Le Jardin fermé di Max Volpi® - Terapeuta Olistico
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Fiori di Bach - Fai il TEST e scopri i tuoi fiori di Bach.

Fai il test sui fiori di Bach per scoprire quali sono i fiori che si addicono di più alla tua personalità!!!

Il video che segue ti spiegherà profondamente il valore dei test sui fiori di Bach!

Buona visione.

Ti è piaciuto? Divertito? Hai avuto tempo per vedere il video?

Se non l’hai avuto, te lo riassumo brevemente. Il protagonista viene sfidato al pianoforte dal Re del Jazz “Jelly Roll Morton” che si siede e suona il suo incredibile pezzo. Il nostro eroe, Novecento, risponde sedendosi al piano ed intonando Dolce Bambino Gesù. Mentre la folla scoppia in sonore risate ed il suo avversario si arrabbia, il protagonista si fa beffe di lui, godendosi il suo momento di gloria. Vincerà poi, ovviamente, la sfida.

Perchè ho caricato questo video? Cosa voglio dirti? Cosa ti ha suggerito?

Che l’Uomo del nuovo millennio è sempre più complicato, che erige difese psicologiche per mascherare le sue debolezze davanti ad una società che lo vuole, per forza di cose, bello, forte, vincente e produttivo, oppure bella, magra, sexy ed intelligente.

NON ERA QUESTA LA SOCIETA’ CHE AVEVA DINNANZI EDWARD BACH NEL 1930, CONCORDI?

Pescatori, contadini, l’ostilità dei medici (che non è cambiata N.d.R.), casalinghe che sembrano più dei minatori, che mungono le mucche e fanno il burro, mentre badano ai bambini, alla casa e fanno il vino e il pane.

NON PARLAVANO DI CRESCITA PERSONALE, EVOLUZIONE, ENERGIE SOTTILI, RAPPORTO DI COPPIA, nel 1936.

La mia cliente tipo, ha problemi di dialogo con il marito, soffre di sensi di colpa e mancata autostima per l’indipendenza dei figli, deve affermarsi sul lavoro, subire ritmi aberranti di vita, riscoprire la propria sessualità sopita per il disinteresse e la noia del suo partner che non le da abbastanza attenzioni, soffre di solitudine, cerca sè stessa.

Il mio cliente tipo, di contro, ha l’autostima sotto i piedi perché la moglie fattura più di lui ed è indipendente, non chiede più il suo consiglio, oppure non sa più cosa fare dopo l’anticipato pensionamento, non trova in sé gli stimoli per proseguire, vive isolato, quasi da stilita, in mezzo ad una famiglia che non riconosce.

ARRENDIAMOCI ALL’EVIDENZA del cambio di personalità rispetto al periodo antecedente la seconda guerra mondiale in cui ha operato Bach. I problemi sono altri, le difese psicologiche si sono intensificate, non basta più una stretta di mano per garantirsi il rispetto e la fiducia dei propri simili.

IL TEST SUI FIORI DI BACH E’ UNO STRUMENTO INUTILE.

Ti ho mostrato il video sulla sfida tratta da “La leggenda del pianista sull’Oceano”, perché usare un test sui fiori di Bach oggi, è un pò come avere tra le mani tutta l’armonia delle scale diatoniche e suonare “Dolce bambino Gesù”.

Perché il floriterapeuta oggi, deve comprendere l’anatomia degli universi che il cliente gli sottopone, con l’acutezza di uno psicologo, la profondità di ascolto, l’empatia di un amico,

Deve possedere la perfetta conoscenza del sistema floreale che usa, deve avere qualità di ascolto attivo, possedere strumenti da counselor o da coach, conoscere rudimenti di PNL ad esempio e deve avere coscienza delle possibili difese psicologiche che TU puoi mettere in atto.

Perché i fiori agiscono come sempre, come 70 anni fa, siamo noi, come essere umani, che siamo divenuti maggiormente complessi.

PER QUESTO MOTIVO SE NON HAI MAI PROVATO I FIORI DI BACH, E VUOI INIZIARE, fai un BEL REGALO a te stesso o a te stessa, BUTTA I TEST e trova un valido FLORITERAPEUTA.

E se tu che leggi, FOSSI UN FLORITERAPEUTA, sai che ciò che dico è nell’interesse dei fiori e del risultato, per questo motivo, ho speranza che tu possa, una volta imparato ad usare il sistema, GETTARE VIA gli schemi ed iniziare ad ascoltare veramente le persone.

Buon lavoro a tutti.

Max Volpi.

Fiori di Bach in farmacia.

Tutti sanno che in qualsiasi farmacia o erboristeria si possono trovare gli ormai conosciutissimi fiori di Bach e che, entrando in una di queste, è possibile uscire dopo pochi minuti con in mano una boccetta di trattamento che ci aiuterà nei nostri problemi. Pochi sanno invece che, per fare un uso ragionato dei fiori, è caldamente consigliato un lavoro con feedback periodici che possano misurare l’andamento della terapia stessa, in modo che i fiori diventino uno strumento per ritrovare il benessere e si distrugga questa sbagliata abitudine di guardare ai fiori come ad un medicinale da banco. Leggendo la biografia di Edward Bach troviamo spunti che ci aiutano nel nostro cammino.

Come floriterapeuta desidero esprimere la mia voce, che sia forte e chiara, nei confronti della terapia floreale, in modo che possa avere il successo che merita. Partire dall’inizio di una storia è sempre un buon modo per far capire approfonditamente una materia a chi non la conosce.

Il dott. Bach, medico omeopata gallese, nato alla fine del ‘800, ha cercato per tutta la vita un metodo di “guarigione”, e diciamo guarigione a proposito, semplice, che fosse in grado di giungere alle cause dell’uomo e del suo stato, per elevarne la persona dai difetti e svilupparne le qualità. Questa “guarigione” dello spirito, della propria forza personale ha in verità poco a che vedere con New-age e riti di passaggio ad altre dimensioni ma, come dice giustamente Ricardo Orozco M.D., i fiori sono “intelligenza emozionale liquida”, per spiegare la quale avremmo bisogno di un altro articolo, ci limitiamo a dire che ci aiutano e non poco, a prendere coscienza di chi siamo, quali siano i nostri difetti, i nostri pregi e come fare per integrare quelle parti della nostra personalità che faticano a trovare compimento, che possano portare in tutti noi quell’equilibrio cui tutti quanti, consapevoli o meno, aneliamo. Visti sotto questo aspetto, i fiori di Bach dovrebbero essere assunti da tutta la popolazione mondiale per spargimento aereo. Questo, oltre che ad essere poco liberale, è anche un poco irrealizzabile e l’accento va posto comunque sulla reale capacità dei fiori di Bach, di lavorare per migliorare la persona. In secondo piano abbiamo l’uso che tutti noi bene o male conosciamo, l’ansia, gli attacchi di panico, la depressione, il lutto e molti altri sintomi in cui ci imbattiamo nella vita quotidiana (vedi trattamento ansia e attacchi di panico). Da questo punto di vista Edward Bach ha compiuto somministrazioni storiche come quella del caso dell’elettricista in cui, mediante l’uso dei fiori sia con applicazioni locali che con assunzioni orali, è riuscito a ristabilire la salute della persona. In breve, questa storia è citata da Bach stesso in “Edward Bach – Opere complete” e riporta del trattamento di un elettricista e del suo ferimento con i cavi dell’alta tensione, con aggiunta di caduta accidentale. Le condizioni dell’uomo sono difficili soprattutto per una mano che appare priva di vita. Ciò che è importante considerare in questa sede è la frequenza con cui il medico visita il suo paziente fino alla guarigione, ben nove volte, 24 ottobre, 26 ottobre, 28 ottobre, 30 ottobre, 2 novembre, 5 novembre, 11 novembre, 17 novembre, 18 novembre. Ovviamente la frequenza è correlata al disturbo presentato e dobbiamo tenere conto che siamo all’epoca, probabilmente nel 1932 o nel 1933, poiché Bach fa uso solo dei primi 12 fiori da lui scoperti, certo un caso così ora, sarebbe finito direttamente in pronto soccorso!!!

Ma ciò che importa in questa sede, è l’atteggiamento di Bach da cui, se vogliamo lavorare con un corretto modus operandi, dobbiamo attingere. E veniamo al nodo spinoso per cui questo articolo ha visto la luce. La farmacia ed i fiori di Bach. Essendo stato Bach un medico omeopata, molti farmacisti oggi, vista anche la possibilità di vendere la stock bottle (boccetta che viene impiegata per preparare il flacone di trattamento), realizzano prescrizioni sommarie sulla base di pochi dati raccolti con interviste sommarie al bancone della farmacia per i più disparati problemi, tenendo in poco conto il valore di una seria indagine conoscitiva delle reali problematiche del cliente che tenga conto della privacy, del disagio di discutere di sé, dei propri problemi e di tutti quei fattori ormai dimenticati che fanno di un paziente un essere umano prima di tutto. È come andare al medico e vedersi rifilare una scatola di pastiglie dopo cinque minuti di colloquio perché c’è già un altro in coda. Immagino che più di un lettore ora, si senta in quella strana condizione in cui ha assunto medicinali prescritti dal medico ed ha ottenuto scarsi o nessun risultato.Il farmacista che tratta a questa stessa stregua i fiori di Bach commette lo stesso identico ERRORE.

I fiori di Bach entrano nelle profondità dell’Anima e ne estraggono le qualità positive, facendoci scordare i nostri malanni, perché bilanciati dalle scoperte positive che ci illuminano il cammino.

Però vanno seguiti. Il terapeuta segue scrupolosamente il cliente con un colloquio ogni 21 giorni circa per accertarsi di come le sue condizioni personali siano mutate in funzione dell’assunzione dei fiori. Perché i fiori mutano le condizioni personali riportando l’equilibrio. Capisci che suona abbastanza inutile uscire dalla farmacia con la boccetta in mano sperando che da lì a poco la tua vita cambierà? Questo è un errore di percezione o uno sfruttamento economico? O entrambi?

Sia che trattiamo un attacco di panico o che aiutiamo una persona a ritrovare la giusta direzione, se vogliamo fare il lavoro che ha fatto Bach, dobbiamo avere feedback e NON dare una boccetta in mano ad una persona e lasciarla al suo destino, poiché è del cliente la responsabilità della propria salute, è del cliente la responsabilità quindi di assumere i fiori di Bach, ma è del terapeuta la responsabilità, fino a che il cliente decida di seguire la strada dei fiori, di fornire gli strumenti corretti.

Come dice sempre Ricardo Orozco, “una cosa è fare terapia floreale, un’altra è dare i fiori” e la differenza è quanto mai, spesso abissale. Nel caso in cui tu voglia ricevere beneficio dai fiori, consigliamo caldamente la prima ipotesi.

I fiori NON sono un medicinale allopatico ed è ora di smettere questa assurda storia del doppio cieco, come se le relazioni umane non contassero più nulla. Il medicinale deve fare effetto indipendentemente dalla presenza del medico. Si, certo, però se hai un medico di fiducia che lavora per te e per risolvere i tuoi problemi, anche un placebo ti è utile se ritrovi la tua condizione di benessere, e poi i fiori NON sono un rimedio allopatico per cui, in terapia floreale, conta il cliente, conta il terapeuta, conta l’interazione e contano i fiori. Questi quattro elementi sono imprescindibili per raggiungere il risultato che è lo scopo per cui si lavora in floriterapia.

Buon lavoro a tutti.

Max Volpi,

floriterapeuta.

A cosa servono precisamente i fiori di Bach?

I fiori di Bach, che prendono il nome dal loro scopritore Edward Bach, medico ed omeopata gallese, vissuto nella prima parte del secolo scorso, sono uno strumento di benessere EFFICACISSIMO.
Ciò che bisogna raccomandare a chi li usa, è di evitare, per quanto possibile di trattarli alla stregua di un medicinale, poichè questo non sono.

Edward Bach riscuote moltissimo successo come medico omeopata in tutte europa, i suoi vaccini sono esportati ovunque, ma egli, non contento del suo lavoro e alla costante ricerca di qualcosa di più profondo, abbandona il lavoro, il laboratorio, per andare realmente nei boschi e cercare un rimedio che fosse a contatto con la natura. (Di fatto diversi rimedi omeopatici sono estratti partendo dalla fitoterapia, io ne ho uno davanti in questo momento, Bryonia/Eucalyptus compositus - n.d.r.)
Bach quindi inizia a sintentizzare i suoi rimedi dai fiori, prima seguendo il procedimento omeopatico, successivamente elaborando un suo metodo particolare.

I fiori di Bach sono difatti 38 essenze floreali impiegabili in soluzione orale o attraverso preparazioni topiche in crema ed il loro utilizzo è quantomai vario.
Vario perchè ognuno dei 38 fiori riconduce ad uno stato vibrazionale proprio dell’uomo. Ad esempio c’è il fiore per il senso di colpa, il fiore per i sognatori, quello per l’isolamento, quello per la fretta, etc.

Cosa c’entra, mi chiederai tu, tutto questo con i disagi delle persone.
Fortunatamente da un pò di anni ormai, anche la psicologia ha iniziato ad interessarsi del campo vibrazionale, di quello energetico, delle emozioni come veicolo di espressione del corpo, infatti, quando parliamo di somatizzazione, stiamo dicendo che il corpo ha assorbito involontariamente uno stato mentale procurandosi un disequilibrio, un dolore che, venendo dall’atteggiamento mentale, colpisce il corpo fisico.

Risulta quindi quantomai importante prendersi cura dell’espressione dei sentimenti, delle paure, dell’indecisione, della rabbia, per ritrovare uno stato di benessere psicofisico. Possiamo pensare che se lavoriamo tutto il giorno in uno sgabuzzino buio senza avere contatti sociali di alcun tipo, staremo bene tutta la vita ma, di fatto sappiamo che NON è così. L’equilibrio della persona nelle scelte, nei rapporti sociali, negli affetti, creano la totalità del benessere, questo è evidentemente accettato dalla scienza ufficiale, ne parla benissimo Robert Goleman nel suo libro “intelligenza Emotiva” che addirittura è datato 1995, pensa, ben 15 anni fa, già qualcuno capiva il valore dell’equilibrio emotivo per il benessere della vita.

Quindi, alla domanda, A COSA SERVONO I FIORI DI BACH, rispondiamo:

I FIORI DI BACH SONO PROPRIO QUESTO, sono uno strumento che, preso opportunamente, aiutano il riequilibrio emotivo quando esso manchi di verificarsi. Perchè, come già detto, tutte queste emozioni che proviamo, o che mascheriamo, o che soffochiamo, contribuiscono il nostro star bene. Accorgersi di questo, vivere in completa sintonia con il nostro sentire, solleva la vita, ci da prospettive che non immaginiamo neppure. Prendere opportunamente i fiori di Bach significa un minimo di quattro gocce per quattro volte al giorno per un tempo definito SOLAMENTE dall’obiettivo che ci si pone.

IN QUALI CASI SE NE DOVREBBE FARE USO?

Cosa voglio dire? Quando una persona viene da me per lavorare insieme alla costruzione della sua somministrazione personalizzata, io pongo per prima cosa degli obiettivi:
“Mi infastidisce lo stare in pubblico”, “non sopporto il modo di vivere del vicino”, etc.
(Più tipicamente le richieste sono legate però all’ansia, al disagio di viviere, all’insoddisfazione, etc. - n.d.r.)
Lo scopo del consulto con i fiori di Bach è giungere all’obiettivo attraverso la corretta somministrazione dei corretti fiori che vanno fino ad un massimo di circa “nove” per somministrazione. Il terapeuta riconoscerà degli stati temporanei nella persona, dovuti probabilmente al disagio di cui soffre, e degli stati riconducibili all’essenza, alla personalità di base con cui questa persona si è costruita nel tempo. A lui starà la scelta, insieme ai bisogni della persona ed agli obiettivi che ci si è posti insieme, per consigliare i fiori che fanno al caso.
Tipicamente la persona torna ogni “ventun giorni” per riferire il modificarsi dello stato d’animo, se sono intervenute reazioni e quali, in modo che il “consigliere floreale” possa modificare la somministrazione per adattarla al nuovo momento.

PER QUANTO TEMPO BISOGNA PRENDERE I FIORI?

Come detto, il tempo è concordato dalla ricerca dell’obiettivo, che ovviamente deve essere equo, socialmente accettabile e portare benessere alla persona. Non vale dire: “vorrei vedere sparire mia suocera per esempio o, non sopporto il cane del dirimpettaio, speriamo che finisca in un buco nero!!!” Quindi la tempistica è rivolta al raggiungimento di un fine concordato. Chiaramente se la persona ha una coscienza emozionale distorta, il tempo necessario potrebbe essere variabile e con questo,

SFATIAMO IL MITO CHE LE PRATICHE ALTERNATIVE PER IL BENESSERE, SIANO LUNGHE PERCHE’ NATURALI!

Se la persona ha un tratto distintivo del carattere che coltiva diciamo da trent’anni, diciamo la paura generalizzata della folla, PENSI SINCERAMENTE che questa paura, visto che ha impiegato trent’anni a formarsi, svanisca in dieci giorni di trattamento? Non stiamo parlando di bronchite ed antibiotici, stiamo lavorando su un tratto distintivo di te che ti caratterizza come essere umano, stiamo parlando di cambiare te stessa, PER FAVORE RISPETTO!!, mi viene da dire spontaneamente … stiamo lavorando su una sfera dell’uomo molto complessa che prevede traumi, sofferenza, etc.

Penso che la risposta sia sufficientemente chiara da permetterti di avere qualche dubbio in meno sui fiori di Bach, cerca di evitare, è un mio consiglio, le somministrazioni fatte di corsa al banco della farmacia, semplicemente perchè E’ IMPOSSIBILE per chiunque discutere dei propri problemi in piedi, al bancone, con la fila di gente che ascolta ciò che dici. E’ necessario il ricorso ad un professionista che sia in grado di dialogare con te per andare al centro delle tue istanze e trovare la chiave per una corretta somministrazione.

N.B.: La mia casistica, quando le persone riescono a capire questo fatto fondamentale, cioè che sono loro a lavorare con sè stesse per il loro miglioramento e quindi, nonostante stiano a volte poco bene, si sforzano per arrivare, rasenta il 100%.
Accade diversamente con le persone che decidono, raramente è vero, di abbandonare perchè secondo loro va bene così. Io rispetto la libertà di ognuno e mai mi sognerei di consigliare diversamente, bisogna evitare però, visto che parliamo di crescita interiore, di scambiare il primo giorno di scuola, con l’esame per il diploma … come giustamente dice il mio mentore Ricardo orozco, medico di Barcelona e, probabilmente, il floriterapeuta più importante al mondo.

Max Volpi
(floriterapeuta).

Fonti:

Intelligenza Emotiva - Daniel Goleman
Intelligenza Emozionale e fiori di Bach - Boris Rodriguez, Ricardo Orozco
Biografia di Edward Bach - http://fiori-di-bach.reflexal.com/storia…
http://www.reflexal.com
http://jardinferme.com
http://www.ricardoorozco.com