Le Jardin fermé di Max Volpi® - Terapeuta Olistico
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Ansia e fiori di Bach. I Video.

Come prosecuzione dell’argomento “Ansia e fiori di Bach”, già postato in data 02/01/09, lo trovi qui, eccone oggi, la versione a video, con la presentazione commentata da Max Volpi. Presentazione scaricabile gratuitamente da slideshare a questo indirizzo.

Video N°1 - Ansia, trattamento olistico.

Video N°2 - Ansia, caso studio su 50 pazienti (MOLTO interessante).

Video N°3 - Ansia, metodo di somministrazione fiori di Bach.

Video N°4 - Parallelismo tra definizione di Ansia e Aspen (fiore di Bach).

Video N°5 - Ansia, trattamento reflessologico.

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La presentazione in diapositiva, scaricabile gratuitamente da slideshare, non modificabile, coperta da diritti in Creative Commons.

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Trattamento olistico di Ansia e attacchi di panico. by Max Volpi is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

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La scelta delle essenze in Floriterapia.

Gentile lettore,

devi sapere che Edward Bach era un piromane.

Scherzando ti dico questo per far risultare evidente che per ben DUE volte il nostro medico prese tutte le sue carte e ne fece FUOCO e CENERE.

La prima cessando la sua attività di omeopata, al termine dell’esperienza londinese, nel maggio del ‘30, l’altra, poco prima di lasciare questa forma esistenziale, nell’autunno del 1936.

Con questo gesto, se vogliamo anche simbolicamente significativo, lasciare cioè che il fuoco purifichi, bruciando, tutto ciò che più non serve, egli si libera di tutta quella parte di lavoro che non ritiene più di alcuna utilità per il proseguio delle sue ricerche, mantenendo viva la possibilità di semplificare al massimo i concetti ascosi dei fiori.

Perchè il problema, che Bach intuisce benissimo (siamo nel 1936, anni dorati per la psicoanalisi freudiana - N.d.R.), non è quello di creare strutture in cui inserire gli schemi comportamentali degli individui, filone percorso poi, mirabilmente peraltro, da Ricardo Orozco in “Intelligenza emozionale e fiori di Bach“, ma perdere di vista il significato reale dei fiori, la loro freschezza e semplicità, la loro encomiabile immediatezza nel giungere al cuore dei problemi degli esseri umani per estrarne le qualità positive.

Quindi scegliere le essenze in floriterapia è un gioco sottile e delicato che deve essere condotto con sapienza si, ma anche con quello spirito di immediatezza che lo stesso Bach voleva venisse conservato. Perchè troppe congetture in definitiva sono solo congetture, ed è, e rimane indispensabile piuttosto, una buona capacità di interagire con il nostro cliente, di condurre una seduta in modo che egli riesca a far decantare le problematiche che più gli creano disagio, per evitare che i fiori consigliati siano non adeguati.

Quando, interagendo con le persone, mi viene chiesta la mia applicazione professionale, alla risposta “terapeuta floreale“, diversi rimangono straniti. E non perchè non sappiano di cosa io stia parlando, ma perchè si sono magari fatti consigliare i fiori dall’erborista, in negozio, o in farmacia e in coda, e hanno plausibilmente intrattenuto un rapporto che non è certo di impostazione “terapeutica”, bensì estrememante, a mio avviso, superficiale.

Ci troviamo oggigiorno subissati di pubblicità di ogni tipo, e molte persone ormai hanno provato, almeno una volta, i fiori di Bach. Per questo motivo spesso mi capita di trovarmi innanzi a persone che, alla fatidica risposta “terapeuta floreale“, rispondono: ” Non ci credo mica tanto ai fiori di Bach, Io!”.

Ora accertato che il mio interlocutore non abbia la medesima forma mentis del bambino cui non piace il minestrone non avendolo mai assaggiato,

quindi rispondendo ad un soggetto che abbia già ricevuto almeno una somministrazione di essenze floreali, farei notare, e in ultima analisi,

questo post è dedicato proprio a te!,

che è necessario, per valutare correttamente una questione, cercare sempre di usare il raziocinio, per evitare che siano la paura, l’incertezza, la mancanza d’interesse, la solitudine, l’ipersensibilità alle idee altrui, lo scoraggiamento e la disperazione, nonchè l’eccesso di preoccupazione, a guidare le nostre scelte di vita.

Per questo motivo è necessario ricordare che per i fiori di Bach esiste una casistica di successi che dura ormai da quasi ottant’anni,

e che non è plausibile che un’opera dell’uomo non funzionante duri per ottant’anni. NO?

Pensiamo alla locomotiva a vapore, pensiamo al velocipede, al Flyer dei fratelli Wright, alle piramidi, a tutte quelle idee che hanno fatto la storia, ma che oggi non sono più impiegate. I fiori di Bach vengono usati oggi da milioni di persone nel mondo e non sono certo in declino, anzi sono forse una risorsa per il domani.

Per un domani in cui l’uomo si accorgerà che la qualità della vita influenza l’equilibrio determinante la salute o la malattia, che la semplicità nelle scelte aiuta lo star bene, che le complicanze invece portano difficoltà aggiuntive e che in definitiva volere il bene degli altri è una delle cure migliori che esistano.

Per tutta questa serie di motivi, Bach ci ha chiesto di scegliere le essenze floreali per il nostro benessere, per ritrovare, se lo vogliamo:

* la nostra vera natura - Agrimony
* la giusta via - Aspen
* l’umiltà - Beech
* i nostri confini - Centaury
* la concentrazione - Cerato
* la quiete emozionale - Cherry plum
* la capacità di apprendere - Chestnut Bud
* l’altruismo - Chicory
* la presenza - Clematis
* la dignità - Crab Apple
* il nostro potenziale - Elm
* l’ottimismo - Gentian
* le possibilità - Gorse
* la propria dimensione - Heather
* la devozione - Holly
* l’interazione - Honeysuckle
* l’attività - Hornbeam
* la calma - Impatiens
* la fiducia - Larch
* il coraggio - Mimulus
* la luce interiore - Mustard
* il riposo - Oak
* la forza - Olive
* l’emancipazione - Pine
* la responsabilità - Red Chestnut
* l’azione - Rock Rose
* la flessibilità - Rock Water
* la continuità - Scleranthus
* l’integrità - Star of Bethlehem
* l’apertura - Sweet Chestnut
* l’equilibrio - Vervain
* la speranza - Vine
* l’armonia - Walnut
* la fratellanza - Water Violet
* la chiarezza - White Chestnut
* la certezza - Wild Oat
* la volontà - Wild Rose
* il compimento - Willow

Semplicemente, così, come bere…

quattro gocce, quattro volte al giorno.

Max Volpi

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Bambini oppositivi e fiori di Bach

NO, NO, NO!

Hai mai sentito, MAMMA, queste parole? Beh, diciamo che non devi preoccuparti affatti se rientrano in un normale comportamento di fanciullo o adolescente, se però noti che la tua creatura manifesta da un pò di tempo, almeno un semestre, disubbidienza, provocazione, ostilità nei confronti delle figure dotate di autorità, puoi pensare a quello che in psicologia viene definito: Disturbo oppositivo-provocatorio.

Il disturbo oppositivo-provocatorio di cui trovi una versione estesa sul mio sito internet a questa pagina, che abbiamo detto durare da almeno sei mesi, può rendersi evidente cun tutta una serie di sintomi quali:
* perdita di controllo,
* litigi con gli adulti,
* opposizione attiva o rifiuto di rispettare richieste o regole degli adulti,
* azioni deliberate che danno fastidio agli altri,
* accusare gli altri dei propri sbagli o del proprio cattivo comportamento,
* essere suscettibile o facilmente infastidito dagli altri,
* essere collerico e risentirsi,
* o essere dispettoso o vendicativo.

La buona notizia che sono in grado di darti, oggi, è che per tutte queste evidenze è possibile intervenire efficacemente con i fiori di Bach senza ricorrere ad alcuna sostanza chimica, poichè il potere riarmonizzante dei fiori di Bach è sufficiente nella stragrande maggioranza dei casi per intervenire efficacemente in questo “cosiddetto” disturbo.

E’ mio parere che le creature abbiano, dietro alla manifestazione dei sintomi fisici, la volontà di esprimere un disagio, una richiesta che non sono in grado di esprimere a voce. Questo fa si che il corpo e la psiche creino le condizioni per esprimere questa richiesta o disagio, indipendentemente dal raggiungimento di tale evento alla soglia della coscienza. Per questo motivo si parla di “somatizzazione”, perchè tutta l’energia che non siamo in grado di utilizzare, se congestionata, finisce per creare tensioni che, in questo caso, sono emotive.

I fiori di Bach, come sempre, suggeriscono una strada da percorrere per risolvere la questione in sospeso senza ricorrere ad elementi non naturali, poichè i fiori sono stati selezionati in base alla loro vicinanza con le emozioni positive che in questo o quel determinato momento non siamo in grado di raggiungere da soli, la calma, la profondità, la gioia, etc.

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Max Volpi dice: “Nota come i fiori ti inducano a riscoprire le tue emozioni naturali, la pace, la profondità, la gioia, e non ricoprano con un velo ciò che è necessario tu senta per poter stare bene. Si, perchè è necessario sentire la propria condizione per potere stare bene con essa e di conseguenza con te. Solo questa è la via. Puoi usare gli antidolorifici se il dolore è troppo forte e non riesci a sopportarlo, ma solo nella tua persona hai le risorse per stare bene con te. Ricordatelo sempre. E se in questo momento dovesse non piacerti stare con te, non temere, è proprio per questo che i fiori sono stati scoperti“.
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In questo caso specifico, e seguendo i sintomi descritti nel DSM IV, abbiamo:

perdita di controllo (Cherry Plum - che aiuta a criarmonizzare i picchi emotivi e le tensioni),

litigi con gli adulti ( Holly - per la rabbia, l’invidia, il sospetto),

opposizione attiva o rifiuto di rispettare richieste o regole degli adulti (Agrimony - Holly  - aiuta a ritrovare serenità, aiuta a ritrovare il piacere di stare insieme),

azioni deliberate che danno fastidio agli altri (Heather - lascia scemare l’eccessivo bisogno di attenzione),

accusare gli altri dei propri sbagli o del proprio cattivo comportamento (Beech - riporta la responsabilità a sè),

essere suscettibile o facilmente infastidito dagli altri (Ancora Agrimony - Beech - Impatiens - aiuta ad evitare di esplodere),

essere collerico e risentirsi (Holly - Vine - fa diminuire la tensione),

o essere dispettoso o vendicativo (Beech - Vine).

Questi fiori rappresentano solo una linea di trattamento e come sempre sono d’esempio e d’aiuto per quanti volessero indagare personalmente nell’Universo floreale, non vanno però intesi come sostituto della terapia floreale svolta da un esperto anche se, come ribadisco da sempre, essi non possono in alcun modo nuocere.

Mi auguro che questi brevi righe possano esserti d’aiuto, se ne abbisogni.

Max Volpi

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Il dolore come Strumento.

Hai mai pensato di cambiare qualcosa quando tutto andava per il verso giusto? Non credo! Hai probabilmente pensato di cambiare, quando le condizioni esterne ti hanno portato a dire a te stesso che c’era qualcosa che non andava e che andasse sostituito. Questa molla che fa scattare lo stimolo al cambiamento si produce come reazioni ad un evento che produce dolore.

Senza voler condurre qui una discussione filosofica sul disagio della condizione umana, mi fermo oggi semplicemente a riflettere su quanto difficoltoso sia per molti oggi, trovare una condizione di benessere duraturo poichè, in quanto esseri umani, attraversiamo normalmente periodi in cui stiamo bene con noi, altri in cui vorremmo scappare a Bangkok o in qualche altro posto sperduto dove nessuno possa trovarci. Il sistema di Biofeedback mantiene questo delicatissimo equilibrio all’interno della nostra macchina.

“L’organismo umano interagisce continuamente con l’ambiente esterno attraverso l’elaborazione di un comportamento adattativo. Questo è il risultato di processi ciclici che si possono equiparare a sistemi di controllo interagenti e legati tra di loro. I comportamenti adattativi sono dei meccanismi di autoregolazione che avvengono spesso automaticamente e non interagiscono con il campo di coscienza della persona. Alcuni di questi meccanismi sono regolati dai sistemi neurovegetativo, endocrino ed immunitario. A volte l’indipendenza di questi processi dalla coscienza può mancare: ad esempio, dopo una corsa si può percepire il cuore battere più forte, oppure se un organo ha un problema si può percepire dolore, oppure, come spiegato in un precedente articolo, si può avvertire un sintomo d’ansia.

 Da questa breve definizone di Biofeedback capiamo due cose fondamentali:

a) L’uomo è un essere adattativo,

b) Quando il biofeedback non riesce a regolare l’equilibrio interiore, può prodursi dolore.

Possiamo trarre altrettante importanti conclusioni da queste affermazioni:

a) l’uomo “generalmente” produce azioni come stimolo adattativo all’ambiente, quindi non agisce, ma reagisce.

b) Il dolore è il campanello d’allarme che suona quando qualcosa non funziona nel nostro sistema anima - mente - corpo.

Questo è importantissimo perchè ci fa capire quanto siano in realtà le condizioni della vita a far si che ci ammaliamo, soffriamo, perpetriamo azioni che, inconsciamente, producono reazioni negative al nostro sistema “uomo”.

Il dolore è quindi uno strumento. E’ LO strumento, direi.

Hai mai pensato di cambiare qualcosa quando tutto andava per il verso giusto? Fermati un attimo a riflettere, prima di tornare a leggere queste righe, fermati a riflettere su ciò che ti è accaduto, ciò che ti ha portato ad essere ciò che sei oggi, prova a scandagliare se vi riesci, e soffermati brevemente per capire se quello che sto cercando di dirti corrisponde per te, a verità. Considera inoltre l’aspecificità di questo articolo. E’ chiaro che mi sto rivolgendo a te, ma ovviamente come te, altri hanno vissuto esperienze che possono riflettersi integralmente o anche solo parzialmente in questo concetto. Ci sono persone, e non sono poche, che restano legate ad avvenimenti del passato e non riescono più a trovare dentro di loro, la forza, il coraggio o la determinazione, per superare i fantasmi che li vestono di determinate forme mentali acquisite magari in un età diversa che, anche se non gli appartengono più, vengono continuamente perpetrate, come bloccati da un giogo spazio-temporale che vieta loro di essere più vicini a sè stessi.

Per queste persone, nello specifico, abbiamo ad esempio Honeysuckle, fiore del caprifoglio, che aiuta a lasciar andare i legami col passato, e a tramutare il dolore in esperienza che potrà esserci utile domani; oppure Chestnut Bud, gemma dell’ippocastano, che ci insegna a fare nostre le esperienze, a tramutarle in concretezza, ad assorbirle come sapere e riutilizzarle in ambito pratico. Tra l’altro ti segnalo che l’impiego di questo fiore ha prodotto miglioramenti non indifferenti impiegato nel trattamento della Sindrome di Down.

Per tornare alla leva di oggi, siamo in completa sintonia con Archimede (”Datemi una leva e solleverò il mondo” - N.d.R.), affermando che il dolore è, sottolineo è la leva del cambiamento.

Appello formale a te che leggi: non sopprimerlo, non nasconderlo dietro ad una bustina di nimesulide, o dietro alle benzodiazepine, il dolore è la tua riserva d’energia, è la tua leva per cambiare il tuo mondo, usa la leva, non nascondere la pietra.

Seguendo quello che ormai potremmo definire: L’assioma di Gandhi:

“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo!”

Eh si, perchè ci sono cose che puoi cambiare, altre che non dipendono dalla tua volontà, anch’io provo enorme tristezza oggi, (nel momento in cui scrivo si sono riacutizzati i conflitti nella striscia di Gaza - N.d.R.), però su questo ho pochissimo potere, su di me, in compenso, ho molta più libertà d’azione per cui, mi invito oggi semplicemente ad osservare. E tu dirai: ”Come!  Solo ad OSSERVARE?”, certo perchè come afferma l’adagio cinese: un viaggio di mille miglia inizia con il primo passo, per cui per oggi mi limito ad osservare, fermamente convinto che sia questo piccolo passo a determinare la direzione che tra qualche anno avrò intrapreso.

Osserva ad esempio il tuo lavoro qualsiasi esso sia, il pittore, l’avvocato, l’operaio, l’impiegata, guarda come lavori oggi, come maneggi i tuoi strumenti, e ripensa invece a come lo facevi qualche anno fa…oggi sei decisamente più abile, non è così? Quindi l’osservazione consapevole di sè, la prima chiave che apre la prima porta della consapevolezza, un modo diverso di affrontare il presente, come sclpello e mazzetta per lo scultore, pennello e tavolozza per il pittore, dolore e osservazione per l’uomo.

Se oggi per esempio, soffri di una qualche condizione debilitante, faccio un esempio, ma cerca, se è il caso, di adeguarlo alla tua situazione presente: la sciatica. Chi soffre di sciatica potrebbe oggi, iniziare ad osservare quali fasce muscolari vadano in tensione quando il nervo sciatico produce dolore, ed allenarsi consapevolmente a rilasciare la tensione presente in queste fasce muscolari. Questo è solo un breve, piccolo esempio. Prova ad adeguarlo alla tua attuale condizione, osserva, valuta, indaga, scopri, NON TRANGUGIARE, se puoi. Non renderti schiavo della chimica, è importante. Se diventi dipendente, leggi la definizione di dipendenza che da il dizionario, poi torna qui.

Diventa il tuo leonardo da Vinci, il tuo benessere dipende in primis da te, poi ovviamente se hai bisogno, sono qui. E’ solo una questione di pensiero, e i pensieri possono essere cambiati.

“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo!”

Gandhi e Max Volpi.

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Ansia e fiori di Bach.

È sempre più elevato il numero di persone che soffre di ansia ed attacchi di panico.

Ad oggi in Italia, si stima, infatti che, più di 600.000 persone, quando devono affrontare situazioni particolari, come l’auto, l’aereo, luoghi affollati o isolati, si scoprono spaventati, senza un motivo oggettivo, se non la paura della crisi. Questi soggetti manifestano il proprio “malessere” attraverso una diffusa sintomatologia fisica e psicologica.

Con i fiori di bach abbiamo un mezzo interessante per far fronte a questo diffusissimo disagio.

Dico interessante non a caso perchè, come ho ampiamente descritto nell’articolo specificamente dedicato all’ansia che trovi su Reflexal.com, per le persone che ancora oggi, non si interessano di benessere naturale e crescita interiore, e sono molti di più di quanti sembrano essere, le Benzodiazepine possono sembrare l’unica soluzione a questo problema (l’articolo che trovi sul sito è meno colloquiale, ma offre più dati, scegli quello che ti aggrada maggiormente).

IN REALTA’, CARO AMICO, E SOTTOLINEO IN REALTA’, LE BENZODIAZEPINE NON SONO UNA SOLUZIONE.

Ora, mentre qualcuno a casa sa benissimo di cosa sto parlando, magari proprio tu, ti starai chiedendo: che cosa diavolo sono queste benzodiazepine?

Le benzodiazepine sono una classe di farmaci con proprietà sedative, ipnotiche, ansiolitiche, anticonvulsive, anestetiche e miorilassanti. Le benzodiazepine sono spesso usate per offrire un sollievo di breve durata agli stati di ansia o insonnia grave o inabilitante. Trovano altresì impiego nel trattamento delle crisi convulsive e come coadiuvanti nell’induzione dell’anestesia.

Probabilmente conosci le benzodiadepine con il loro nome commerciale, ovvero:

VALIUM, TAVOR, TRANQUIRIT, EN, XANAX, LEXOTAN, CONTROL, ETC. ETC. (la lista è lunga…)

 Ora, perchè me ne vado in giro asserendo che le benzodiazepine non sono assolutamente la soluzione?Beh, intanto perchè come puoi vedere tu stesso, anche chi ne da la descrizione, asserisce che offrono un sollievo di breve durata all’ansia e agli attacchi di panico”…

Immagina un mondo ideale dove non ci sono contrasti, guerre, conflitti, razzismo, un pò “Imagine” di John Lennon…

Utopia, vero?

Che bisogno hai di tranquillanti in un mondo così? Penso nessuno… purtroppo però, la realtà è che nei contrasti, guerre, conflitti, razzismo, etc., ci vivi anche tu e il tuo sistema nervoso magari non è proprio a prova di bomba (non so se cogli il senso…)

Allora l’uomo si svegliò una mattina e pensò: “Beh, se non posso impedire i contrasti, le guerre, i conflitti, il razzismo, almeno proverò a non ascoltare…”, e come per magia crea una classe di farmaci che non è assolutamente in grado di far si che tu possa comprendere i tuoi contrasti, però ti addormenta. Geniale, eh?

L’ansia, dice il dizionario medico, è uno stato caratterizzato da una sensazione di paura non connessa ad alcuno stimolo specifico.

Si distingue dalla paura vera e propria per il fatto di essere aspecifica, vaga o derivata da un conflitto interiore. I segni somatici sono una iperattività del sistema nervoso autonomo e in generale della classica risposta del sistema simpatico di tipo “combatti o fuggi”. Quindi l’intervento possibile è attuato con la psicoterapia e con l’aiuto delle benzodiazepine dove, mentre lo psicoterapeuta aiuta il paziente a trovare le proprie risorse per superare questo stato, esse mitigano il diasgio.

Purtroppo sappiamo benissimo come, non solo in Italia ma in molti paesi sviluppati, vi siano schiere di esseri umani che, dimentichi dello psicoterapeuta, vivano letteralmente di benzodiazepine, e che negli anni si siano lentamente ed inesorabilmente tramutati in ”silenziosi dipendenti”. Il medico di base, lo specialista, il terapeuta sanno che queste sostanze”impoveriscono” l’uomo, inibiscono la corretta funzionalità del fegato, stordiscono, disabilitano, riducono in schiavitù e peggio di tutto, a mio avviso, ISOLANO dagli altri esseri umani. Non è necessario far sentire il malato “un malato”, già può sufficiere la condizione disagiante, non vi è alcun bisogno di martoriare gli esseri umani, facendoli sentire diversi. Aiutare significa dare ad un uomo la corretta prospettiva verso di sè, non sedare, ipnotizzare, ansiolitizzare, anestetizzare e miorilassare.

La grande capacità dei fiori è quella di saper costruire la struttura che porta via l’uomo dal disagio permettendo il riconoscimento di sè. Non sedano, nè anestetizzano, nè ipnotizzano nessuno. Aiutano a trovare le risposte. In definitiva la persona che soffre di disturbo d’ansia, vive sui chiodi, questa immagine è significativa, non ha stabilità, non ha pace, non si fida di sè nè del proprio giudizio, crede di star bene compiendo determinati gesti, ma l’incoscio non placato gli fa sentire il disagio creando un conflitto che stimola il sistema simpatico ad una reazione di cui egli, consciamente, non percepisce la necessità, e chiedendosi, senza trovarne risposta, la causa, avverte il dolore. L’attacco di panico con o senza agorafobia, porta reazioni ancor più forti.

Ora chiediamoci, riallacciandoci al punto centrale del discorso di oggi: anestetizzare è una risposta? Sedare è forse una risposta? Ecco spiegato il perchè le Benzodiazepine non hanno la risposta. La funzione delle BDZ dovrebbe essere, come accennato, quella di traghettare il paziente con il minor disagio possibile, mentre lo psicoterapeuta aiuta a capire. Sono diventate la “pastiglietta” per dormire. Questa misinterpretazione è una causa di disagio sociale in questa società post-industriale. Tornare al contatto con la natura, tornare ad ascotare le proprie sensazioni, non solo questo è possibile, ma è l’unica strada “reale” per risolvere il problema. Con i fiori di Bach questo cammino si può fare ed esige come sempre solo la voglia di stare ad ascoltare cosa accade.

Articolo completo su Reflexal.com - Pensi che questo articolo possa interessare qualcuno di tua conoscenza? Inviaglielo!

E’ morto il blog. W il blog.

Mi scuso raipdamente con quanti in questi giorni abbiano tentato di accedere al blog che, per una serie di tragici eventi, è stato prima off-line, poi on-line, poi distrutto e ricostruito in una notte. Per estensione mi scuso anche con quanti avessero già postato i loro commenti.

Rescue remedy.

Nell’articolo precedente ti ho spiegato qual’è il metodo di lavoro al Giardino Cintato.

Oggi parliamo di Fiori di Bach, più precisamente di Rescue remedy.

lo facciamo con una slide che spiega ”abbastanza” sul rescue remedy, Il principe delle emergenze.

Fai scorrere le immagini premendo il pulsante “>”. Buona lettura.

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Come hai potutto vedere il rescue remedy è utile in tutte le situazioni che implicano un emergenza, non va impiegato nella quotidianità.

Se desideri, puoi postare qualsiasi commento relativo al rescue remedy di fiori di Bach: dubbi, incomprensioni, oppure esperienze.

Se desideri che venga aggiunto qualche particolare che ritieni necessario per la comprensione nell’uso del rescue remedy, segnalamelo.

Grandiose esperienze sono state portate alla Luce da questo piccolo gioiello formato da cinque petali diversi, clematis, cherry plum, impatiens, star of bethlehem, rock rose.

Complemento al rescue remedy è la Rescue Cream, che include Crab Apple, fiore del melo ornamentale, utile per la purfiicazione a diversi livelli, che è applicabile anche sulle escoriazioni per lenire il dolore e disinfettare la parte lesa.

Se sei un cliente del Giardino Cintato di Max Volpi, ricevi uno sconto del 10% sull’acquisto, presso lo studio, di Rescue Remedy e Rescue Cream, entrambi prodotti dal Laboratorio erboristico Di Leo.

Se desideri fare visita allo spazio web del giardino cintato, dove trovi approfondite spiegazioni sulla reflessologia ed i fiori di Bach, vai su reflexal.com

Benvenuto al Giardino Cintato. Arrendersi ai dettami dell’Anima.

Il primo articolo del blog del Giardino chiuso è stato scritto alle ore 22,29 del 25 Dicembre 2008.

Il titolo, significativo peraltro, vuole tracciare una ben precisa linea di confine per concretamente definire lo scopo del lavoro che si intraprende al Giardino chiuso,

Arrendersi ai dettami dell’Anima“.

Carissimo/a,

finalmente ci siamo, è nato il blog, un piccolo parto, durato una mezz’ora circa, la tecnologia  fa passi da gigante, è tutto già pronto come quattro salti in padella, basta pigiare due tasti, cambiare un tema, caricare una foto, e sei on-line con il tuo spazio personale. Tuo come “mio di Max Volpi” in realtà non è corretto, poichè questo blog vuole essere tuo come “di Te che leggi“, e forse è ambizioso, io sono ambizioso e mi piacerebbe che questo diventasse un luogo dove i clienti del Giardino chiuso possano trovare le risposte di cui hanno bisogno prima, durante e dopo, l’essere passati dallo studio per uno o più trattamenti, di qualsiasi tipo.

Inoltre  questo è sicuramente il luogo dove chiedere risposte su dubbi ed incertezze concernenti i Fiori di Bach. (Credo che su questo punto siamo tutti daccordo).

A.i.d.A. - “Arrendersi ai dettami dell’Anima”.

albert_einstein_7Puoi vivere, gioire, piangere, innamorarti o provare dolore, e tutti noi l’abbiamo fatto, ma chi sei, in realtà? Quali sono le esperienze che ti trasformano? Nell’assunto relativo alla termodinamica di Antoine Lavoisier, perfezionato poi dal nostro caro Albert (Nulla si Crea, Nulla si distrugge, Tutto si trasforma. N.d.R.), si condensa come vapore tutto il senso della vita, non quello di Bonolis, più quello di Battiato, più il mio.

Sai che ogni 40 giorni il corpo cambia tutta l’acqua di cui è composto? Ecco spiegato il motivo per cui il digiuno dei mistici dura quaranta giorni.
Sai che ogni 28 giorni, al mutare della luna, le tue emozioni prendono una forma diversa?

Pensa! Un essere composto di acqua ed elettricità, che stabilità pensi che abbia?

Questo è il motivo per cui Isa ibn Yusuf, duemila anni fa, disse che è necessario costruire la propria casa sulla roccia per evitare che le maree la portino via…

La mia personale promessa per te che entri è che troverai ristoro se ne avrai bisogno, cibo se avrai fame, ma ciò che qui si cerca di fare è, e rimarrà sempre:

“A.i.d.A. - Arrendersi ai dettami dell’Anima”.

Il dolore, la sofferenza, per chi crede (o per chi sa…), vengono dall’Uno.

L’Altissimo che tutto Crea a nulla partecipando, è l’unico fautore di tutto ciò che accade. Allora perchè il dolore, la sofferenza, le guerre, tutti questi morti per le strade(?), chiederai tu. Io penso sinceramente nel valore dell’apprendimento. Un esempio più semplice, se vuoi, lo trovi nel risolvere i dolori alla schiena facendo determinati esercizi. Tu hai, in ultima analisi, il domino completo sul tuo corpo, cioè sei tu che decidi cosa a lui avverrà, con la postura, gli atteggiamenti, l’assunzione dei cibi, etc. Ricondurre all’esterno il significato degli eventi corporei in realtà, è un pò come dire che non è colpa del mare se arrivano le onde. Certo! Ci sono i cicli lunari, lo so benissimo. Però tu puoi guidare la consapevolezza, gestire le reazioni, se vuoi.

Su questo punto io sono fermo, non ho dubbi. E’ vero inoltre che l’essere umano spesso, sempre più spesso, non ha coscienza delle proprie azioni, nè delle conseguenze che esse portano, sia su di sè, che sulla comunità. Quindi si trova a volte, in situazioni di cui non aveva immaginato l’esistenza e dovendone sopportare le conseguenze, si ammala. “questo non è un mea culpa, bada bene, è solo una asserzione“, anche perchè, se hai bisogno di aiuto, qui lo trovi.

Torniamo quindi alla funzione di insegnamento del dolore. Il saggio, togliendo le cause del dolore, non ha più bisogno di esso (ma anche questo è solo parzialmente vero, poichè il saggio soffre della separazione dall’Uno e ne cerca ardentemente la riunione. N.d.R.). L’uomo, anche se non aspira alla saggezza, deve cercare, e lui solo può farlo, di trovare per sè, le condizioni di vita adeguate al minor dolore possibile. Come?

“A.i.d.A. - Arrendendosi ai dettami dell’Anima”.

Quando nel mio percorso di vita, sono incappato nei fiori di Bach, e per estensione al loro scopritore, mi sono subito trovato in armonia con il concetto profuso da Bach per cui: la vita avrebbe lo scopo di farci apprendere. Il bambino piange quando sta male, il cane abbaia, il fiore appassisce, il corpo crea il dolore. Lavorare attivamente per solvere questo dolore è, in fondo, cercare di avvicinarsi a sè, alle proprie vere inclinazioni, alla propria consapevolezza, quindi è un pò come “Arrendersi ai dettami della propria Anima”.

Al giardino chiuso si accettano tutti coloro che desiderano entrare, seguendo il famoso adagio di Rûmi:

“Vieni, vieni, chiunque tu sia, vieni!
vagabondo, adoratore… anche se non credi in nulla, vieni!
La nostra non è una carovana di disperazione.
Vieni, seppure avessi rotto i tuoi giuramenti migliaia di volte,  vieni!
Vieni, ancora una volta vieni…”

Tuttavia se desideri entrare a cercar consiglio, e con te porti la consapevolezza della tua responsabilità sulla tua salute, hai già fatto un passo in più…

Prometto solennemente che da ora in poi sarò più familiare nella stesura degli articoli sul blog,

ma questa premessa era necessaria.

Max Volpi.