Le Jardin fermé di Max Volpi® - Terapeuta Olistico
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I fiori di Bach “NON” funzionano.

terapeuta

Sono sempre lieto quando un utente, un cliente, un amico mi invita a riflettere sulla possibilità che i fiori di Bach “non funzionino” ed in effetti anch’io, che come tutti, ho avuto qualche insuccesso terapeutico, sono portato a ragionare su quali, in quei casi, siano stati i miei difetti nell’interazione (sono stato molto Pine … ahah!) con la persona o se vi sia una reale causa di “bassa funzionalità floreale”, in cui la persona non assorbe l’informazione trasmessa dai fiori.

Ringrazio Mara, utente del gruppo di Facebook ” Il Floriterapeuta” per il commento che, sotto molti aspetti, condivido e proprio per questo mi permetto di integrare con un mio punto di vista a favore di chi legge con alcune precisazioni e credo e spero questo possa farle piacere. E’ vero, a volte i fiori, possono non funzionare. A volte (spesse volte) il terapeuta è poco preparato o la persona assume i fiori (in modo autonomo) concentrandosi ciecamente sul punto di vista che ha di sè, pensa che non funzionino ed in realtà sta prendendo fiori poco adeguati. Tra l’altro, volendo lievemente approfondire questo discorso, a volte un solo fiore fa sentire un peso enorme all’interno della terapia e quello stesso fiore non viene integrato, per cui si hanno risultati di lieve e continuo miglioramento che non giunge a risoluzione perchè quel singolo fiore non è presente. Tornando al “non funzionare” ci sono almeno tre aspetti da tenere sempre presenti che possono diventare molti di più, approfondendo un poco la questione. Questi tre aspetti sono:

i fiori - il cliente - il terapeuta (alla faccia del doppio cieco!).

I fiori: i fiori sono la parte neutrale del trattamento, sono in grado di svolgere la loro funzione sempre, indipendentemente dalle parti in gioco. Se così non fosse, utilizzeremmo le radici o le foglie o la cannabis. ah…  ;-)

Il cliente ed il terapeuta sono sia trasmittenti che riceventi.

Il cliente: Già il solo fatto di individuare quali fiori somministrare ci mette nelle condizioni di capire quale sia il pensiero della persona. Se io tratto un Mimulus come tratto un Impatiens, ho un sincero problema di differenziazione terapeutica, magari sono comunque empatico, simpatico, funzionale, ma è necessario capire che ogni fiore porta una dinamica personale ben definita, ha sogni e bisogni bene definiti e per questo il terapeuta dovrebbe “sempre” entrare nel pensiero del cliente cinque minuti prima del colloquio e pensare come lui pensa. E’ necessario conoscere le dinamiche emotive di ogni fiore per ritrovarle nelle persone e poter andare loro incontro con una terapia differenziale che le stimoli a sviluppare i loro talenti, evitando di toccare sul vivo i loro difetti perchè, per negative o stronze che siamo le persone, certo non è nostro compito giudicarle, ma semplicemente offrire loro la struttura floreale adeguata ai loro bisogni. Già soltanto il fatto di giudicare ci mette nella prospettiva sbagliata. Il peggior ladro, stupratore, assassino ha certamente un comportamento errato a livello animico nei confronti della sua vittima, ha certo “peccato” per usare un termine cristiano, ha offeso creature più deboli e questo può scandalizzarci o offenderci, è anche vero che non essendo noi nè giudici nè dei, dovremmo sempre mantenere un equilibrio che ci permetta di entrare ed uscire lindi dalla vita. Il giudizio di per sè, è sempre negativo anche se dato a fin di bene. Il consiglio, solo se richiesto, ha certo maggiore utilità. Ognuno si comporta seguendo gli schemi che ha appreso e se questi schemi risultano per l’Anima che li segue sbagliati, la “punizione”, il “castigo” sono già insiti nella sofferenza che gli schemi stessi hanno costruito e che impediscono di giungere a livelli di vita più elevati dove si respira un’aria più pulita. Qual’è il motivo per cui io dovrei intervenire? Forse togliere la mia trave prima della sua pagliuzza mi aiuterebbe a vedere meglio. Per questo è necessario comprendere a fondo il cliente  per capire dove egli abbia bisogno di andare.

Egli può avere una conoscenza emozionale di sè buona, scarsa o nulla. Può essere in grado di trasmettere le sue impressioni sul trattamento perchè abituato ad osservarsi oppure può solennemente affermare di non aver sentito cambiamenti e magari, come Agrimony, fatica ad entrare in contatto col suo sentire profondo proprio perchè molto sensibile, oppure può essere emotivamente piatto e non accorgersi del cambiamento anche se avviene.

Il terapeuta: è necessario che il terapeuta con le sue conoscenze, non solo floreali, riesca ad estrapolare il maggior numero di sensazioni ed informazioni al cliente per riuscire a ricostruire il quadro di ciò che sia effettivamente accaduto nel periodo di assunzione. Con dinamiche di ascolto attivo, tecniche di pnl, metaposizioni, il terapeuta può accedere a spazi della persona ch’essa non vede, per conoscere a fondo la realtà che porta.

Spesso non sono i fiori che “non” funzionano, molto spesso sono i terapeuti che non sono in grado di aprire una dinamica e portarla alla luce.

Secondo uno studio pubblicato sul British Medical Journal nel 2002:

- il medico interrompe il resoconto del paziente dopo circa 22 secondi di racconto.

- il 90% dei pazienti conclude spontaneamente dopo 92 secondi.

- nello spazio tra i 22 e i 92 secondi viene menzionato il 75% dei sintomi, cioè più il paziente parla e più informazioni gli vengono in mente.

- il 36% dei pazienti non ricorda le informazioni fornite su prognosi e terapia.

- il 70% dei pazienti assume in modo scorretto i medicamenti.

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(dati tratti da “Comunicazione Medico - Paziente” - Ed. Nlp Italy)

Basterebbe quindi che la persona assumesse i fiori con una frequenza diversa da quella consigliata che il “non” funzionare dei fiori diventa evidentemente una questione con migliaia di plausibili cause che è nostra cura, secondo coscienza, verificare, per creare un rapporto funzionale, mirato al risultato desiderato, cioè il raggiungimento dell’obiettivo concordato ad inizio terapia.

Inoltre se effettivamente i fiori dessero una risposta inferiore al risultato, potremmo sempre ricorrere ai “catalizzatori”, ovvero a quei fiori che stimolano una eventuale risposta restia ad arrivare: Holly, Wild Oat, Agrimony, Chestnut Bud, Wild Rose, Gorse, etc.

A volte, come detto da Mara, la persona non è effettivamente pronta per un lavoro floreale e quando questo accade, spesso è lei che spontaneamente lascia la terapia e nel moto del cosmo anche questo, come le maree, le stagioni, le piogge, ha una sua ragion d’essere che dovremmo comprendere anzichè osteggiare.

Quando i fiori “non funzionano” c’è quindi, quasi sempre una causa che esula dai fiori capaci da settant’anni, inesorabilmente, di mietere successi dopo successi.

Certo poi qualche “insensibile floreale” ci sarà pure e forse mangia chili di Aulin per colazione.

Buona pratica a tutti.

Crab Apple. La pulizia interiore.

Premessa: Noi che usiamo i fiori di Bachsiamo solo dei poverini fuori di testa che ambiscono la morte dei loro pazienti e cercano di evitare loro gli antibiotici per una pura questione idealisticaSiamo lontani dalla realtà. In faccia al C.I.C.A.P., uno studio sperimentale condotto in doppio cieco a Santa Clara (Cuba), corroborato e pubblicato da SE.DI.BA.C. (Sociedad para el Estudio y la Difusión de la Terapia del Dr. Bach de Cataluña), dimostra che su 70 pazienti con presenza di ascesso dentale suddivisi in due gruppi da 35 soggetti l’uno, i primi 35 trattati con cure tradizionali hanno avuto una guarigione del 57,1% contro quella del 94,3% ottenuta dai pazienti che usarono il SOLO Crab Apple.

Il fiore: è il fiore del melo ornamentale, candido come la purezza, in grado di ristabilire equilibrio nell’immagine e nella percezione della stessa.

Parole di Bach: “E’ il rimedio della depurazione. Per coloro che hanno la sensazione di avere in sé qualcosa di sporco. Spesso è una cosa apparentemente insignificante;a volte, invece, si tratta di una malattia più seria, che viene quasi trascurata rispetto alla sola cosa su cui la persona si è concentrata. In ogni caso, l’individuo è ansioso di sbarazzarsi di questo problema che per lui è divenuto essenziale da curare, e si abbatte molto se la cura fallisce. Questo rimedio risana le ferite se il paziente ritiene che nel corpo ci sia qualche veleno che debba essere espulso” (Edward Bach).

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Toccando una dinamica così sottile, non possiamo non addentrarci nel discorso delle influenze che ha su di noi ciò che ci circonda. Crab Apple, fiore del melo ornamentale, è un’essenza che tocca profondamente la vita di tutti noi se considerata cogliendone gli aspetti transpersonali e quelli evolutivi. Bach ha svolto un servizio per l’umanità tutta che è assolutamente, ad oggi, profondamente incompreso. Ciò che era negli intenti del medico gallese, ovvero trovare una medicina che fosse completamente naturale e non nociva in alcun aspetto di sè, ha dato vita ad un sistema di lavoro sull’uomo cui sarà dato il giusto peso solo quando molte delle dinamiche imperanti nella società contemporanea saranno desuete. Ora è presto. O tardi, a seconda dei punti di vista. Osservare l’uomo dalla torre d’avorio del “pensiero intonso”, come ad alcuni di noi è concesso (e che hanno lavorato per ottenerlo!!), permette di avere una calibrazione degli eventi molto più vasta rispetto ad essere coinvolti nella società e lottare per essa. Quindi alcuni di noi possono chiaramente vedere che dall’età dell’Oro siamo passati a quella del ferro, poi a quella del piombo e così via, in una caleidoscopica discesa verso il cattivo gusto. Credo nell’incarnazione e nella de-materializzazione. Credo che sia stato un male necessario previsto nel disegno originale visto che, fino ad una nuova Newtoniana prova contraria, sottostiamo alla forza di gravità. Tirati verso il basso. Fortunatamente stiamo toccando il fondo. E toccare il fondo ha lo scopo di darsi la spinta per risalire. Tutti sogniamo una società diversa negli intenti e negli scopi, ma chi di noi fa suo il motto di ghandiana memoria: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”? Per questo credo che la condivisione esperienziale sia la formula ad hoc per una risalita. Ovviamente con affinità di anime.

Questi aspetti sono la chiosa introduttiva all’articolo di oggi perchè volenti o nolenti siamo nel mondo e da esso influenzati sia negli materici che in quelli spirituali. Molti di noi, e mi rivolgo qui a chi ha compreso l’introduzione, il coinvolgimento nel mondo e da esso è toccato. Si, perchè Crab Apple può essere impiegato, essendo rimedio della purificazione, come depurativo, come strumento d’accettazione della propria immagine e quindi della propria persona, come appunto, strumento di purificazione a tutti i livelli, per l’anoressia, la bulimia, come supporto per valorizzare l’autostima, per espellere i calcoli, pulire la pelle, disinfettare e chiudere le ferite ma anche, come detto, per liberarci dell’influenza pesante del mondo che ci circonda. Vediamo tutti questi aspetti comprendendo così le motivazioni che mi spingono ad affermare che “Bach ha svolto un servizio per l’umanità tutta che è assolutamente, ad oggi, profondamente incompreso“.

Azione depurativa: CRA (sigla, impiegata da qui in poi) ha un’utile funzione depurativa, ci aiuta infatti a pulirci nel caso in cui percepiamo di avere qualcosa di sporco dentro di noi. Questa sensazione può derivare dalla presenza di un tumore, per esempio, dal massiccio utilizzo di farmaci, di effetti chemioterapici, interferone, cortisone, intossicazioni alimentari e non, disintossicazione da stupefacenti, da tabagismo, da superalcolici. Da tutto ciò che non è presente naturalmente nel corpo ed infastidisce il normale scorrere della vita.

Disinfettante: il principio è il medesimo, applicato però al micrcosmo anzichè al macrocosmo. La ferita prevede l’ingresso di qualcosa di estraneo nel corpo che lo stesso ha la forza di controbattere mettendo in atto tutta una serie di meccanismi di difesa come le fasi emostatica, infiammatoria, proliferativa e della maturazione. Tutti processi che avvengono nell’organismo per suturare e sanare la lesione. L’impiego di CRA, aiutando ad espellere gli agenti patogeni, come afferma Bach in “Questo rimedio risana le ferite se il paziente ritiene che nel corpo ci sia qualche veleno che debba essere espulso“. Questo concetto viene corroborato proprio dalle azioni del medico gallese che creò una crema standard la cui ricetta viene ancor oggi prodotta in tutto il mondo e distribuita in tutte le farmacie sotto il nome di “Rescue Cream®” se prodotto da Nelson (distribuito in Italia da Loacker), oppure “Estratto universale in crema” se prodotto da Di Leo, “Resource Remedy” se di Guna, “Five flowers natural cream” se di Healing Herbs e che comprende oltre alla ben nota formulazione del RIMEDIO D’EMERGENZA O RESCUE REMEDY,  proprio appunto il protagonista di questa nostra storia, Crab Apple.

Antisettico: ovviamente la medicina ufficiale contempla questi rimedi come al meglio placebo e non come effettivi aiutanti dell’uomo. Quando si ottengono risultati, non essendo in doppio cieco, vengono catalogati come casuali ed abbiamo addirittura l’onore di essere stati considerati come inefficaci dagli eminenti studiosi del C.I.C.A.P., un gruppo di simpatici ometti che, avendo null’altro da fare, se ne va in giro a dire ciò che è vero e ciò che non lo è. Beato il mondo e le sue paranoie. Comunque, oltre le digressioni, abbiamo in CRA un valido aiuto, magari sostenuto da Rock Water, abile a disgregare. Ovviamente, come detto in premessa, NOI CHE USIAMO I FIORI DI BACH, siamo solo dei poverini fuori di testa che ambiscono la morte dei loro pazienti e cercano di evitare loro gli antibiotici per una pura questione idealistica. Siamo lontani dalla realtà. In faccia al C.I.C.A.P., uno studio sperimentale condotto in doppio cieco a Santa Clara (Cuba), corroborato e pubblicato da SE.DI.BA.C. (Sociedad para el Estudio y la Difusión de la Terapia del Dr. Bach de Cataluña), dimostra che su 70 pazienti con presenza di ascesso dentale suddivisi in due gruppi da 35 soggetti l’uno, i primi 35 trattati con cure tradizionali hanno avuto una guarigione del 57,1% contro quella del 94,3% ottenuta dai pazienti che usarono il SOLO Crab Apple. LEGGI LO STUDIO (in lingua iberica).

Accettazione della propria immagine e corretta valutazione dell’autostima: come puoi ben vedere, parlando di fiori di Bach, abbiamo la possibilità di saltare di palo in frasca parlando dello stesso argomento, dello stesso fiore, e questa è la grande possibilità che ci è data. Il giudizio altrui può essere correttamente inserito nelle dinamiche della nostra personalità, premettendoci di comprendere quando una nostra azione sia eticamente o a livello personale errata, perchè un giudizio esterno, di una persona che voglia il nostro bene, ci soccorre aiutandoci a modificare un comportamento, un atteggiamento. Ma per alcuni di noi il giudizio assume caratteristiche di importanza capitale, sminuendo la persona, accrescendo la valutazione degli altri. E può essere sia di giudizio sugli atteggiamenti che sull’immagine. la persona anoressica che si vede grassa anche se decisamente sottopeso avrà grandi benefici da un trattamento a base di CRA perchè creerà un grande riequilibrio tra la percezione di sè stessa per sè stessa, diminuendo il valore di come si è visti dall’esterno. Altro Disturbo Alimentare Psicogeno (D.A.P.) è la bulimia. Ciò che la contraddistingue, è un problema dell’alimentazione per cui una persona ingurgita una quantità di cibo esorbitante per poi ricorrere a diversi metodi per riuscire a non metabolizzarlo e, quindi, ingrassare (vomito autoindotto, utilizzo di lassativi e purghe). Anche qui incontriamo un problema correlato all’immagine di sè e CRA è un grande alleato poichè riporta l’attenzione al centro, eliminando ciò che sia non voluto. Possiamo anche creare sinergia con White Chestnut ad esempio, per trattare disturbi come il D.O.C. (Disturbo Ossessivo Compulsivo) principalmente caratterizzato dall’anancasmo, una sintomatologia costituita da pensieri ossessivi associati a compulsioni (azioni particolari o rituali da eseguire) che tentano di neutralizzare l’ossessione.

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Livello spirituale: inteso in questo ambito, il fiore del melo ornamentale può aiutare ad abbandonare una forte relazione col mondo nel caso in cui sia questa la causa, od una delle tali, ad impedire, anche solo in parte, l’evoluzione personale del singolo, scopo ultimo ed unitario di ogni anima incarnata (anche se ne fosse all’oscuro). Necessario è però un importante distinguo da verificarsi in fase di colloquio, ovvero la reale possibilità che la persona sia realmente subissata dalle richieste del mondo, volendo ma non riuscendo a disfarsene e non, come spesso invece accade, con il problema opposto, cioè isolata nella sua superiorità in uno stato Beech che, vista da fuori, somiglia alla prima ma che, in realtà, ne differisce profondamente nei contenuti.

Conclusioni: Ecco spiegate le parole ”Bach ha svolto un servizio per l’umanità tutta che è assolutamente, ad oggi, profondamente incompreso“, ovvero nella possibilità di agire contemporaneamente sui livelli FISICO, MENTALE, EMOTIVO, ENERGETICO, SPIRITUALE, è prerogativa SOLO dei fiori di Bach. Non esiste altra medicina in natura in grado di compiere questo servizio. Ovviamente non possiamo NON considerare l’interazione terapeuta - paziente, che è non solo necessaria, ma spesso anche automatica (vedi transfert e contro-transfert).

Crab Apple, il protagonista di oggi, esce vincitore a tutti i livelli quindi, purificatore per eccellenza a tutti i livelli, grande liberatore dalle influenze non volute che ci tormentano. Per essere veramente leggero, LEGGERO come fiori di melo.

Buon uso.

Scopri le caratteristiche di Crab Apple sul sito di Max Volpi.

Clematis - il distacco emotivo.

“Per i sognatori, per gli addormentati, per coloro che non sono mai completamente svegli, e non provano nessun interesse particolare verso la vita. Persone tranquille, non propriamente felici della loro condizione, e che vivono più nel futuro che nel presente, sperando sempre in tempi più felici, in cui potranno realizzare i loro ideali. Nella malattia, fanno pochi sforzi o addirittura nessuno, per guarire. In certi casi possono arrivare a desiderare la morte nella speranza di raggiungere una vita migliore, oppure di ritrovare, forse, una persona cara che hanno perduto” (Edward Bach).

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Ecco il fiore della materializzazione.

Materializzazione perché in Clematis troviamo le persone “scollegate”, che non trovano i giusti legami con la vita presente o che sono in connessione con i piani più sottili e conferiscono importanza allo spirito e non alla materia. È un bene, no? Certo, se sei in grado di mantenere l’equilibrio adeguato e a crescere spiritualmente. Se ti dissoci e ti isoli in un mondo fantastico tagliando tutto il resto, potresti avere qualche ripercussione che questo fiore è in grado di sanare.

“I santi hanno le braccia forti!”, secondo il detto popolare. Clematis desidera evolvere, ma è senza mezzi per salire la scala del cielo. Necessita di aiuto esterno o dall’assunzione del fiore.

Abbiamo la possibilità, essendo CLE, di rivestire un ruolo emotivamente attivo, e allora avremmo un bel legame con la parte spirituale, con la bellezza, con l’arte, oppure passivo, più scollegato, allora ci sarà difficoltà di gestione della personalità, chiusura vera e propria, isolamento passivo, fino ad arrivare ad un probabile disturbo schizoide della personalità.

Questa bilancia emotiva, questa capacità di gestire noi stessi, ci viene data dalle condizioni di vita, dai traumi pregressi, da ciò che siamo riusciti a conquistare a livello animico.

Il fiore della vitalba aiuta da questo punto di vista, la “ri-connessione” con il reale, il percepito, il meccanismo che ci ricorda la nostra appartenenza, dal punto di vista fisico almeno, alla materia e al fatto compiuto che, se ci hanno messi “qui ed ora”, possiamo, attraverso questo corpo, questo momento, conquistare il nostro spazio celeste, la nostra…

“Stairway to Heaven” (scala per il cielo)!

Clematis

Abbreviazione: CLE.

Nome italiano: Clematide, vitalba.

Nome botanico: Clematis Vitalba.

Parole chiave: non presenza, fuga nella fantasia, mondi superiori.

Caratteristiche del fiore: Guaritore.

Metodo di preparazione: solarizzazione.

Periodo di Fioritura: Maggio / Agosto.

Principio transpersonale: Sconnessione, morte, letargo.

La forma del fiore ricorda lo stile di personalità.

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Fiori di Bach - Fai il TEST e scopri i tuoi fiori di Bach.

Fai il test sui fiori di Bach per scoprire quali sono i fiori che si addicono di più alla tua personalità!!!

Il video che segue ti spiegherà profondamente il valore dei test sui fiori di Bach!

Buona visione.

Ti è piaciuto? Divertito? Hai avuto tempo per vedere il video?

Se non l’hai avuto, te lo riassumo brevemente. Il protagonista viene sfidato al pianoforte dal Re del Jazz “Jelly Roll Morton” che si siede e suona il suo incredibile pezzo. Il nostro eroe, Novecento, risponde sedendosi al piano ed intonando Dolce Bambino Gesù. Mentre la folla scoppia in sonore risate ed il suo avversario si arrabbia, il protagonista si fa beffe di lui, godendosi il suo momento di gloria. Vincerà poi, ovviamente, la sfida.

Perchè ho caricato questo video? Cosa voglio dirti? Cosa ti ha suggerito?

Che l’Uomo del nuovo millennio è sempre più complicato, che erige difese psicologiche per mascherare le sue debolezze davanti ad una società che lo vuole, per forza di cose, bello, forte, vincente e produttivo, oppure bella, magra, sexy ed intelligente.

NON ERA QUESTA LA SOCIETA’ CHE AVEVA DINNANZI EDWARD BACH NEL 1930, CONCORDI?

Pescatori, contadini, l’ostilità dei medici (che non è cambiata N.d.R.), casalinghe che sembrano più dei minatori, che mungono le mucche e fanno il burro, mentre badano ai bambini, alla casa e fanno il vino e il pane.

NON PARLAVANO DI CRESCITA PERSONALE, EVOLUZIONE, ENERGIE SOTTILI, RAPPORTO DI COPPIA, nel 1936.

La mia cliente tipo, ha problemi di dialogo con il marito, soffre di sensi di colpa e mancata autostima per l’indipendenza dei figli, deve affermarsi sul lavoro, subire ritmi aberranti di vita, riscoprire la propria sessualità sopita per il disinteresse e la noia del suo partner che non le da abbastanza attenzioni, soffre di solitudine, cerca sè stessa.

Il mio cliente tipo, di contro, ha l’autostima sotto i piedi perché la moglie fattura più di lui ed è indipendente, non chiede più il suo consiglio, oppure non sa più cosa fare dopo l’anticipato pensionamento, non trova in sé gli stimoli per proseguire, vive isolato, quasi da stilita, in mezzo ad una famiglia che non riconosce.

ARRENDIAMOCI ALL’EVIDENZA del cambio di personalità rispetto al periodo antecedente la seconda guerra mondiale in cui ha operato Bach. I problemi sono altri, le difese psicologiche si sono intensificate, non basta più una stretta di mano per garantirsi il rispetto e la fiducia dei propri simili.

IL TEST SUI FIORI DI BACH E’ UNO STRUMENTO INUTILE.

Ti ho mostrato il video sulla sfida tratta da “La leggenda del pianista sull’Oceano”, perché usare un test sui fiori di Bach oggi, è un pò come avere tra le mani tutta l’armonia delle scale diatoniche e suonare “Dolce bambino Gesù”.

Perché il floriterapeuta oggi, deve comprendere l’anatomia degli universi che il cliente gli sottopone, con l’acutezza di uno psicologo, la profondità di ascolto, l’empatia di un amico,

Deve possedere la perfetta conoscenza del sistema floreale che usa, deve avere qualità di ascolto attivo, possedere strumenti da counselor o da coach, conoscere rudimenti di PNL ad esempio e deve avere coscienza delle possibili difese psicologiche che TU puoi mettere in atto.

Perché i fiori agiscono come sempre, come 70 anni fa, siamo noi, come essere umani, che siamo divenuti maggiormente complessi.

PER QUESTO MOTIVO SE NON HAI MAI PROVATO I FIORI DI BACH, E VUOI INIZIARE, fai un BEL REGALO a te stesso o a te stessa, BUTTA I TEST e trova un valido FLORITERAPEUTA.

E se tu che leggi, FOSSI UN FLORITERAPEUTA, sai che ciò che dico è nell’interesse dei fiori e del risultato, per questo motivo, ho speranza che tu possa, una volta imparato ad usare il sistema, GETTARE VIA gli schemi ed iniziare ad ascoltare veramente le persone.

Buon lavoro a tutti.

Max Volpi.

Fiori di Bach in farmacia.

Tutti sanno che in qualsiasi farmacia o erboristeria si possono trovare gli ormai conosciutissimi fiori di Bach e che, entrando in una di queste, è possibile uscire dopo pochi minuti con in mano una boccetta di trattamento che ci aiuterà nei nostri problemi. Pochi sanno invece che, per fare un uso ragionato dei fiori, è caldamente consigliato un lavoro con feedback periodici che possano misurare l’andamento della terapia stessa, in modo che i fiori diventino uno strumento per ritrovare il benessere e si distrugga questa sbagliata abitudine di guardare ai fiori come ad un medicinale da banco. Leggendo la biografia di Edward Bach troviamo spunti che ci aiutano nel nostro cammino.

Come floriterapeuta desidero esprimere la mia voce, che sia forte e chiara, nei confronti della terapia floreale, in modo che possa avere il successo che merita. Partire dall’inizio di una storia è sempre un buon modo per far capire approfonditamente una materia a chi non la conosce.

Il dott. Bach, medico omeopata gallese, nato alla fine del ‘800, ha cercato per tutta la vita un metodo di “guarigione”, e diciamo guarigione a proposito, semplice, che fosse in grado di giungere alle cause dell’uomo e del suo stato, per elevarne la persona dai difetti e svilupparne le qualità. Questa “guarigione” dello spirito, della propria forza personale ha in verità poco a che vedere con New-age e riti di passaggio ad altre dimensioni ma, come dice giustamente Ricardo Orozco M.D., i fiori sono “intelligenza emozionale liquida”, per spiegare la quale avremmo bisogno di un altro articolo, ci limitiamo a dire che ci aiutano e non poco, a prendere coscienza di chi siamo, quali siano i nostri difetti, i nostri pregi e come fare per integrare quelle parti della nostra personalità che faticano a trovare compimento, che possano portare in tutti noi quell’equilibrio cui tutti quanti, consapevoli o meno, aneliamo. Visti sotto questo aspetto, i fiori di Bach dovrebbero essere assunti da tutta la popolazione mondiale per spargimento aereo. Questo, oltre che ad essere poco liberale, è anche un poco irrealizzabile e l’accento va posto comunque sulla reale capacità dei fiori di Bach, di lavorare per migliorare la persona. In secondo piano abbiamo l’uso che tutti noi bene o male conosciamo, l’ansia, gli attacchi di panico, la depressione, il lutto e molti altri sintomi in cui ci imbattiamo nella vita quotidiana (vedi trattamento ansia e attacchi di panico). Da questo punto di vista Edward Bach ha compiuto somministrazioni storiche come quella del caso dell’elettricista in cui, mediante l’uso dei fiori sia con applicazioni locali che con assunzioni orali, è riuscito a ristabilire la salute della persona. In breve, questa storia è citata da Bach stesso in “Edward Bach – Opere complete” e riporta del trattamento di un elettricista e del suo ferimento con i cavi dell’alta tensione, con aggiunta di caduta accidentale. Le condizioni dell’uomo sono difficili soprattutto per una mano che appare priva di vita. Ciò che è importante considerare in questa sede è la frequenza con cui il medico visita il suo paziente fino alla guarigione, ben nove volte, 24 ottobre, 26 ottobre, 28 ottobre, 30 ottobre, 2 novembre, 5 novembre, 11 novembre, 17 novembre, 18 novembre. Ovviamente la frequenza è correlata al disturbo presentato e dobbiamo tenere conto che siamo all’epoca, probabilmente nel 1932 o nel 1933, poiché Bach fa uso solo dei primi 12 fiori da lui scoperti, certo un caso così ora, sarebbe finito direttamente in pronto soccorso!!!

Ma ciò che importa in questa sede, è l’atteggiamento di Bach da cui, se vogliamo lavorare con un corretto modus operandi, dobbiamo attingere. E veniamo al nodo spinoso per cui questo articolo ha visto la luce. La farmacia ed i fiori di Bach. Essendo stato Bach un medico omeopata, molti farmacisti oggi, vista anche la possibilità di vendere la stock bottle (boccetta che viene impiegata per preparare il flacone di trattamento), realizzano prescrizioni sommarie sulla base di pochi dati raccolti con interviste sommarie al bancone della farmacia per i più disparati problemi, tenendo in poco conto il valore di una seria indagine conoscitiva delle reali problematiche del cliente che tenga conto della privacy, del disagio di discutere di sé, dei propri problemi e di tutti quei fattori ormai dimenticati che fanno di un paziente un essere umano prima di tutto. È come andare al medico e vedersi rifilare una scatola di pastiglie dopo cinque minuti di colloquio perché c’è già un altro in coda. Immagino che più di un lettore ora, si senta in quella strana condizione in cui ha assunto medicinali prescritti dal medico ed ha ottenuto scarsi o nessun risultato.Il farmacista che tratta a questa stessa stregua i fiori di Bach commette lo stesso identico ERRORE.

I fiori di Bach entrano nelle profondità dell’Anima e ne estraggono le qualità positive, facendoci scordare i nostri malanni, perché bilanciati dalle scoperte positive che ci illuminano il cammino.

Però vanno seguiti. Il terapeuta segue scrupolosamente il cliente con un colloquio ogni 21 giorni circa per accertarsi di come le sue condizioni personali siano mutate in funzione dell’assunzione dei fiori. Perché i fiori mutano le condizioni personali riportando l’equilibrio. Capisci che suona abbastanza inutile uscire dalla farmacia con la boccetta in mano sperando che da lì a poco la tua vita cambierà? Questo è un errore di percezione o uno sfruttamento economico? O entrambi?

Sia che trattiamo un attacco di panico o che aiutiamo una persona a ritrovare la giusta direzione, se vogliamo fare il lavoro che ha fatto Bach, dobbiamo avere feedback e NON dare una boccetta in mano ad una persona e lasciarla al suo destino, poiché è del cliente la responsabilità della propria salute, è del cliente la responsabilità quindi di assumere i fiori di Bach, ma è del terapeuta la responsabilità, fino a che il cliente decida di seguire la strada dei fiori, di fornire gli strumenti corretti.

Come dice sempre Ricardo Orozco, “una cosa è fare terapia floreale, un’altra è dare i fiori” e la differenza è quanto mai, spesso abissale. Nel caso in cui tu voglia ricevere beneficio dai fiori, consigliamo caldamente la prima ipotesi.

I fiori NON sono un medicinale allopatico ed è ora di smettere questa assurda storia del doppio cieco, come se le relazioni umane non contassero più nulla. Il medicinale deve fare effetto indipendentemente dalla presenza del medico. Si, certo, però se hai un medico di fiducia che lavora per te e per risolvere i tuoi problemi, anche un placebo ti è utile se ritrovi la tua condizione di benessere, e poi i fiori NON sono un rimedio allopatico per cui, in terapia floreale, conta il cliente, conta il terapeuta, conta l’interazione e contano i fiori. Questi quattro elementi sono imprescindibili per raggiungere il risultato che è lo scopo per cui si lavora in floriterapia.

Buon lavoro a tutti.

Max Volpi,

floriterapeuta.

A cosa servono precisamente i fiori di Bach?

I fiori di Bach, che prendono il nome dal loro scopritore Edward Bach, medico ed omeopata gallese, vissuto nella prima parte del secolo scorso, sono uno strumento di benessere EFFICACISSIMO.
Ciò che bisogna raccomandare a chi li usa, è di evitare, per quanto possibile di trattarli alla stregua di un medicinale, poichè questo non sono.

Edward Bach riscuote moltissimo successo come medico omeopata in tutte europa, i suoi vaccini sono esportati ovunque, ma egli, non contento del suo lavoro e alla costante ricerca di qualcosa di più profondo, abbandona il lavoro, il laboratorio, per andare realmente nei boschi e cercare un rimedio che fosse a contatto con la natura. (Di fatto diversi rimedi omeopatici sono estratti partendo dalla fitoterapia, io ne ho uno davanti in questo momento, Bryonia/Eucalyptus compositus - n.d.r.)
Bach quindi inizia a sintentizzare i suoi rimedi dai fiori, prima seguendo il procedimento omeopatico, successivamente elaborando un suo metodo particolare.

I fiori di Bach sono difatti 38 essenze floreali impiegabili in soluzione orale o attraverso preparazioni topiche in crema ed il loro utilizzo è quantomai vario.
Vario perchè ognuno dei 38 fiori riconduce ad uno stato vibrazionale proprio dell’uomo. Ad esempio c’è il fiore per il senso di colpa, il fiore per i sognatori, quello per l’isolamento, quello per la fretta, etc.

Cosa c’entra, mi chiederai tu, tutto questo con i disagi delle persone.
Fortunatamente da un pò di anni ormai, anche la psicologia ha iniziato ad interessarsi del campo vibrazionale, di quello energetico, delle emozioni come veicolo di espressione del corpo, infatti, quando parliamo di somatizzazione, stiamo dicendo che il corpo ha assorbito involontariamente uno stato mentale procurandosi un disequilibrio, un dolore che, venendo dall’atteggiamento mentale, colpisce il corpo fisico.

Risulta quindi quantomai importante prendersi cura dell’espressione dei sentimenti, delle paure, dell’indecisione, della rabbia, per ritrovare uno stato di benessere psicofisico. Possiamo pensare che se lavoriamo tutto il giorno in uno sgabuzzino buio senza avere contatti sociali di alcun tipo, staremo bene tutta la vita ma, di fatto sappiamo che NON è così. L’equilibrio della persona nelle scelte, nei rapporti sociali, negli affetti, creano la totalità del benessere, questo è evidentemente accettato dalla scienza ufficiale, ne parla benissimo Robert Goleman nel suo libro “intelligenza Emotiva” che addirittura è datato 1995, pensa, ben 15 anni fa, già qualcuno capiva il valore dell’equilibrio emotivo per il benessere della vita.

Quindi, alla domanda, A COSA SERVONO I FIORI DI BACH, rispondiamo:

I FIORI DI BACH SONO PROPRIO QUESTO, sono uno strumento che, preso opportunamente, aiutano il riequilibrio emotivo quando esso manchi di verificarsi. Perchè, come già detto, tutte queste emozioni che proviamo, o che mascheriamo, o che soffochiamo, contribuiscono il nostro star bene. Accorgersi di questo, vivere in completa sintonia con il nostro sentire, solleva la vita, ci da prospettive che non immaginiamo neppure. Prendere opportunamente i fiori di Bach significa un minimo di quattro gocce per quattro volte al giorno per un tempo definito SOLAMENTE dall’obiettivo che ci si pone.

IN QUALI CASI SE NE DOVREBBE FARE USO?

Cosa voglio dire? Quando una persona viene da me per lavorare insieme alla costruzione della sua somministrazione personalizzata, io pongo per prima cosa degli obiettivi:
“Mi infastidisce lo stare in pubblico”, “non sopporto il modo di vivere del vicino”, etc.
(Più tipicamente le richieste sono legate però all’ansia, al disagio di viviere, all’insoddisfazione, etc. - n.d.r.)
Lo scopo del consulto con i fiori di Bach è giungere all’obiettivo attraverso la corretta somministrazione dei corretti fiori che vanno fino ad un massimo di circa “nove” per somministrazione. Il terapeuta riconoscerà degli stati temporanei nella persona, dovuti probabilmente al disagio di cui soffre, e degli stati riconducibili all’essenza, alla personalità di base con cui questa persona si è costruita nel tempo. A lui starà la scelta, insieme ai bisogni della persona ed agli obiettivi che ci si è posti insieme, per consigliare i fiori che fanno al caso.
Tipicamente la persona torna ogni “ventun giorni” per riferire il modificarsi dello stato d’animo, se sono intervenute reazioni e quali, in modo che il “consigliere floreale” possa modificare la somministrazione per adattarla al nuovo momento.

PER QUANTO TEMPO BISOGNA PRENDERE I FIORI?

Come detto, il tempo è concordato dalla ricerca dell’obiettivo, che ovviamente deve essere equo, socialmente accettabile e portare benessere alla persona. Non vale dire: “vorrei vedere sparire mia suocera per esempio o, non sopporto il cane del dirimpettaio, speriamo che finisca in un buco nero!!!” Quindi la tempistica è rivolta al raggiungimento di un fine concordato. Chiaramente se la persona ha una coscienza emozionale distorta, il tempo necessario potrebbe essere variabile e con questo,

SFATIAMO IL MITO CHE LE PRATICHE ALTERNATIVE PER IL BENESSERE, SIANO LUNGHE PERCHE’ NATURALI!

Se la persona ha un tratto distintivo del carattere che coltiva diciamo da trent’anni, diciamo la paura generalizzata della folla, PENSI SINCERAMENTE che questa paura, visto che ha impiegato trent’anni a formarsi, svanisca in dieci giorni di trattamento? Non stiamo parlando di bronchite ed antibiotici, stiamo lavorando su un tratto distintivo di te che ti caratterizza come essere umano, stiamo parlando di cambiare te stessa, PER FAVORE RISPETTO!!, mi viene da dire spontaneamente … stiamo lavorando su una sfera dell’uomo molto complessa che prevede traumi, sofferenza, etc.

Io collaboro da tempo con uno psicologo, psicoterapeuta transpersonale di Pavia, dott. Luigi Collivasone, che ha completamente delegato a me la somministrazione floreale per i suoi pazienti. Da questa profonda intesa è nata una collaborazione efficace che ha poi previsto molti altri campi, come ad esempio la gestione delle proprie istanze personali. Ecco cosa dice lui, a riguardo dei fiori di Bach:

“Mi piace pensare che i fiori invece di combattere il sintomo si allineino, gli parlino, cerchino in esso tutto il potenziale di cambiamento e conoscenza necessario per vivere un’esistenza di contemplazione del miracolo della vita. Metafora di come la natura sia sempre la via principale alla quale affidarsi per ritrovarsi. Affiancata al lavoro psicoterapeutico, la floriterapia, ha la peculiarità di arrivare a sciogliere i traumi più intimi, quelli che rimangono ben nascosti nell’inconscio e che spesso sono all’origine di molte patologie di natura psicosomatica.
Dott. Luigi Collivasone”

Penso che la risposta sia sufficientemente chiara da permetterti di avere qualche dubbio in meno sui fiori di Bach, cerca di evitare, è un mio consiglio, le somministrazioni fatte di corsa al banco della farmacia, semplicemente perchè E’ IMPOSSIBILE per chiunque discutere dei propri problemi in piedi, al bancone, con la fila di gente che ascolta ciò che dici. E’ necessario il ricorso ad un professionista che sia in grado di dialogare con te per andare al centro delle tue istanze e trovare la chiave per una corretta somministrazione.

N.B.: La mia casistica, quando le persone riescono a capire questo fatto fondamentale, cioè che sono loro a lavorare con sè stesse per il loro miglioramento e quindi, nonostante stiano a volte poco bene, si sforzano per arrivare, rasenta il 100%.
Accade diversamente con le persone che decidono, raramente è vero, di abbandonare perchè secondo loro va bene così. Io rispetto la libertà di ognuno e mai mi sognerei di consigliare diversamente, bisogna evitare però, visto che parliamo di crescita interiore, di scambiare il primo giorno di scuola, con l’esame per il diploma … come giustamente dice il mio mentore Ricardo orozco, medico di Barcelona e, probabilmente, il floriterapeuta più importante al mondo.

Max Volpi
(floriterapeuta).

Fonti:

Intelligenza Emotiva - Daniel Goleman
Intelligenza Emozionale e fiori di Bach - Boris Rodriguez, Ricardo Orozco
Biografia di Edward Bach - http://fiori-di-bach.reflexal.com/storia…
http://www.reflexal.com
http://jardinferme.com
http://www.ricardoorozco.com
http://www.luigicollivasone.it

Chicory - L’Amore incondizionato.

Chicory (CHI) è uno dei dodici guaritori e come tale avrebbe bisogno una trattazione completamente a sè per via delle miriadi di informazioni a suo riguardo e delle possibili interazioni con altri fiori.

cichorium_intybus

Vediamo cosa dice Edward Bach:

Per coloro che sono molto attenti ai bisogni altrui. Tendono a prendersi eccessivamente cura dei bambini, dei parenti, di amici e trovano sempre qualcosa da rimettere a posto. Correggono continuamente ciò che considerano sbagliato e hanno il piacere di farlo e desiderano intensamente avere sempre vicino coloro che amano”.

CHI è il fiore della cicoria comune (Chicorium Intybus), una pianta erbacea, perenne con vivaci fiori di colore celeste, appartenente alla famiglia delle Asteraceae che cresce spontanea in diverse zone italiane. Ci riferiamo alla sottospecie Intybus, la più comune, quella scelta da Bach, con radice a rizoma e foglie basali molto importanti. Elegantemente il medico gallese si riferisce a questa pianta come al fiore di chi è molto attento ai bisogni altrui. CHI ha infatti, molto forte, un bisogno interiore di interessarsi alle attività delle persone che ama in modo da avere sotto controllo le loro mosse. Appartiene infatti alla categoria dei fiori per chi si preoccupa eccessivamente del benessere altrui e, con il suo fare interessato, ama governare, dettando agli altri “il modo più giusto di vivere”. È necessario considerare che in CHI il benessere degli altri è inteso come emozionale, è cioè il lato emotivo che la muove, è per l’emotività che agisce, per il calore di essere circondata da persone che la stimano, la amano e, perchè no, la riveriscano. Persona dai contrasti interiori molto forti a causa proprio di questo atteggiamento “matriarcale poco equilibrato” atto a difendere e conservare il proprio territorio d’amore. CHI è il prototipo della madre affettuosa che elargisce il bene ai figli devoti, sempre che facciano ciò che lei chiede …

L’impiego del fiore ristabilisce un equilibrio in cui tutti possano respirare l’aria di cui hanno bisogno.

Visita la pagina di CHI sul sito internet di Max Volpi www.reflexal.com

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Fiori di Bach - il famoso caso del farmacista.

Antefatto.

Sesso maschile, 21 anni

Il paziente stava collegando alcuni cavi elettrici, al momento dell’incidente si trovava in cima ad un palo della luce alto circa dieci metri. Stava lavorando per installare un cavo positivo, cioè conduttore, e mentre lo fissava il vento gli agitò contro il cavo negativo, cioè quello di terra: il contatto del secondo cavo gli fece circolare nel corpo circa 700 volt.

La mano destra, che stava fissando il cavo positivo, si strinse spasmodicamente intorno al cavo, come di solito succede nei casi di una scarica accidentale di energia elettrica nel corpo umano, impedendogli di lasciarlo andare; quando venne interrotto il contatto con il cavo di terra, cadde dal palo alto dieci metri sopra alcuni arbusti che attutirono la caduta e venne soccorso in stato di semi-incoscienza.

Trattamento.

24 ottobre. Ho visto il paziente quattro giorni dopo l’incidente. La mano destra si è gonfiata fino a diventare di dimensioni tre volte superiori a quelle normali, con gravi ustioni sulla punta del pollice, tra l’anulare e il mignolo e sul lato esterno del palmo. La mano è totalmente insensibile, in un certo senso praticamente “morta’, con una completa assenza di dolore. Gli ho somministrato immediata -mente Clematis per via interna, per far sì che la vita tornasse nella mano, aggiungendo Impatiens sotto forma di lozione, affinché agisse sulle ferite come un balsamo.

26 ottobre. La mano ha ripreso un po’di vita e, ritornando il tatto, ha cominciato a dolere, quando la lascia penzolare verso il basso; anche l’infiammazione è diminuita. Nel corso della mattinata, il paziente ha pestato accidentalmente il figlio più piccolo e il grido del bambino lo ha spaventato così tanto da costringerlo a sedersi, “tremante e scosso dalle convulsioni”, come gli era successo durante lo shock elettrico. Malgrado ciò, il paziente appare esteriormente allegro e minimizza la gravità delle proprie ferite.

In questo caso gli ho somministrato Agrimony, Mimulus e Rock Rose per via interna: Agrimony per la condizione mentale di eccitazione nonostante le ferite, Mimulus per ammorbidire il sistema nervoso e Rock Rose per prevenire possibili complicazioni, come per esempio le emorragie dalle ferite.

28 ottobre. La mano sembra molto meno infiammata, ma tende a dolere quando viene medicata; per la prima volta le ferite hanno sanguinato leggermente.

Ho aggiunto Impatiens alla lozione di calendula utilizzata per la medicazione della mano. Ho somministrato anche Impatiens e Agrimony per via interna: Impatiens per il dolore e, come prima, Agrimony per la condizione mentale.

30 ottobre. Le ferite, che fino a questo momento non avevano avuto alcuna reazione positiva, hanno cominciato a suppurare emanando un odore sgradevole, specialmente quella sulla punta del pollice e si è reso necessario medicarla due volte al giorno.

Due dita tremano e si contraggono spasmodicamente. Dal momento dello shock elettrico, il paziente non è più la stessa persona. Ancora carenza di sensazioni al pollice o sulla punta dello stesso, ma la mano è tornata a dimensioni quasi normali. Gli ho somministrato Scleranthus, Clematis e Gentian in forma orale: Scleranthus per l’instabilità delle dita, Clematis per farlo ritornare alla sua personalità normale e Gentian per alleviare una leggera depressione.

2 novembre. Leggero miglioramento, tuttavia persiste l’insensibilità del pollice e della zona circostante.

5 novembre. Si verifica un certo tremore della mano quando il paziente cerca di aprire e chiudere le dita. Gli somministro Clematis, Gentian e Scleranthus per via interna: Clematis per far tornare la vita nella mano, Scleranthus per il tremore e Gentian per la leggera depressione, che persiste.

11 novembre. Il paziente fa progressi, eccetto che per una certa rigidità delle dita, specialmente del pollice, che sembra abbastan - za bloccalo. Gli ho somministrato Vervain per via interna, aggiun - gondolo anche alla lozione, per combattere la rigidità.

17 novembre. La mano sta molto meglio; può anche scrivere a macchina e le ferite si sono praticamente cicatrizzate, tranne la più grande, quella sulla punta del pollice, i cui tessuti sono ustionati fino alla fascia. Ho somministrato Vervain per un certo residuo di rigidità e ho applicato Impatiens sulle bende, nel caso in cui le terminazioni nervose esposte provocassero dolore.

18 novembre. Quando il paziente è arrivato per la medicazione, non solo è riuscito a muovere liberamente il pollice, ma manifestava di sentirsi meravigliosamente bene; si sentiva in condizioni eccellenti e aveva potuto fare una camminata di dieci miglia.

Da quel momento, il miglioramento fu rapido e la ferita più grande si cicatrizzò senza più andare in suppurazione. La nuova pelle si formò naturalmente, rendendo evidente che non era necessario fare un impianto di pelle e che la mano non presentava alcun tipo di disabilità in seguito all’incidente. Le cicatrici rimaste erano leggere, tranne sulla punta del pollice, che aveva subito un’ustione di quarto grado”.

Questo famoso caso riportato anche da Ricardo Orozco in funzione del fatto che Bach lavorava a livello locale con i fiori, è uno dei più famosi casi di trattamento floreale fatto da Bach. Ovviamente dobbiamo ricondurre l’evento al 1932 - 1933, per cui è  evidente che in un villaggio di pescatori il medico era l’unico riferimento, caso che oggi sarebbe finito giustamente di corsa in pronto soccorso. ciò che voglio trasmetterti mentre scrivo queste righe è però la potenzialità e l’ampio spettro d’azione dei fiori di Bach in modo che anche tu possa comprendere più a fondo una realtà così ampia come quella dei petali bachiani.

Max Volpi.

fiori_curativi_rimedi Edward Bach - I fiori curativi e altri rimedi - Giunti Ed.

Chestnut Bud - Lo scalino evolutivo.

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Chestnut Bud (CHB) - Definizione originale di Edward Bach:
“Per quelli che non traggono pieno vantaggio dall’osservazione e dall’esperienza e che impiegano più tempo degli altri per apprendere le lezioni della vita. Mentre un’esperienza sarebbe già sufficiente per alcuni, per costoro ne sono necessarie parecchie prima che la lezione venga appresa. Sono dunque spiacevolmente sorpresi di rifare lo stesso errore in differenti occasioni, quando una volta sarebbe stato sufficiente, oppure quando l’osservazione degli altri avrebbe potuto risparmiare loro questi sbagli”.

Commento e spiegazione di Max Volpi:

“Così tanto in una pianta così piccola?”
Se questo comunemente si può dire di tutti i fiori di Bach, in particolar modo l’effetto della frase d’apertura viene amplificato dalle qualità del fiore di oggi che fiore non è. Se sei scettico sui fiori di Bach, puoi cominciare a chiederti oggi se tu non sia in realtà scettico verso tutte quelle forme di introspezione che esulano dalla medicina tradizionale (…allora hai bisogno di GEN). Voglio evitare in questa sede, e già ne accennavo nello scorso numero, di parlare del valore correttivo della malattia, tuttavia mi riprometto, e lo faccio in questo spazio preso a mò di dichiarazione d’intenti, di scrivere quanto prima di questo binomio. Tuttavia parliamo oggi del fiore che fiore non è. Ed è uno dei due “non fiori” presenti nei 38 piccoli doni che il medico gallese ci ha lasciato dopo la sua dipartita. L’altro è semplicemente acqua. Questo ancora non è diventato un fiore. La gemma di Aesculus Hippocastanum, che nel divenire fiore da atto a quel fantastico rimedio per l’eccesso di pensiero ossessivo che è WHC (White Chestnut), in questa fase della sua vita, quando ancora non ha disteso i suoi petali al creato, ci fornisce un rimedio fortemente evolutivo, in grado di permetterci una maggiore integrazione con le cose del mondo. Attenzione però, poiché quando asserisco “cose del mondo” intendo il favorire l’integrazione tra le immagini del nostro sentire interiore ed il modo in cui riusciamo a sviluppare quel filo sottile che le trasporta in questa realtà materica. Bach era fortemente convinto del valore evolutivo della vita, difatti nei suoi scritti cita più e più volte questa incarnazione affidandole il nome di “giornata scolastica”, È evidente quindi che, nello specifico, a Chestnut Bud, egli da un valore fortemente propulsivo nel raggiungere questo obiettivo che, in realtà, dovrebbe essere obiettivo di tutti. Venire in questa vita per imparare concretamente o attraverso le immagini del subconscio una lezione, o più d’una, che ci permetta di essere uomini migliori. Ascoltare certo è uno degli atti più dinamicizzanti in questo senso. Ascoltare attivamente però. La tecnica dell’ascolto attivo, che il terapeuta, ad esempio, mette in atto efficacemente, senza dare consigli, è un processo di rispecchiamento (feedback), ossia di decodifica corretta del messaggio intrinseco; il cliente risale da solo al problema principale ed è portato autonomamente a trovare la soluzione al suo quesito.
E di ascolto parla anche la nostra gemma d’ippocastano indiano quando ci spinge ad prestare attenzione alle nostre reali esigenze per tramutarle nella nostra intima realtà. Di più in effetti. Ci sospinge più vicini ad una “metaposizione”, cioè quel luogo del pensiero dove siamo in grado di osservarci come ci osservano gli altri, dall’esterno quindi, evitando a noi stessi l’implacabilità del nostro stesso giudizio. Essenzialmente CHB è apprendimento allo stato liquido. E non è un caso infatti che Boris Rodriguez psicologo, coautore insieme al mio mentore Ricardo Orozco, del libro “Intelligenza emozionale e fiori di Bach”, ha condotto uno studio sull’impiego delle essenze per i bimbi con ritardo mentale. Lo studio è in lingua ispanica, come sempre, se possa servire, ecco il link. Questo è realmente costruttivo, è realmente evolutivo.
Questo è il fulcro su cui poggiare la leva per cambiare il nostro mondo, e ciò è possibile. L’ascolto. La piccola gemma d’ippocastano ha questo valore intrinseco fortissimo, ci prospetta scenari in cui la noia e l’apparente immobilità degli esseri umani, vengono sciolte come neve al sole. Spezza le reti che ci tengono abbandonati ai nostri stessi campi di prigionia. Prende una singola nota e la trasforma in una sinfonia mahleriana, ricca di variazioni, tessuti pregiati, consistenze.
Mi rendo conto dell’apparente difficoltà della spiegazione di oggi, invero Chestnut Bud è un’essenza sì semplice da lasciare esterrefatti. Appunto: “Così tanto in una pianta così piccola?”.

Visita la pagina di CHB sul sito internet di Max Volpi www.reflexal.com

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Cherry Plum - L’incapacità di controllarsi.

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Cherry Plum (CHP) - Definizione originale di Edward Bach:

“Per le paure di chi ha la mente sovraffaticata e teme di perdere la ragione e di fare delle cose spaventose e terribili, non volute, che non desidera compiere sapendo che sono sbagliate; nonostante ciò, tuttavia, il pensiero ritorna su di esse e si prova l’impulso di farle”.

Commento e spiegazione di Max Volpi:

Questa settimana parliamo del prugnolo, detto anche Mirabolano, il nome scientifico difatti è Prunus Cerasifera Mirabolanum, fiore dalla stupenda fioritura come puoi ampiamente vedere dalla fotografia. Una fioritura bianca, tutt’altro che parsimoniosa, quasi come se in un sentire prorompente, questa pianta avesse necessità di dare, dare, dare. Troppo forse. Lascio scivolare silenzioso tra le righe il significato del fiore, che possa essere colto di chi ama le metafore. Come sempre poi la spiegazione andrà ad illuminare anche i più concreti che necessitano invece di toccare con mano i problemi per poterli snodare come le funi di una nave in mare aperto. Ed è proprio lì che si trova il nostro personaggio immaginario di oggi, il nostro Cherry Plum, in balia delle onde con scrosci violenti e venti così forti che fischiano le orecchie. Queste sono le correnti emozionali nel cuore di CHP che letteralmente non ha potere sul suo terreno, non è in grado di controllare ciò che dentro accade. Vorrebbe stare calmo, vorrebbe evitare di agitarsi, vorrebbe evitare atteggiamenti negativi verso la vita. Non può. O almeno crede di non potere (apro una aleggiante e brevissima parentesi che esula dai fiori: credere di potere è potere). Qualche esempio: “vorrei aver voluto evitare di dare un ceffone a mio figlio, ma stavolta me l’ha veramente tirato fuori!”, oppure:”so che posso evitare di disperarmi quando penso a lei, ma proprio non ci riesco, è più forte di me!”. Questi sono brevi momenti nella vita di ognuno di noi in cui ci sarebbe la possibilità di fermare un forte istinto invece di cadere nella trappola e lasciarsi andare per poi, quando la marea è passata ed è tornato il sereno, tranquillamente pentirsi delle proprie azioni: “Ah, se solo avessi evitato …”.

Abbandono per un attimo la metafora marina per riscaldare decisamente l’ambiente: illustrando CHP, si dice sia il fiore adatto anche per chi è seduto su un vulcano in procinto d’esplodere. Avendo udito i suoni e visto le immagini, possiamo passare alle applicazioni pratiche. CHP è correntemente usato, nei casi più estremi, anche sulle persone che hanno tentato il suicidio. Impiegato nell’eiaculazione precoce e nel controllo degli sfinteri. Un ampio utilizzo svolto in studio da me, è stato nel trattamento del reflusso gastro-esofageo e per regolarizzare la funzione del cardias. Come ti ricordo ogni volta, è bene sapere che a Cuba si svolgono da anni studi clinici sui fiori. Nel paese dell’embargo, dove uno penserebbe di trovare arretratezza, scopri invece che, forse proprio grazie all’embargo stesso che vieta anche i medicinali, forme più evolute sono state sviluppate, al punto che la floriterapia oggi è mutuabile. Ripeto questa parola per lo strano senso che assume: mutuabile. Questi studi sono disponibili sul sito della SEDIBAC (Società per lo studio e la diffusione della terapia del Dr. Bach di Cataluña – il sito ovviamente è in lingua ispanica).

Cherry Plum lavora sull’asse caos – controllo e possiamo come sempre evitare di cadere nel tranello del linguaggio pensando al controllo come ad una forma di soverchiamento imposto dall’alto delle nostre abitudini. È vero che è imposto dall’alto ma per altri motivi. I fiori di Bach sono animici, lavorano sulle qualità dell’Anima e le chiedono sinceramente: “Di cosa hai bisogno per stare bene?”, per cui ai dettami dell’Anima il corpo risponde, come ha chiaramente spiegato qualche annetto fa Aristotele: “ …Perciò l’Anima è l’atto primo di un corpo naturale che ha la vita in potenza … S’è dunque detto, in generale, che cos’è l’Anima: essa è sostanza nel senso di forma, ovvero è l’essenza di un determinato corpo … (DeAnima – Aristotele – 412°, 5, 6).

Questo ci spiega anche sotto diversi altri aspetti il valore correttivo della malattia, valore che non tratteremo oggi però. L’essere persona ordinata presuppone l’avere il controllo dell’ambiente, delle situazioni, l’opposto, il caos è evidente e non necessita ulteriori spiegazioni. Questa capacità di controllo deve comunque sempre essere spontanea, naturale, propria delle qualità dell’Anima, se imposta come un macigno presuppone un altro fiore (Rock water). Il fiore di oggi dona con naturalezza questa qualità all’Anima, la possibilità di emozionarsi davanti ad un tramonto essendo anche in grado di trattenere questa emozione dentro di sé, pur in grado di mantenere comunque la serenità, ascoltandosi e comprendendo a fondo che, se nella vita è comunque sempre necessario scegliere, si possono fare scelte di equilibrio, sottili come i fiori o pesanti come pietre. Certo è che il sottile, come Aristotele ci insegna, vince il pesante. Ed è come dire: “Mettete dei fiori nei vostri cannoni”. Alla prossima.

Visita la pagina di CHP sul sito internet di Max Volpi www.reflexal.com

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