Centaury – La sottomissione.

Centaury (CEN) - Definizione originale di Edward Bach:
“Per le persone buone, tranquille, gentili, estremamente ansiose di servire gli altri. Chiedono troppo alle loro energie, quindi si affaticano facilmente. Il loro desiderio di aiutare il prossimo è così forte che tendono a diventare più dei servi che degli aiutanti generosi. Il loro buon cuore li porta a fare più di quello che dovrebbero e, in questo modo, trascurano quella che è la loro particolare missione nella vita”.
Commento e spiegazione di Max Volpi:
La centaurea è il fiore per le persone che si lasciano sottomettere non dalle circostanze, bensì dalle persone intorno a loro, con la conseguenza di indebolirsi fortemente. Bach sostiene che questa persona si fa distogliere dalle proprie inclinazioni personali a causa di una volontà non ben strutturata.
Questo fa sì che la persona Centaury si prodighi per il prossimo in maniera eccessiva, senza discutere e senza battersi per sé stessa. Si sottomette quindi a personalità più forti spesso fino al punto di essere maltrattata. Questo atteggiamento ha origine dalla confusione che il soggetto pratica tra l’accettazione altrui e la stima di sé, qualità che infatti gli manca. Questo accade poiché, chi ha bisogno della biondella, è una persona che oppone scarsa resistenza all’ambiente circostante, sia in senso materiale che in senso sottile.
Possiamo affermare che la persona Centaury non conosca i propri confini, si lascia quindi continuamente invadere dall’energia altrui e non a caso Bach l’ha inserito nel gruppo di fiori adatti a coloro che sono ipersensibili alle influenze esterne e alle idee altrui.
Come mi rendo conto se il mio cielo terso si lascia invece ricoprire dalle nuvole del servilismo? Certo è condizione difficile da stanare e rimuovere, quasi fosse una nota profonda che bassa vibra dalle profondità dell’animo e fa eco e risuona in tutto il territorio che è il nostro corpo.
Chi tra di noi, il quale dedica la vita ad aiutare il prossimo vorrebbe sentirsi dire che sta esagerando? Il confine tra il bisogno di aiutare e l’incapacità di prendersi il proprio spazio, qual è? E spesso capita di vedere donne o uomini indistintamente, dimenarsi all’interno di rapporti soffocanti per richieste, paragoni qualitativi, pretese, dubbi, per la sola incapacità di dirsi e dire:
“No! Così non va bene”.

Riluce come l’alba allora la differenza, il confine tra il servire e il servilismo, CEN come ponte tra le acque riesce col suo lavoro a distaccare i duellanti e riportare in equilibrio armonico la persona ora in grado di ascoltarsi maggiormente, ora in grado di donare senza più soffrire, poiché anche il peso va considerato, quello che CEN porta come mulo da trasporto sulla schiena, senza che alito di lamento possa passare sul suo volto, uscirgli dalla bocca. Ed è così che nasce il suo mal di schiena.
Mirabilmente ricordo di aver trattato tempo fa un dolore lombare, e forte invero, grazie all’uso di questo splendido, magico fiorellino rosa, piccolo in verità, quasi invisibile. Come è certo la personalità del singolo bisognoso del suo intervento, passa inosservato, quasi invisibile.
Costruire uno steccato permettendo alla persona di respingere le richieste pressanti derivanti dall’esterno ha una duplice funzione, della prima abbiam discusso, la seconda arriva ora: ci aiuta a trovare la nostra “vera” via, ci sospinge verso ciò che preme davvero per uscire allo scoperto.
Basti pensare, ed è un’abitudine che dovremmo avere più spesso, a ciò che dicono le parole quando vengono dette. Assumiamo un senso generale dimenticandoci poi d’ascoltare il significato ampio della parola. Centaury è il fiore per la “sotto” - “missione”, che è in fondo una missione più bassa di quella che dovremmo avere in realtà.
Rimuovere dall’orizzonte le nubi per lasciar posto al sereno, ci focalizza sugli obiettivi cui il desiderio reale del nostro cuore anela, per ritrovare la gioia di fare le cose.
Spesso nella fuga a suon di tromba da questa condizione limitante dell’animo il CEN si fa prendere da innumerevoli sensi di colpa, ma ecco che a sorreggerci accorre il nobile cavalier Pine (fiore per i sensi di colpa). Ci permette di sentirci maggiormente a nostro agio e divincola dalle catene del Karma. Quanti di noi sono ancora FERMAMENTE convinti di dover espiare qualche colpa?
Ricordo ancora col sorriso una cliente che giunse pressoché in lacrime asserendo d’essere divenuta terribilmente cattiva nei confronti dei suoi figli. Era disperata. Stava cambiando percezione su di sé ed iniziava a rendersi cosciente delle pressanti richieste dei congiunti.
Stava strutturando una risposta “positiva” alla vita: dire No!
Visita la pagina di CEN sul sito internet di Max Volpi www.reflexal.com
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Beech (BEE) - Definizione originale di Edward Bach:
Lo speciale sui fiori di Bach, che la settimana scorsa trattava di Agrimony (Agrimonia Eupatoria), fiore per il disagio sociale e l’ansia, è stato creato con l’intento di far conoscere meglio i 38 fiori scoperti dal medico gallese. Settimana dopo settimana amplificheremo ogni singolo fiore e ci addentreremo brevemente nel suo significato e nei motivi per cui viene somministrato. Chi desiderasse focalizzarsi su immagini più nitide, può consultare il sito di Max Volpi: www.reflexal.com Aspen (ASP) - Definizione originale di Edward Bach: “Per quelle vaghe paure sconosciute per le quali non c’è nessuna spiegazione, nessuna giustificazione. Il paziente può essere terrorizzato da qualcosa di tremendo che, secondo lui, sta per accadergli, ma che egli non riesci a definire. Queste paure imprecisate e inspiegabili possono ossessionarlo sia di notte sia di giorno. Chi ne soffre ha spesso timore di raccontare la propria pena agli altri”. Commento e spiegazione di Max Volpi: Aspen è il fiore del Pioppo tremulo, Populus Tremula, della famiglia delle Salicacee, albero alto fino a 25m. presente in tutta Europa, e in alcune zone dell’Africa del Nord anche vicino al mare. La caratteristica della pianta è di avere foglie brachiblastali (le foglie che, nelle gimnosperme, porteranno il fiore) con un corto e tondeggiante picciolo, questo fa si che per sua natura la pianta simuli, anche solo con un alito di vento, un quasi costante tremolio. Edward Bach Studiò per lungo tempo su un antico testo di botanica datato 1653, “The Complete Herbal” (L’erbario completo) di Nicholas Culpeper e ivi attinse per la cernita di molte delle sue piante. Fu proprio sul Culpeper che Bach raffrontò il tremolio costante del Populus Tremula con il carattere della persona in stato Aspen, fragile, delicata, impaurita da ogni evento che spezzi il ritmo dell’ordinarietà. I rumori forti, i suoni violenti, immagini improvvise, forme nell’ombra, quand’anche il tocco su una spalla da uno sconosciuto lo fanno sussultare, proprio come la pianta che “tremula” ad ogni alito di vento. La paura del buio è un uso classico di questo fiore, poiché il buio porta con sé in realtà tutto ciò che è contenuto nell’assenza di Luce, quando il cigolio di una porta suggerisce stranieri inesistenti. Anche gli incubi sono un esempio formale di impiego di ASP, filtrazioni dal subconscio, stimoli di riequilibrio, tocchi dal profondo. È necessario sempre dissipare le tenebre dell’ignoranza con la Luce della conoscenza, questo per vivere una vita più piena di suoni piacevoli e colori e profumi. Restare chiusi in un vicolo cieco attendendo inermi senza interrogarsi, conduce a ben poche soluzioni. Ne consegue che vedere l’incubo come un evento dissociato dalla propria vita quotidiana spesso è improduttivo. Ci sono persone che hanno iniziato, già da tempo direi, a vedere ai sogni come a una forma di comunicazione da parte dell’inconscio che ti ricordo essere l’Iceberg, contro la sua piccola punta che è solo la coscienza. In questa struttura di disequilibrio ASP funge da moderatore, permettendoti di ritrovare equilibrio interiore, solidità, chiarezza, armonia. Ricardo Orozco medico di Barcellona, mio mentore, nonché profondo conoscitore di fiori di Bach, in uno dei suoi testi dice: “Per l’influenza che la descrizione originale ha avuto, Aspen è stato usato poco a beneficio di Mimulus (fiore per le paure riconducibili a eventi concreti). Il fatto è che spesso l’unica differenza tra una paura di origine conosciuta e una di origine sconosciuta è se esiste o meno la parola per definirla. Le Paure del futuro, delle malattie, della miseria, della morte, sono forse tangibili e obiettive per il solo fatto di poterle nominare? No, soprattutto quando sei sano, non troppo povero, né morto”. Puoi cercare di immaginare a questi momenti di paura come se stessi viaggiando in automobile di notte e avessi i fari spenti. Tutto quanto sarebbe pericoloso poiché non sei assolutamente in grado di vedere la strada davanti a te. Anche il silenzio si fa assordante. I contorni sono dispersi, la tensione altissima. Momenti di questo tipo possono capitare nella vita di ognuno. Cosa fare in attimi di paura così? Semplicemente ricordarti che Puoi accendere la Luce.