancora col sorriso una cliente che giunse pressoché in lacrime asserendo d’essere divenuta terribilmente cattiva nei confronti dei suoi figli. Era disperata. Stava cambiando percezione su di sé ed iniziava a rendersi cosciente delle pressanti richieste dei congiunti.

Stava strutturando una risposta “positiva” alla vita: dire No!

Visita la pagina di CEN sul sito internet di Max Volpi www.reflexal.com

————————————————————————————————————————-

Questo articolo sicuramente può interessare qualcuno di tua conoscenza. Inviaglielo!

————————————————————————————————————————-

Beech – L’alterigia.

fagus_sylvaticaBeech (BEE) - Definizione originale di Edward Bach:

“Per coloro che sentono il bisogno di vedere più bontà e più bellezza in tutto quanto li circonda e, sebbene molte cose appaiono sbagliate, riescono a cogliere quello che c’è di buono in esse. Questo, al fine di essere più tolleranti, più comprensivi e più miti nei confronti di ogni creatura e dei modi in essa sta lavorando per arrivare alla sua perfezione finale”.

Commento e spiegazione di Max Volpi:

Beech è il faggio, in Italia il genere è rappresentato dall’unica specie Fagus sylvatica L. diffusa sulle Alpi e sugli Appennini, dove forma boschi puri, le faggete, o misti, di solito con Abies alba Mill. (abete bianco) o Picea abies Karst.(abete rosso), nelle stazioni oltre i 1000 m s.l.m. sugli Appennini e oltre i 700 m sulle alpi. Proprio la varietà italiana è quella scelta da Bach per il fiore di oggi.

Beech è l’essenza caratteristica dell’intolleranza; le sue caratteristiche principali possono essere consultate su qualunque libro. Quando parliamo d’intolleranza ci riferiamo indistintamente ad ogni tipo di intolleranza, incluse quelle alimentari, incluse quelle ai soggetti della propria specie.

Il comportamento del faggio come pianta, è abbastanza intollerante con gli altri tipi di vita vegetale. La crescita decisamente orizzontale dei suoi rami e la disposizione delle sue foglie fanno sì che, sotto di loro, filtri pochissima luce e acqua piovana, dando quindi luogo a boschi ombreggiati, dove pochi fiori possono vegetare. Solo alcune querce e alcuni agrifogli avranno la forza sufficiente per prosperare in questo contesto ostile (in foto una faggeta).

fagus_sylvatica_2

Beech non è un fiore tipo e, a mio avviso, di solito è l’estensione principale di due tipologie ben diverse: Water Violet e Chicory, fiori che tratteremo più avanti.

In floriterapia quando parliamo di fiore tipo o estensione, ci riferiamo al possedere un carattere specifico intrinseco alla personalità che ci è stata data dalla natura (tipo), oppure alla possibilità di sviluppare questo tratto caratteriale in conseguenza dello sviluppo armonico o meno della personalità stessa.

Nel concreto di questo esempio Water Violet è il fiore di chi possiede la consapevolezza dei propri mezzi, sa di essere dotato, di possedere intelligenza superiore alla media. Se questo tratto viene sviluppato disarmonicamente rischia di trasformarsi in alterigia e quindi assumere indole BEE.

Questo ha una certa importanza, perché una persona in stato Beech con tipologia Water Violet tende all’isolamento, si muove bene in solitudine, ed è inoltre abbastanza autosufficiente. Nel campo affettivo non è dipendente. In poche parole possiamo dire che Beech è il Water Violet che ha perso la sua discrezione e la sua tolleranza e ha acquisito protagonismo mediante la critica e l’intolleranza militante e pubblica. Conserva intatto il suo orgoglio, il sentimento di superiorità e l’autonomia.

Pensiamo per un attimo a quante persone di nostra conoscenza daremmo BEE per un comportamento simile a quanto descritto, ci immedesiamo allora nei fiori ed iniziamo a comprendere l’immensità del lavoro svolto dal medico gallese.

Parlando invece di Chicory, ovvero della madre bisognosa del riconoscimento e dell’affetto dei propri cari, il tratto BEE s’instaura quando i suoi sofisticati meccanismi di ubbidienza/premio vengono mancare, allora si trattiene dall’amare poiché non riconosciuta la sua importanza.

E’ diverso il sottofondo dello stato Beech, quando proviene da Chicory, perché ci troveremo con un Beech che non sopporta molto la solitudine, alla quale lo ha portato il fallimento delle sue manipolazioni chicoriane, e che, inoltre, è molto vulnerabile affettivamente. Vedremo quindi un Beech più sofferto e soprattutto più debole, che si autocompatisce e risulta più accessibile allo scambio umano. Il “criticone” è il nostro amico BEE a cui nulla va bene, commenta l’operato di tutti giudicandolo inadeguato scordandosi mirabilmente di migliorare sé stesso.

Per la loro natura accomodante i fiori sono impiegati spesso con azione topica, per cui, lungi dal poter paragonare BEE ad un antistaminico potente, evidenti risultati sono stati riscontrati nel medio e lungo termine negli eczemi di origine allergica, nelle dermatiti da contatto, nelle orticarie.

Anche il vomito può essere considerato una forma di rifiuto e proprio BEE si è dimostrato particolarmente utile nei casi di vomito da primo trimestre di gravidanza.

(contributi da “Nuovi orizzonti con i fiori di Bach” – Ricardo Orozco – Ed. Centro di Benessere)

Visita la pagina di BEE sul sito internet di Max Volpi www.reflexal.com

————————————————————————————————————————-

Questo articolo sicuramente può interessare qualcuno di tua conoscenza. Inviaglielo!

————————————————————————————————————————-

Aspen, le paure immotivate.

Speciale Fiori di Bach - Aspen – Le paure immotivate.

populus_tremulaLo speciale sui fiori di Bach, che la settimana scorsa trattava di Agrimony (Agrimonia Eupatoria), fiore per il disagio sociale e l’ansia, è stato creato con l’intento di far conoscere meglio i 38 fiori scoperti dal medico gallese. Settimana dopo settimana amplificheremo ogni singolo fiore e ci addentreremo brevemente nel suo significato e nei motivi per cui viene somministrato. Chi desiderasse focalizzarsi su immagini più nitide, può consultare il sito di Max Volpi: www.reflexal.com Aspen (ASP) - Definizione originale di Edward Bach: “Per quelle vaghe paure sconosciute per le quali non c’è nessuna spiegazione, nessuna giustificazione. Il paziente può essere terrorizzato da qualcosa di tremendo che, secondo lui, sta per accadergli, ma che egli non riesci a definire. Queste paure imprecisate e inspiegabili possono ossessionarlo sia di notte sia di giorno. Chi ne soffre ha spesso timore di raccontare la propria pena agli altri”. Commento e spiegazione di Max Volpi: Aspen è il fiore del Pioppo tremulo, Populus Tremula, della famiglia delle Salicacee, albero alto fino a 25m. presente in tutta Europa, e in alcune zone dell’Africa del Nord anche vicino al mare. La caratteristica della pianta è di avere foglie brachiblastali (le foglie che, nelle gimnosperme, porteranno il fiore) con un corto e tondeggiante picciolo, questo fa si che per sua natura la pianta simuli, anche solo con un alito di vento, un quasi costante tremolio. Edward Bach Studiò per lungo tempo su un antico testo di botanica datato 1653, “The Complete Herbal” (L’erbario completo) di Nicholas Culpeper e ivi attinse per la cernita di molte delle sue piante. Fu proprio sul Culpeper che Bach raffrontò il tremolio costante del Populus Tremula con il carattere della persona in stato Aspen, fragile, delicata, impaurita da ogni evento che spezzi il ritmo dell’ordinarietà. I rumori forti, i suoni violenti, immagini improvvise, forme nell’ombra, quand’anche il tocco su una spalla da uno sconosciuto lo fanno sussultare, proprio come la pianta che “tremula” ad ogni alito di vento. La paura del buio è un uso classico di questo fiore, poiché il buio porta con sé in realtà tutto ciò che è contenuto nell’assenza di Luce, quando il cigolio di una porta suggerisce stranieri inesistenti. Anche gli incubi sono un esempio formale di impiego di ASP, filtrazioni dal subconscio, stimoli di riequilibrio, tocchi dal profondo. È necessario sempre dissipare le tenebre dell’ignoranza con la Luce della conoscenza, questo per vivere una vita più piena di suoni piacevoli e colori e profumi. Restare chiusi in un vicolo cieco attendendo inermi senza interrogarsi, conduce a ben poche soluzioni. Ne consegue che vedere l’incubo come un evento dissociato dalla propria vita quotidiana spesso è improduttivo. Ci sono persone che hanno iniziato, già da tempo direi, a vedere ai sogni come a una forma di comunicazione da parte dell’inconscio che ti ricordo essere l’Iceberg, contro la sua piccola punta che è solo la coscienza. In questa struttura di disequilibrio ASP funge da moderatore, permettendoti di ritrovare equilibrio interiore, solidità, chiarezza, armonia. Ricardo Orozco medico di Barcellona, mio mentore, nonché profondo conoscitore di fiori di Bach, in uno dei suoi testi dice: “Per l’influenza che la descrizione originale ha avuto, Aspen è stato usato poco a beneficio di Mimulus (fiore per le paure riconducibili a eventi concreti). Il fatto è che spesso l’unica differenza tra una paura di origine conosciuta e una di origine sconosciuta è se esiste o meno la parola per definirla. Le Paure del futuro, delle malattie, della miseria, della morte, sono forse tangibili e obiettive per il solo fatto di poterle nominare? No, soprattutto quando sei sano, non troppo povero, né morto”. Puoi cercare di immaginare a questi momenti di paura come se stessi viaggiando in automobile di notte e avessi i fari spenti. Tutto quanto sarebbe pericoloso poiché non sei assolutamente in grado di vedere la strada davanti a te. Anche il silenzio si fa assordante. I contorni sono dispersi, la tensione altissima. Momenti di questo tipo possono capitare nella vita di ognuno. Cosa fare in attimi di paura così? Semplicemente ricordarti che Puoi accendere la Luce.

Visita la pagina di ASP sul sito internet di Max Volpi www.reflexal.com

————————————————————————————————————————-

Questo articolo sicuramente può interessare qualcuno di tua conoscenza. Inviaglielo!

————————————————————————————————————————-

Agrimony. La maschera sociale.


Agrimony (AGR) - Definizione originale di Edward Bach:

“Per le persone allegre, gioviali, piene di buon umore, che amano la pace e che sono disposte a rinunciare a molte cose, pur di evitare liti e discussioni che le manderebbero in crisi. Anche se in genere hanno dei problemi e sono inquiete, tormentate e stanche, sia a livello fisico che a livello psichico, sanno nascondere le loro preoccupazioni dietro l’umorismo e lo scherzo, e sono considerate degli ottimi amici da frequentare. Spesso fanno uno smodato uso di droghe e di alcolici per stimolarsi e per aiutarsi a sopportare le prove della vita con allegria”.

agrimonia_eupatoria2

Commento e spiegazione di Max Volpi:

Agrimony viene ormai da tempo illustrato come “il fiore della maschera sociale”, questo perché, come suggerisce la definizione di Bach, la persona AGR o in stato transitorio AGR usa la simpatia, lo scherzo, a volte anche la buffoneria, per spostare da sé l’ansia che prova nel fronteggiare le situazioni difficili. Spesso invece questo atteggiamento è quasi impercettibile, è un’eco nel silenzio del proprio dolore, è uno spostare l’attenzione dai problemi per non sentirne la pressione (raramente infatti vediamo persone con bombetta e naso rosso, canzonare per la strada). È la persona che cerca di evitare in ogni modo lo scontro, anche e soprattutto con sé stesso, poiché nello scontro, dal punto di vista somatico, il corpo prepara l’organismo ad affrontare una reazione d’emergenza, la pressione del sangue e la frequenza cardiaca aumentano, la sudorazione aumenta, il flusso sanguigno verso i più importanti gruppi muscolari aumenta e gli occhi si fanno rapidi, il volume dall’esterno diventa assordante e le funzioni del sistema immunitario e quello digestivo diminuiscono. La persona AGR che implicitamente ricerca la quiete dei boschi, non desidera entrare nello stato definito “combatti o fuggi” innescato dal SNA (sistema nervoso autonomo). Per questo motivo Bach nella spiegazione originale, sostiene che AGR fa un uso smodato di droghe o di alcolici e questo, che spesso il lettore può ritenere eccessivo, deve richiamarci alla mente l’immagine che, in inglese ad esempio, la parola “drugs” è riferita ai medicinali, etimologicamente infatti deriva dall’olandese “droog”, parola che indica gli arbusti secchi impiegati in medicina. Quindi, se non necessariamente riferito alle droghe illegali, basti pensare a quanti di noi, nella società contemporanea, facciamo uso smodato di psicofarmaci ed ansiolitici. Ebbene, Maria Luisa Pastorino, psicologa e pioniera nell’uso dei fiori di Bach, afferma a gran voce, nel suo libro “Introduzione ai rimedi floreali di Edward Bach”, che AGR è “l’ansiolitico del sistema floreale”. AGR di fatto è un ansiolitico e per estensione, viene impiegato anche senza controindicazioni ma con un chiaro aspetto positivo nel trattamento degli attacchi di panico. Questo aspetto, un ampio valore aggiunto, è riferito al fatto che i fiori di Bach sono evolutivi, lavorano verso la persona, per far si che possa, dentro di sé, capire le risposte cui tanto anela e che nel momento non trova, e fanno questo senza creare immagini di disagio sociale né tantomeno inibire la reazione nervosa, segnale inequivocabile di funzionalità organica. Dobbiamo cercare di immaginare il nostro corpo come un’automobile che viaggia su una strada. Ad un certo punto del tragitto una spia sul cruscotto si accende per segnalarci un’anomalia, magari sta finendo la benzina o manca olio nel motore. È un male? Alcuni di noi immaginano di si. Allora sarebbe probabilmente meglio se le spie sul cruscotto non si accendessero? Ma certo che no! È necessario sentire ed interpretare i segnali che il corpo ci invia per capire quali siano le sue esigenze, vietare questi segnali staccando le lampadine delle spie può essere funzionale in alcuni momenti per evitare un dolore non sopportabile ma, nel lungo termine, questo è sicuramente un comportamento da evitarsi. Costruire una sinergia di risposte positive tra noi, il nostro corpo, l’espressione dei nostri sentimenti ed il mondo che ci circonda è l’unica reale, chiara e forte strada per il benessere e ci sono già molte persone che, impiegando Agrimony, hanno imboccato il sentiero, ne vedono i contorni e ne ascoltano la quiete. Mi chiedo: tu stai facendo qualcosa per te?

Visita la pagina di AGR sul sito internet di Max Volpi www.reflexal.com

————————————————————————————————————————-

Questo articolo sicuramente può interessare qualcuno di tua conoscenza. Inviaglielo!

————————————————————————————————————————-

Ansia e rimedi naturali.

Il problema dell’ansia affligge in Italia circa 600.000 personae ogni anno.

Diversi rimedi naturali possono essere impiegati per aiutarci a superare questi momenti di estrema difficoltà.

Tra di essi i Fiori di Bach sono sicuramente uno strumento principe perchè hanno la grande capacità di andare a lavorare sulla VERA causa che ha ingenerato questa nostra risposta emotiva.

Come è ben risaputo ormai il trattamento dell’ansia tramite l’uso di benzodiazepine riserva un sostanziale problema: le controindicazioni. La terapia, così come dovrebbe probabilmente essere impostata, potrebbe prevedere l’impiego di medicinali per superare i momenti di forte crisi, ed il consulto psicologico per andare a lavorare sulle cause che ingenerano lo stato ansiogeno. Spesso questo non accade.

Wikipedia, la famosa enciclopedia on-line, sulla quale esperti in materia scrivono il loro parere tecnico, riporta alla voce benzodiazepine, questa affermazione: “…omissis… A lungo termine può essere problematico l’uso di tali sostanze, per lo sviluppo della tolleranza e per il rischio di instaurazione di una dipendenza, fisica e psichica …omissis…” ( il link sopra riporta per intero la dicitura ). quindi, con tutta probabilità, l’impiego delle suddette BDZ, andrebbe limitato ad un arco di tempo breve, ed integrato al supporto psicologico.

Purtroppo per vari motivi, tra cui la scarsa interazione tra specialisti, la lassità nell’intervento da parte di alcuni, nonchè la sovrabbondante incapacità nell’automedicazione dell’italiano, che spesso proviene da una profonda ignoranza della propria condizione di malato, tende a favorire l’impiego di queste sostanze per periodi che non solo sono lunghi, ma spesso sono addirittura atemporali, indefiniti. Questa per loro è la cura.

Questa, evidentemente, NON è la cura.

La cura per l’ansia, che è un dichiarato stato caratterizzato da una sensazione di paura non connessa ad alcuno stimolo specifico, trova le sue fondamenta in un conflitto interiore. RISOLVERE QUESTO CONFLITTO è l’unica reale cura per l’ansia. Per questo motivo l’uso delle BDZ dovrebbe essere seguito dall’operato di uno psicologo che sappia aiutare il paziente a ritrovare dentro di sè qulle risposte di cui egli ha necessità per ritrovare il proprio benessere.

Ti propongo una strada alternativa e completamente naturale per ritrovare in maniera autonoma questo benessere cui GIUSTAMENTE aneli. I FIORI DI BACH.

1) I Fiori di Bach sono estratti dalla solarizzazione di acqua in cui sono stati deposti petali di fiori, quindi come è ben intuibile, non hanno alcuna controindicazione. Se desideri approfondire la questione della genuinità dei fiori di Bach, puoi visitare il mio sito a questa pagina. Trovi tutte le indicazioni.

2) I fiori di Bach agiscono sulla CAUSA REALE del tuo problema, poichè trattano direttamente il tuo stato emotivo, per far si che tu possa ritrovare il tuo equilibrio interiore. Non stordiscono, non addormentano, non rimandano il problema, vanno diretti al punto, che ribadisco essere il conflitto emotivo.

3) I fiori di Bach sono 38 diverse essenze, questo li rende adatti ad agire su cause molto diverse tra loro, non hanno quindi limitazioni di sorta nella funzionalità.

Una precauzione che ti chiedo di avere per rispetto ai fiori stessi è questa: chiunque può somministrare i fiori, dal farmacista all’erborista, anche tu stesso; chiaramente sedersi di fronte ad un professionista nella calma del suo studio e poter approfondire le proprie tematiche ha tutto un altro valore. Per questo motivo non giudicare affrettatamente i fiori che, silenziosamente, fanno il loro dovere da settant’anni.

Se desideri approfondire il trattamento del disturbo d’ansia o di attacco di panico tramite la floriterapia, puoi visitare i miei siti ai seguenti indirizzi:

Trattamento dell’ansia - articolo sul sito.

Trattamento dell’ansia - articolo sul blog (su cui puoi richiedere se necessiti risposte).

Trattamento dell’ansia - video esplicativi le tecniche impiegate.

————————————————————————————————————————-

Pensi che questo articolo possa interessare qualcuno di tua conoscenza? Inviaglielo!

————————————————————————————————————————-

Ansia e fiori di Bach. I Video.

Come prosecuzione dell’argomento “Ansia e fiori di Bach”, già postato in data 02/01/09, lo trovi qui, eccone oggi, la versione a video, con la presentazione commentata da Max Volpi. Presentazione scaricabile gratuitamente da slideshare a questo indirizzo.

Video N°1 - Ansia, trattamento olistico.

Video N°2 - Ansia, caso studio su 50 pazienti (MOLTO interessante).

Video N°3 - Ansia, metodo di somministrazione fiori di Bach.

Video N°4 - Parallelismo tra definizione di Ansia e Aspen (fiore di Bach).

Video N°5 - Ansia, trattamento reflessologico.

————————————————————————————-

La presentazione in diapositiva, scaricabile gratuitamente da slideshare, non modificabile, coperta da diritti in Creative Commons.

View more presentations or upload your own. (tags: ansia attacchi)

Creative Commons License
Trattamento olistico di Ansia e attacchi di panico. by Max Volpi is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

————————————————————————————————————————-

Pensi che questo articolo possa interessare qualcuno di tua conoscenza? Inviaglielo!

 ————————————————————————————————————————-

La scelta delle essenze in Floriterapia.

Gentile lettore,

devi sapere che Edward Bach era un piromane.

Scherzando ti dico questo per far risultare evidente che per ben DUE volte il nostro medico prese tutte le sue carte e ne fece FUOCO e CENERE.

La prima cessando la sua attività di omeopata, al termine dell’esperienza londinese, nel maggio del ‘30, l’altra, poco prima di lasciare questa forma esistenziale, nell’autunno del 1936.

Con questo gesto, se vogliamo anche simbolicamente significativo, lasciare cioè che il fuoco purifichi, bruciando, tutto ciò che più non serve, egli si libera di tutta quella parte di lavoro che non ritiene più di alcuna utilità per il proseguio delle sue ricerche, mantenendo viva la possibilità di semplificare al massimo i concetti ascosi dei fiori.

Perchè il problema, che Bach intuisce benissimo (siamo nel 1936, anni dorati per la psicoanalisi freudiana - N.d.R.), non è quello di creare strutture in cui inserire gli schemi comportamentali degli individui, filone percorso poi, mirabilmente peraltro, da Ricardo Orozco in “Intelligenza emozionale e fiori di Bach“, ma perdere di vista il significato reale dei fiori, la loro freschezza e semplicità, la loro encomiabile immediatezza nel giungere al cuore dei problemi degli esseri umani per estrarne le qualità positive.

Quindi scegliere le essenze in floriterapia è un gioco sottile e delicato che deve essere condotto con sapienza si, ma anche con quello spirito di immediatezza che lo stesso Bach voleva venisse conservato. Perchè troppe congetture in definitiva sono solo congetture, ed è, e rimane indispensabile piuttosto, una buona capacità di interagire con il nostro cliente, di condurre una seduta in modo che egli riesca a far decantare le problematiche che più gli creano disagio, per evitare che i fiori consigliati siano non adeguati.

Quando, interagendo con le persone, mi viene chiesta la mia applicazione professionale, alla risposta “terapeuta floreale“, diversi rimangono straniti. E non perchè non sappiano di cosa io stia parlando, ma perchè si sono magari fatti consigliare i fiori dall’erborista, in negozio, o in farmacia e in coda, e hanno plausibilmente intrattenuto un rapporto che non è certo di impostazione “terapeutica”, bensì estrememante, a mio avviso, superficiale.

Ci troviamo oggigiorno subissati di pubblicità di ogni tipo, e molte persone ormai hanno provato, almeno una volta, i fiori di Bach. Per questo motivo spesso mi capita di trovarmi innanzi a persone che, alla fatidica risposta “terapeuta floreale“, rispondono: ” Non ci credo mica tanto ai fiori di Bach, Io!”.

Ora accertato che il mio interlocutore non abbia la medesima forma mentis del bambino cui non piace il minestrone non avendolo mai assaggiato,

quindi rispondendo ad un soggetto che abbia già ricevuto almeno una somministrazione di essenze floreali, farei notare, e in ultima analisi,

questo post è dedicato proprio a te!,

che è necessario, per valutare correttamente una questione, cercare sempre di usare il raziocinio, per evitare che siano la paura, l’incertezza, la mancanza d’interesse, la solitudine, l’ipersensibilità alle idee altrui, lo scoraggiamento e la disperazione, nonchè l’eccesso di preoccupazione, a guidare le nostre scelte di vita.

Per questo motivo è necessario ricordare che per i fiori di Bach esiste una casistica di successi che dura ormai da quasi ottant’anni,

e che non è plausibile che un’opera dell’uomo non funzionante duri per ottant’anni. NO?

Pensiamo alla locomotiva a vapore, pensiamo al velocipede, al Flyer dei fratelli Wright, alle piramidi, a tutte quelle idee che hanno fatto la storia, ma che oggi non sono più impiegate. I fiori di Bach vengono usati oggi da milioni di persone nel mondo e non sono certo in declino, anzi sono forse una risorsa per il domani.

Per un domani in cui l’uomo si accorgerà che la qualità della vita influenza l’equilibrio determinante la salute o la malattia, che la semplicità nelle scelte aiuta lo star bene, che le complicanze invece portano difficoltà aggiuntive e che in definitiva volere il bene degli altri è una delle cure migliori che esistano.

Per tutta questa serie di motivi, Bach ci ha chiesto di scegliere le essenze floreali per il nostro benessere, per ritrovare, se lo vogliamo:

* la nostra vera natura - Agrimony
* la giusta via - Aspen
* l’umiltà - Beech
* i nostri confini - Centaury
* la concentrazione - Cerato
* la quiete emozionale - Cherry plum
* la capacità di apprendere - Chestnut Bud
* l’altruismo - Chicory
* la presenza - Clematis
* la dignità - Crab Apple
* il nostro potenziale - Elm
* l’ottimismo - Gentian
* le possibilità - Gorse
* la propria dimensione - Heather
* la devozione - Holly
* l’interazione - Honeysuckle
* l’attività - Hornbeam
* la calma - Impatiens
* la fiducia - Larch
* il coraggio - Mimulus
* la luce interiore - Mustard
* il riposo - Oak
* la forza - Olive
* l’emancipazione - Pine
* la responsabilità - Red Chestnut
* l’azione - Rock Rose
* la flessibilità - Rock Water
* la continuità - Scleranthus
* l’integrità - Star of Bethlehem
* l’apertura - Sweet Chestnut
* l’equilibrio - Vervain
* la speranza - Vine
* l’armonia - Walnut
* la fratellanza - Water Violet
* la chiarezza - White Chestnut
* la certezza - Wild Oat
* la volontà - Wild Rose
* il compimento - Willow

Semplicemente, così, come bere…

quattro gocce, quattro volte al giorno.

Max Volpi

————————————————————————————————————————-

Pensi che questo articolo possa interessare qualcuno di tua conoscenza? Inviaglielo!

 ————————————————————————————————————————-

Bambini oppositivi e fiori di Bach

NO, NO, NO!

Hai mai sentito, MAMMA, queste parole? Beh, diciamo che non devi preoccuparti affatti se rientrano in un normale comportamento di fanciullo o adolescente, se però noti che la tua creatura manifesta da un pò di tempo, almeno un semestre, disubbidienza, provocazione, ostilità nei confronti delle figure dotate di autorità, puoi pensare a quello che in psicologia viene definito: Disturbo oppositivo-provocatorio.

Il disturbo oppositivo-provocatorio di cui trovi una versione estesa sul mio sito internet a questa pagina, che abbiamo detto durare da almeno sei mesi, può rendersi evidente cun tutta una serie di sintomi quali:
* perdita di controllo,
* litigi con gli adulti,
* opposizione attiva o rifiuto di rispettare richieste o regole degli adulti,
* azioni deliberate che danno fastidio agli altri,
* accusare gli altri dei propri sbagli o del proprio cattivo comportamento,
* essere suscettibile o facilmente infastidito dagli altri,
* essere collerico e risentirsi,
* o essere dispettoso o vendicativo.

La buona notizia che sono in grado di darti, oggi, è che per tutte queste evidenze è possibile intervenire efficacemente con i fiori di Bach senza ricorrere ad alcuna sostanza chimica, poichè il potere riarmonizzante dei fiori di Bach è sufficiente nella stragrande maggioranza dei casi per intervenire efficacemente in questo “cosiddetto” disturbo.

E’ mio parere che le creature abbiano, dietro alla manifestazione dei sintomi fisici, la volontà di esprimere un disagio, una richiesta che non sono in grado di esprimere a voce. Questo fa si che il corpo e la psiche creino le condizioni per esprimere questa richiesta o disagio, indipendentemente dal raggiungimento di tale evento alla soglia della coscienza. Per questo motivo si parla di “somatizzazione”, perchè tutta l’energia che non siamo in grado di utilizzare, se congestionata, finisce per creare tensioni che, in questo caso, sono emotive.

I fiori di Bach, come sempre, suggeriscono una strada da percorrere per risolvere la questione in sospeso senza ricorrere ad elementi non naturali, poichè i fiori sono stati selezionati in base alla loro vicinanza con le emozioni positive che in questo o quel determinato momento non siamo in grado di raggiungere da soli, la calma, la profondità, la gioia, etc.

————————————————————————————————————————–

max-volpi-b_n_4

Max Volpi dice: “Nota come i fiori ti inducano a riscoprire le tue emozioni naturali, la pace, la profondità, la gioia, e non ricoprano con un velo ciò che è necessario tu senta per poter stare bene. Si, perchè è necessario sentire la propria condizione per potere stare bene con essa e di conseguenza con te. Solo questa è la via. Puoi usare gli antidolorifici se il dolore è troppo forte e non riesci a sopportarlo, ma solo nella tua persona hai le risorse per stare bene con te. Ricordatelo sempre. E se in questo momento dovesse non piacerti stare con te, non temere, è proprio per questo che i fiori sono stati scoperti“.
 ————————————————————————————————————————-

In questo caso specifico, e seguendo i sintomi descritti nel DSM IV, abbiamo:

perdita di controllo (Cherry Plum - che aiuta a criarmonizzare i picchi emotivi e le tensioni),

litigi con gli adulti ( Holly - per la rabbia, l’invidia, il sospetto),

opposizione attiva o rifiuto di rispettare richieste o regole degli adulti (Agrimony - Holly  - aiuta a ritrovare serenità, aiuta a ritrovare il piacere di stare insieme),

azioni deliberate che danno fastidio agli altri (Heather - lascia scemare l’eccessivo bisogno di attenzione),

accusare gli altri dei propri sbagli o del proprio cattivo comportamento (Beech - riporta la responsabilità a sè),

essere suscettibile o facilmente infastidito dagli altri (Ancora Agrimony - Beech - Impatiens - aiuta ad evitare di esplodere),

essere collerico e risentirsi (Holly - Vine - fa diminuire la tensione),

o essere dispettoso o vendicativo (Beech - Vine).

Questi fiori rappresentano solo una linea di trattamento e come sempre sono d’esempio e d’aiuto per quanti volessero indagare personalmente nell’Universo floreale, non vanno però intesi come sostituto della terapia floreale svolta da un esperto anche se, come ribadisco da sempre, essi non possono in alcun modo nuocere.

Mi auguro che questi brevi righe possano esserti d’aiuto, se ne abbisogni.

Max Volpi

 ————————————————————————————————————————-

Pensi che questo articolo possa interessare qualcuno di tua conoscenza? Inviaglielo!

 ————————————————————————————————————————-

Ansia e fiori di Bach.

È sempre più elevato il numero di persone che soffre di ansia ed attacchi di panico.

Ad oggi in Italia, si stima, infatti che, più di 600.000 persone, quando devono affrontare situazioni particolari, come l’auto, l’aereo, luoghi affollati o isolati, si scoprono spaventati, senza un motivo oggettivo, se non la paura della crisi. Questi soggetti manifestano il proprio “malessere” attraverso una diffusa sintomatologia fisica e psicologica.

Con i fiori di bach abbiamo un mezzo interessante per far fronte a questo diffusissimo disagio.

Dico interessante non a caso perchè, come ho ampiamente descritto nell’articolo specificamente dedicato all’ansia che trovi su Reflexal.com, per le persone che ancora oggi, non si interessano di benessere naturale e crescita interiore, e sono molti di più di quanti sembrano essere, le Benzodiazepine possono sembrare l’unica soluzione a questo problema (l’articolo che trovi sul sito è meno colloquiale, ma offre più dati, scegli quello che ti aggrada maggiormente).

IN REALTA’, CARO AMICO, E SOTTOLINEO IN REALTA’, LE BENZODIAZEPINE NON SONO UNA SOLUZIONE.

Ora, mentre qualcuno a casa sa benissimo di cosa sto parlando, magari proprio tu, ti starai chiedendo: che cosa diavolo sono queste benzodiazepine?

Le benzodiazepine sono una classe di farmaci con proprietà sedative, ipnotiche, ansiolitiche, anticonvulsive, anestetiche e miorilassanti. Le benzodiazepine sono spesso usate per offrire un sollievo di breve durata agli stati di ansia o insonnia grave o inabilitante. Trovano altresì impiego nel trattamento delle crisi convulsive e come coadiuvanti nell’induzione dell’anestesia.

Probabilmente conosci le benzodiadepine con il loro nome commerciale, ovvero:

VALIUM, TAVOR, TRANQUIRIT, EN, XANAX, LEXOTAN, CONTROL, ETC. ETC. (la lista è lunga…)

 Ora, perchè me ne vado in giro asserendo che le benzodiazepine non sono assolutamente la soluzione?Beh, intanto perchè come puoi vedere tu stesso, anche chi ne da la descrizione, asserisce che offrono un sollievo di breve durata all’ansia e agli attacchi di panico”…

Immagina un mondo ideale dove non ci sono contrasti, guerre, conflitti, razzismo, un pò “Imagine” di John Lennon…

Utopia, vero?

Che bisogno hai di tranquillanti in un mondo così? Penso nessuno… purtroppo però, la realtà è che nei contrasti, guerre, conflitti, razzismo, etc., ci vivi anche tu e il tuo sistema nervoso magari non è proprio a prova di bomba (non so se cogli il senso…)

Allora l’uomo si svegliò una mattina e pensò: “Beh, se non posso impedire i contrasti, le guerre, i conflitti, il razzismo, almeno proverò a non ascoltare…”, e come per magia crea una classe di farmaci che non è assolutamente in grado di far si che tu possa comprendere i tuoi contrasti, però ti addormenta. Geniale, eh?

L’ansia, dice il dizionario medico, è uno stato caratterizzato da una sensazione di paura non connessa ad alcuno stimolo specifico.

Si distingue dalla paura vera e propria per il fatto di essere aspecifica, vaga o derivata da un conflitto interiore. I segni somatici sono una iperattività del sistema nervoso autonomo e in generale della classica risposta del sistema simpatico di tipo “combatti o fuggi”. Quindi l’intervento possibile è attuato con la psicoterapia e con l’aiuto delle benzodiazepine dove, mentre lo psicoterapeuta aiuta il paziente a trovare le proprie risorse per superare questo stato, esse mitigano il diasgio.

Purtroppo sappiamo benissimo come, non solo in Italia ma in molti paesi sviluppati, vi siano schiere di esseri umani che, dimentichi dello psicoterapeuta, vivano letteralmente di benzodiazepine, e che negli anni si siano lentamente ed inesorabilmente tramutati in ”silenziosi dipendenti”. Il medico di base, lo specialista, il terapeuta sanno che queste sostanze”impoveriscono” l’uomo, inibiscono la corretta funzionalità del fegato, stordiscono, disabilitano, riducono in schiavitù e peggio di tutto, a mio avviso, ISOLANO dagli altri esseri umani. Non è necessario far sentire il malato “un malato”, già può sufficiere la condizione disagiante, non vi è alcun bisogno di martoriare gli esseri umani, facendoli sentire diversi. Aiutare significa dare ad un uomo la corretta prospettiva verso di sè, non sedare, ipnotizzare, ansiolitizzare, anestetizzare e miorilassare.

La grande capacità dei fiori è quella di saper costruire la struttura che porta via l’uomo dal disagio permettendo il riconoscimento di sè. Non sedano, nè anestetizzano, nè ipnotizzano nessuno. Aiutano a trovare le risposte. In definitiva la persona che soffre di disturbo d’ansia, vive sui chiodi, questa immagine è significativa, non ha stabilità, non ha pace, non si fida di sè nè del proprio giudizio, crede di star bene compiendo determinati gesti, ma l’incoscio non placato gli fa sentire il disagio creando un conflitto che stimola il sistema simpatico ad una reazione di cui egli, consciamente, non percepisce la necessità, e chiedendosi, senza trovarne risposta, la causa, avverte il dolore. L’attacco di panico con o senza agorafobia, porta reazioni ancor più forti.

Ora chiediamoci, riallacciandoci al punto centrale del discorso di oggi: anestetizzare è una risposta? Sedare è forse una risposta? Ecco spiegato il perchè le Benzodiazepine non hanno la risposta. La funzione delle BDZ dovrebbe essere, come accennato, quella di traghettare il paziente con il minor disagio possibile, mentre lo psicoterapeuta aiuta a capire. Sono diventate la “pastiglietta” per dormire. Questa misinterpretazione è una causa di disagio sociale in questa società post-industriale. Tornare al contatto con la natura, tornare ad ascotare le proprie sensazioni, non solo questo è possibile, ma è l’unica strada “reale” per risolvere il problema. Con i fiori di Bach questo cammino si può fare ed esige come sempre solo la voglia di stare ad ascoltare cosa accade.

Articolo completo su Reflexal.com - Pensi che questo articolo possa interessare qualcuno di tua conoscenza? Inviaglielo!

« Previous PageNext Page »