Le Jardin fermé di Max Volpi® - Terapeuta Olistico
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Chestnut Bud - Lo scalino evolutivo.

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Chestnut Bud (CHB) - Definizione originale di Edward Bach:
“Per quelli che non traggono pieno vantaggio dall’osservazione e dall’esperienza e che impiegano più tempo degli altri per apprendere le lezioni della vita. Mentre un’esperienza sarebbe già sufficiente per alcuni, per costoro ne sono necessarie parecchie prima che la lezione venga appresa. Sono dunque spiacevolmente sorpresi di rifare lo stesso errore in differenti occasioni, quando una volta sarebbe stato sufficiente, oppure quando l’osservazione degli altri avrebbe potuto risparmiare loro questi sbagli”.

Commento e spiegazione di Max Volpi:

“Così tanto in una pianta così piccola?”
Se questo comunemente si può dire di tutti i fiori di Bach, in particolar modo l’effetto della frase d’apertura viene amplificato dalle qualità del fiore di oggi che fiore non è. Se sei scettico sui fiori di Bach, puoi cominciare a chiederti oggi se tu non sia in realtà scettico verso tutte quelle forme di introspezione che esulano dalla medicina tradizionale (…allora hai bisogno di GEN). Voglio evitare in questa sede, e già ne accennavo nello scorso numero, di parlare del valore correttivo della malattia, tuttavia mi riprometto, e lo faccio in questo spazio preso a mò di dichiarazione d’intenti, di scrivere quanto prima di questo binomio. Tuttavia parliamo oggi del fiore che fiore non è. Ed è uno dei due “non fiori” presenti nei 38 piccoli doni che il medico gallese ci ha lasciato dopo la sua dipartita. L’altro è semplicemente acqua. Questo ancora non è diventato un fiore. La gemma di Aesculus Hippocastanum, che nel divenire fiore da atto a quel fantastico rimedio per l’eccesso di pensiero ossessivo che è WHC (White Chestnut), in questa fase della sua vita, quando ancora non ha disteso i suoi petali al creato, ci fornisce un rimedio fortemente evolutivo, in grado di permetterci una maggiore integrazione con le cose del mondo. Attenzione però, poiché quando asserisco “cose del mondo” intendo il favorire l’integrazione tra le immagini del nostro sentire interiore ed il modo in cui riusciamo a sviluppare quel filo sottile che le trasporta in questa realtà materica. Bach era fortemente convinto del valore evolutivo della vita, difatti nei suoi scritti cita più e più volte questa incarnazione affidandole il nome di “giornata scolastica”, È evidente quindi che, nello specifico, a Chestnut Bud, egli da un valore fortemente propulsivo nel raggiungere questo obiettivo che, in realtà, dovrebbe essere obiettivo di tutti. Venire in questa vita per imparare concretamente o attraverso le immagini del subconscio una lezione, o più d’una, che ci permetta di essere uomini migliori. Ascoltare certo è uno degli atti più dinamicizzanti in questo senso. Ascoltare attivamente però. La tecnica dell’ascolto attivo, che il terapeuta, ad esempio, mette in atto efficacemente, senza dare consigli, è un processo di rispecchiamento (feedback), ossia di decodifica corretta del messaggio intrinseco; il cliente risale da solo al problema principale ed è portato autonomamente a trovare la soluzione al suo quesito.
E di ascolto parla anche la nostra gemma d’ippocastano indiano quando ci spinge ad prestare attenzione alle nostre reali esigenze per tramutarle nella nostra intima realtà. Di più in effetti. Ci sospinge più vicini ad una “metaposizione”, cioè quel luogo del pensiero dove siamo in grado di osservarci come ci osservano gli altri, dall’esterno quindi, evitando a noi stessi l’implacabilità del nostro stesso giudizio. Essenzialmente CHB è apprendimento allo stato liquido. E non è un caso infatti che Boris Rodriguez psicologo, coautore insieme al mio mentore Ricardo Orozco, del libro “Intelligenza emozionale e fiori di Bach”, ha condotto uno studio sull’impiego delle essenze per i bimbi con ritardo mentale. Lo studio è in lingua ispanica, come sempre, se possa servire, ecco il link. Questo è realmente costruttivo, è realmente evolutivo.
Questo è il fulcro su cui poggiare la leva per cambiare il nostro mondo, e ciò è possibile. L’ascolto. La piccola gemma d’ippocastano ha questo valore intrinseco fortissimo, ci prospetta scenari in cui la noia e l’apparente immobilità degli esseri umani, vengono sciolte come neve al sole. Spezza le reti che ci tengono abbandonati ai nostri stessi campi di prigionia. Prende una singola nota e la trasforma in una sinfonia mahleriana, ricca di variazioni, tessuti pregiati, consistenze.
Mi rendo conto dell’apparente difficoltà della spiegazione di oggi, invero Chestnut Bud è un’essenza sì semplice da lasciare esterrefatti. Appunto: “Così tanto in una pianta così piccola?”.

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Cherry Plum - L’incapacità di controllarsi.

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Cherry Plum (CHP) - Definizione originale di Edward Bach:

“Per le paure di chi ha la mente sovraffaticata e teme di perdere la ragione e di fare delle cose spaventose e terribili, non volute, che non desidera compiere sapendo che sono sbagliate; nonostante ciò, tuttavia, il pensiero ritorna su di esse e si prova l’impulso di farle”.

Commento e spiegazione di Max Volpi:

Questa settimana parliamo del prugnolo, detto anche Mirabolano, il nome scientifico difatti è Prunus Cerasifera Mirabolanum, fiore dalla stupenda fioritura come puoi ampiamente vedere dalla fotografia. Una fioritura bianca, tutt’altro che parsimoniosa, quasi come se in un sentire prorompente, questa pianta avesse necessità di dare, dare, dare. Troppo forse. Lascio scivolare silenzioso tra le righe il significato del fiore, che possa essere colto di chi ama le metafore. Come sempre poi la spiegazione andrà ad illuminare anche i più concreti che necessitano invece di toccare con mano i problemi per poterli snodare come le funi di una nave in mare aperto. Ed è proprio lì che si trova il nostro personaggio immaginario di oggi, il nostro Cherry Plum, in balia delle onde con scrosci violenti e venti così forti che fischiano le orecchie. Queste sono le correnti emozionali nel cuore di CHP che letteralmente non ha potere sul suo terreno, non è in grado di controllare ciò che dentro accade. Vorrebbe stare calmo, vorrebbe evitare di agitarsi, vorrebbe evitare atteggiamenti negativi verso la vita. Non può. O almeno crede di non potere (apro una aleggiante e brevissima parentesi che esula dai fiori: credere di potere è potere). Qualche esempio: “vorrei aver voluto evitare di dare un ceffone a mio figlio, ma stavolta me l’ha veramente tirato fuori!”, oppure:”so che posso evitare di disperarmi quando penso a lei, ma proprio non ci riesco, è più forte di me!”. Questi sono brevi momenti nella vita di ognuno di noi in cui ci sarebbe la possibilità di fermare un forte istinto invece di cadere nella trappola e lasciarsi andare per poi, quando la marea è passata ed è tornato il sereno, tranquillamente pentirsi delle proprie azioni: “Ah, se solo avessi evitato …”.

Abbandono per un attimo la metafora marina per riscaldare decisamente l’ambiente: illustrando CHP, si dice sia il fiore adatto anche per chi è seduto su un vulcano in procinto d’esplodere. Avendo udito i suoni e visto le immagini, possiamo passare alle applicazioni pratiche. CHP è correntemente usato, nei casi più estremi, anche sulle persone che hanno tentato il suicidio. Impiegato nell’eiaculazione precoce e nel controllo degli sfinteri. Un ampio utilizzo svolto in studio da me, è stato nel trattamento del reflusso gastro-esofageo e per regolarizzare la funzione del cardias. Come ti ricordo ogni volta, è bene sapere che a Cuba si svolgono da anni studi clinici sui fiori. Nel paese dell’embargo, dove uno penserebbe di trovare arretratezza, scopri invece che, forse proprio grazie all’embargo stesso che vieta anche i medicinali, forme più evolute sono state sviluppate, al punto che la floriterapia oggi è mutuabile. Ripeto questa parola per lo strano senso che assume: mutuabile. Questi studi sono disponibili sul sito della SEDIBAC (Società per lo studio e la diffusione della terapia del Dr. Bach di Cataluña – il sito ovviamente è in lingua ispanica).

Cherry Plum lavora sull’asse caos – controllo e possiamo come sempre evitare di cadere nel tranello del linguaggio pensando al controllo come ad una forma di soverchiamento imposto dall’alto delle nostre abitudini. È vero che è imposto dall’alto ma per altri motivi. I fiori di Bach sono animici, lavorano sulle qualità dell’Anima e le chiedono sinceramente: “Di cosa hai bisogno per stare bene?”, per cui ai dettami dell’Anima il corpo risponde, come ha chiaramente spiegato qualche annetto fa Aristotele: “ …Perciò l’Anima è l’atto primo di un corpo naturale che ha la vita in potenza … S’è dunque detto, in generale, che cos’è l’Anima: essa è sostanza nel senso di forma, ovvero è l’essenza di un determinato corpo … (DeAnima – Aristotele – 412°, 5, 6).

Questo ci spiega anche sotto diversi altri aspetti il valore correttivo della malattia, valore che non tratteremo oggi però. L’essere persona ordinata presuppone l’avere il controllo dell’ambiente, delle situazioni, l’opposto, il caos è evidente e non necessita ulteriori spiegazioni. Questa capacità di controllo deve comunque sempre essere spontanea, naturale, propria delle qualità dell’Anima, se imposta come un macigno presuppone un altro fiore (Rock water). Il fiore di oggi dona con naturalezza questa qualità all’Anima, la possibilità di emozionarsi davanti ad un tramonto essendo anche in grado di trattenere questa emozione dentro di sé, pur in grado di mantenere comunque la serenità, ascoltandosi e comprendendo a fondo che, se nella vita è comunque sempre necessario scegliere, si possono fare scelte di equilibrio, sottili come i fiori o pesanti come pietre. Certo è che il sottile, come Aristotele ci insegna, vince il pesante. Ed è come dire: “Mettete dei fiori nei vostri cannoni”. Alla prossima.

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Cerato - La dispersione

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Cerato (CER) - Definizione originale di Edward Bach:

“Per quelli che non hanno abbastanza fiducia in se stessi per poter prendere da soli delle decisioni. Chiedono sempre consiglio agli altri, ma ne sono spesso fuorviati”.

Commento e spiegazione di Max Volpi:

Nel vivere l’essere umano compie delle scelte. Queste scelte delineano l’atteggiamento verso la vita, i gusti personali, la ricerca della felicità. Eppure molti di noi si confinano in angoli bui dove il rumore echeggia come nelle gallerie di un metrò e la vita scricchiola come un meccanismo arrugginito. Per quale motivo? Ci sono esseri umani che per il troppo attaccamento ai beni terreni evitano di scegliere vite più leggere, altri che porterebbero avanti la loro guerra anche quando in un crescendo assordante siano proclamate e la sconfitta e la causa disastrose. Tutti questi esseri umani cadono nella trappola dell’errore per troppo o per troppo poco. Vi sono anche esseri umani il cui errore di fondo risiede nella totale incapacità di scegliere. Vi sono altre distinzioni da porre in evidenza, come se il cielo avesse non solo nuvole, ma cirri, cumuli e nembi. Infatti vi sono persone che vivono la loro incapacità di prendere decisioni nell’assoluto silenzio, come se un ghiaccio freddo li attorniasse, ed altri invece, e sono queste le persone di cui parliamo oggi, ricercano nell’ambiente esterno le risposte che dovrebbero invece trovare in quello interno, dentro di sé. Ceratostigma Wilmottiana è un piccolo fiore blu, non autoctono, l’unico in verità dei trentotto scelti da Bach e poi ne spiegheremo le ragioni, viene dagli altipiani del Tibet, viene somministrato alle persone che sono continuamente, a volte assillando i propri simili, in cerca di consigli su come vivere la propria vita. Hai presente, ne avrai avuto uno anche tu, quegli amici o parenti che per qualsiasi cosa ti chiedono un parere? Che si fidano ciecamente degli articoli divulgativi gonfi di generalizzazioni pubblicati sui rotocalchi e che quando li citano paiono estremamente certi delle verità apprese? Hai conosciuto Cerato.

Immagina un piccolo fiore blu trapiantato dal Tibet all’Inghilterra dell’epoca vittoriana, dove viene guardato dall’alto al basso come fosse un simpatico ma inetto ospite da trattare con distacco.

Immagina ora uno di quei turisti carichi di valige inutili che se ne va in giro per le città d’arte con macchine fotografiche e videocamere chiedendo a tutti, ma proprio a tutti, dove deve andare.

Ora sovrapponi queste due immagini e lasciale collimare sicché i tratti del fiore combacino perfettamente con quelli della persona e avrai trovato il carattere CER.

Il grande compito di CER in questa vita è ri-trovare le proprie risposte personali. E dico “RI”-trovare appositamente per sottolineare che le risposte sono già lì, presenti, attendono solo di essere raccolte come un piccolo fiore blu ed apposte nel vaso del cuore a germogliare.

Allora, ci chiediamo tutti, qual è il motivo per cui CER non le ascolta preferendo quelle degli altri?

La personalità CER si “sforza con tutta sé stessa” di disattivare i messaggi intuitivi provenienti dal Sé Superiore, diffidando del suo stesso sentire. Apro qui una brevissima parentesi a favore del Sé Superiore che è quella scintilla presente in ogni essere umano che molti chiamano istinto, altri Luce, altri Fede, altri raziocinio, altri sentimento, altri semplicemente intuito. È la capacità letterale di SENTIRE cosa è giusto per noi, cosa ci fa stare bene, qual è la strada da seguire per andare dove vogliamo andare. E Cerato ne dubita. Dubita di questa vocina, dubita di queste immagini, dubita di questa scarica elettrica che ti attraversa quando sai di essere nel TUO giusto. Qual è il motivo?

Molti. Intanto implicito sia che CER è una struttura di base, si può acquisire certo, ma spesso è un tratto presente nella persona sin dalla più tenera età quando la malleabilità permette alle personalità forti di mettere le mani su quelle deboli e parlo anche di madri e delle loro educazioni One way (a senso unico) impedendo di fatto il costruirsi una base stabile per le sollecitazioni decisionali con la conseguenza che CER cercherà all’esterno le risposte. Differenzierei anche se assocerei il patologico bisogno di Agrimony (fiore visto nella prima puntata) il quale evita le proprie istanze profonde per il disagio percepito. Qui è proprio una questione di dubbio, assocerei infatti Gentian, fiore per il pessimismo. Ed ecco delineato Cerato.

Una persona di società (anche piccola, una famiglia è una società), dubbiosa sul proprio operato che crede di trovare negli altri, specie nelle persone che ritiene sapienti nel loro campo specifico, e a cui si attaccherà come una ventosa con richieste, consigli spesso peraltro incomprensibili se osservati dal punto di vista dell’utilità pratica.

Volendo, nel concludere, possiamo anche tradurre fisicamente i tratti CER, fiore della dispersione:

“Oggi ho mal di schiena, mi pulsa la testa, ho una fitta ad un ginocchio e ieri mi doleva il polso, poi questa gastrite non mi lascia stare, la sciatica a volte si riaccende e l’occhio continua a lacrimare”.

Evitando di cadere nella trappola delle generalizzazioni, potremmo avere davanti un organismo veramente carico di tossine e quindi con una multifattorialità sintomatologica ma anche Cerato.

La funzione del fiore di oggi pertanto è solida, concreta, ci permette di sentire e finalmente distinguere quali siano i nostri suoni preferiti, lasciando indietro il rumore, focalizzandoci su quegli aspetti di distinzione che sono proprio i nostri e-di-nessun-altro. Punto.

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Centaury – La sottomissione.

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Centaury (CEN) - Definizione originale di Edward Bach:

“Per le persone buone, tranquille, gentili, estremamente ansiose di servire gli altri. Chiedono troppo alle loro energie, quindi si affaticano facilmente. Il loro desiderio di aiutare il prossimo è così forte che tendono a diventare più dei servi che degli aiutanti generosi. Il loro buon cuore li porta a fare più di quello che dovrebbero e, in questo modo, trascurano quella che è la loro particolare missione nella vita”.

Commento e spiegazione di Max Volpi:

La centaurea è il fiore per le persone che si lasciano sottomettere non dalle circostanze, bensì dalle persone intorno a loro, con la conseguenza di indebolirsi fortemente. Bach sostiene che questa persona si fa distogliere dalle proprie inclinazioni personali a causa di una volontà non ben strutturata.

Questo fa sì che la persona Centaury si prodighi per il prossimo in maniera eccessiva, senza discutere e senza battersi per sé stessa. Si sottomette quindi a personalità più forti spesso fino al punto di essere maltrattata. Questo atteggiamento ha origine dalla confusione che il soggetto pratica tra l’accettazione altrui e la stima di sé, qualità che infatti gli manca. Questo accade poiché, chi ha bisogno della biondella, è una persona che oppone scarsa resistenza all’ambiente circostante, sia in senso materiale che in senso sottile.

Possiamo affermare che la persona Centaury non conosca i propri confini, si lascia quindi continuamente invadere dall’energia altrui e non a caso Bach l’ha inserito nel gruppo di fiori adatti a coloro che sono ipersensibili alle influenze esterne e alle idee altrui.

Come mi rendo conto se il mio cielo terso si lascia invece ricoprire dalle nuvole del servilismo? Certo è condizione difficile da stanare e rimuovere, quasi fosse una nota profonda che bassa vibra dalle profondità dell’animo e fa eco e risuona in tutto il territorio che è il nostro corpo.

Chi tra di noi, il quale dedica la vita ad aiutare il prossimo vorrebbe sentirsi dire che sta esagerando? Il confine tra il bisogno di aiutare e l’incapacità di prendersi il proprio spazio, qual è? E spesso capita di vedere donne o uomini indistintamente, dimenarsi all’interno di rapporti soffocanti per richieste, paragoni qualitativi, pretese, dubbi, per la sola incapacità di dirsi e dire:

“No! Così non va bene”.

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Riluce come l’alba allora la differenza, il confine tra il servire e il servilismo, CEN come ponte tra le acque riesce col suo lavoro a distaccare i duellanti e riportare in equilibrio armonico la persona ora in grado di ascoltarsi maggiormente, ora in grado di donare senza più soffrire, poiché anche il peso va considerato, quello che CEN porta come mulo da trasporto sulla schiena, senza che alito di lamento possa passare sul suo volto, uscirgli dalla bocca. Ed è così che nasce il suo mal di schiena.

Mirabilmente ricordo di aver trattato tempo fa un dolore lombare, e forte invero, grazie all’uso di questo splendido, magico fiorellino rosa, piccolo in verità, quasi invisibile. Come è certo la personalità del singolo bisognoso del suo intervento, passa inosservato, quasi invisibile.

Costruire uno steccato permettendo alla persona di respingere le richieste pressanti derivanti dall’esterno ha una duplice funzione, della prima abbiam discusso, la seconda arriva ora: ci aiuta a trovare la nostra “vera” via, ci sospinge verso ciò che preme davvero per uscire allo scoperto.

Basti pensare, ed è un’abitudine che dovremmo avere più spesso, a ciò che dicono le parole quando vengono dette. Assumiamo un senso generale dimenticandoci poi d’ascoltare il significato ampio della parola. Centaury è il fiore per la “sotto” - “missione”, che è in fondo una missione più bassa di quella che dovremmo avere in realtà.

Rimuovere dall’orizzonte le nubi per lasciar posto al sereno, ci focalizza sugli obiettivi cui il desiderio reale del nostro cuore anela, per ritrovare la gioia di fare le cose.

Spesso nella fuga a suon di tromba da questa condizione limitante dell’animo il CEN si fa prendere da innumerevoli sensi di colpa, ma ecco che a sorreggerci accorre il nobile cavalier Pine (fiore per i sensi di colpa). Ci permette di sentirci maggiormente a nostro agio e divincola dalle catene del Karma. Quanti di noi sono ancora FERMAMENTE convinti di dover espiare qualche colpa?

Ricordo ancora col sorriso una cliente che giunse pressoché in lacrime asserendo d’essere divenuta terribilmente cattiva nei confronti dei suoi figli. Era disperata. Stava cambiando percezione su di sé ed iniziava a rendersi cosciente delle pressanti richieste dei congiunti.

Stava strutturando una risposta “positiva” alla vita: dire No!

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Beech – L’alterigia.

fagus_sylvaticaBeech (BEE) - Definizione originale di Edward Bach:

“Per coloro che sentono il bisogno di vedere più bontà e più bellezza in tutto quanto li circonda e, sebbene molte cose appaiono sbagliate, riescono a cogliere quello che c’è di buono in esse. Questo, al fine di essere più tolleranti, più comprensivi e più miti nei confronti di ogni creatura e dei modi in essa sta lavorando per arrivare alla sua perfezione finale”.

Commento e spiegazione di Max Volpi:

Beech è il faggio, in Italia il genere è rappresentato dall’unica specie Fagus sylvatica L. diffusa sulle Alpi e sugli Appennini, dove forma boschi puri, le faggete, o misti, di solito con Abies alba Mill. (abete bianco) o Picea abies Karst.(abete rosso), nelle stazioni oltre i 1000 m s.l.m. sugli Appennini e oltre i 700 m sulle alpi. Proprio la varietà italiana è quella scelta da Bach per il fiore di oggi.

Beech è l’essenza caratteristica dell’intolleranza; le sue caratteristiche principali possono essere consultate su qualunque libro. Quando parliamo d’intolleranza ci riferiamo indistintamente ad ogni tipo di intolleranza, incluse quelle alimentari, incluse quelle ai soggetti della propria specie.

Il comportamento del faggio come pianta, è abbastanza intollerante con gli altri tipi di vita vegetale. La crescita decisamente orizzontale dei suoi rami e la disposizione delle sue foglie fanno sì che, sotto di loro, filtri pochissima luce e acqua piovana, dando quindi luogo a boschi ombreggiati, dove pochi fiori possono vegetare. Solo alcune querce e alcuni agrifogli avranno la forza sufficiente per prosperare in questo contesto ostile (in foto una faggeta).

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Beech non è un fiore tipo e, a mio avviso, di solito è l’estensione principale di due tipologie ben diverse: Water Violet e Chicory, fiori che tratteremo più avanti.

In floriterapia quando parliamo di fiore tipo o estensione, ci riferiamo al possedere un carattere specifico intrinseco alla personalità che ci è stata data dalla natura (tipo), oppure alla possibilità di sviluppare questo tratto caratteriale in conseguenza dello sviluppo armonico o meno della personalità stessa.

Nel concreto di questo esempio Water Violet è il fiore di chi possiede la consapevolezza dei propri mezzi, sa di essere dotato, di possedere intelligenza superiore alla media. Se questo tratto viene sviluppato disarmonicamente rischia di trasformarsi in alterigia e quindi assumere indole BEE.

Questo ha una certa importanza, perché una persona in stato Beech con tipologia Water Violet tende all’isolamento, si muove bene in solitudine, ed è inoltre abbastanza autosufficiente. Nel campo affettivo non è dipendente. In poche parole possiamo dire che Beech è il Water Violet che ha perso la sua discrezione e la sua tolleranza e ha acquisito protagonismo mediante la critica e l’intolleranza militante e pubblica. Conserva intatto il suo orgoglio, il sentimento di superiorità e l’autonomia.

Pensiamo per un attimo a quante persone di nostra conoscenza daremmo BEE per un comportamento simile a quanto descritto, ci immedesiamo allora nei fiori ed iniziamo a comprendere l’immensità del lavoro svolto dal medico gallese.

Parlando invece di Chicory, ovvero della madre bisognosa del riconoscimento e dell’affetto dei propri cari, il tratto BEE s’instaura quando i suoi sofisticati meccanismi di ubbidienza/premio vengono mancare, allora si trattiene dall’amare poiché non riconosciuta la sua importanza.

E’ diverso il sottofondo dello stato Beech, quando proviene da Chicory, perché ci troveremo con un Beech che non sopporta molto la solitudine, alla quale lo ha portato il fallimento delle sue manipolazioni chicoriane, e che, inoltre, è molto vulnerabile affettivamente. Vedremo quindi un Beech più sofferto e soprattutto più debole, che si autocompatisce e risulta più accessibile allo scambio umano. Il “criticone” è il nostro amico BEE a cui nulla va bene, commenta l’operato di tutti giudicandolo inadeguato scordandosi mirabilmente di migliorare sé stesso.

Per la loro natura accomodante i fiori sono impiegati spesso con azione topica, per cui, lungi dal poter paragonare BEE ad un antistaminico potente, evidenti risultati sono stati riscontrati nel medio e lungo termine negli eczemi di origine allergica, nelle dermatiti da contatto, nelle orticarie.

Anche il vomito può essere considerato una forma di rifiuto e proprio BEE si è dimostrato particolarmente utile nei casi di vomito da primo trimestre di gravidanza.

(contributi da “Nuovi orizzonti con i fiori di Bach” – Ricardo Orozco – Ed. Centro di Benessere)

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Olismo e provincia

Atti incongiungibili all’apparenza. Il primo ondeggia tra l’assenza e la presenza lieve, il visibile e l’invisibile. L’olismo è un gesto intessuto di fili sottilissimi d’argento che non vedi, non vedi che funziona, si svolge sotto la punta dell’Iceberg che è la coscienza. Ha echi d’oriente, ha frange innovative, pensieri ancora non pensati dalla provincia. La provincia è quel luogo dove televisioni e stereo sono accettati come parte integrante d’una comunità che però fatica ancora a video scrivere sul personal computer. La provincia è quel luogo della mente dove gli uomini si intendono con un’occhiata e le ossa scricchiolano perché domani il tempo cambierà, dove l’azzardo più importante è un mutuo ventennale a spread variabile.

Questo titano dagli occhi di ghiaccio risiede anche nella vita di colui che, figlio della provincia, occupa il suo giorno nel lavoro di contabile o impiegato o manovale e la sera rincasando tutto ciò cui ostinatamente anela è un paio di pantofole e una cena dignitosa. Certo è che se l’ambiente influenza il comportamento umano, possiamo aspettarci cosa dalla provincia; materica, fatta di terra, a volte perfino banale. Ed il motivo per cui i giovani scappavano dalla provincia, era che l’aria di libertà soffiava due curve più avanti che nel bar sotto casa i cui occupanti, gli amici del bianchino a mezzogiorno, sono impegnati in una furente briscola. E gli leggi in volto gli atteggiamenti dell’olismo. Certo loro non lo sanno, non si rendono conto di tutto l’incalzare psicologico d’una partita a carte, dove il protagonista certo non sono quei pezzetti di cartone gettati alla rinfusa su di un tavolo, ma le danze degli sguardi che ondeggiano tra l’assenza e la presenza lieve, gesti intessuti di fili sottilissimi d’argento che non vedi, guerre della mente, gestisci meglio il tavolo e avrai la vittoria, costruisci l’equilibrio e l’altro cadrà. Certo loro non sanno che questa guerra incessante nell’organismo si svolge, tra fuori e dentro, tra psiche e corpo, tra energia e materia, tra il visibile e l’invisibile. Come puoi chiedere ad un uomo che ha trascorso la sua vita dibattuto tra la fabbrica e l’orto, di credere a qualcosa che non vede. “Al dutur” (il dottore) ha il camice bianco, un papiro alla parete in cui si dice “u’la studià” (ha studiato) e pile di pasticche sopra il tavolo. Ed è tangibile. Ed è concreto. È colui che quando il fisico non va, ti da qualcosa che lo rimette in moto. È come se un pomeriggio, perdendo al tavolo verde con gli amici, il bianchino ti desse quel quid in più per vincere. Ma sai che invece dovrai essere sveglio, attento e rigoroso se vorrai succedere, dovrai fare tutto quanto in tuo potere per giungere alla fine con un’affermazione. No?

Questo è olismo. Quando impieghi le tue energie per focalizzarti sulla guarigione e il terapeuta è solo un uomo che ti assiste consigliandoti di aggiungere o togliere all’occorrenza, nulla più.

Il lavoro è una tua responsabilità. La salute è una tua responsabilità. Quando sei impiegato puoi pensare che qualcuno accorra a svolgere mansioni al posto tuo, ma sai che non avviene. Lo stesso dicasi per la salute. Questo discorso è tanto ovvio quanto banale. Banale quanto la provincia per cui questo è invisibile. Cosa fai? Curi con la Luce? “Ma t’è semo?” (Ma sei scemo?) Cosa pensa, mi domando, la gente, quando dico che riporto l’equilibrio usando i fiori. “L’è mat” (è matto).

Io del resto, non riesco proprio a svilire il lavoro dei fiori chiamandoli “gocce”, risolverei qualche problema non da poco, gestirei le reazioni che vedo e fingo di non vedere nei volti della provincia, in fondo ciò che conta è il risultato, è giungere al capolinea essendo il più possibile d’aiuto.

Ma la provincia ha bisogno di atti visibili, come bustine di Aulin, sciroppi e pasticchette, mica di equilibrio, quello serve solo a stare in piedi o al massimo a vincere una partita a carte, senza saperlo.

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Olismo e provincia” by Max Volpi is licensed

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Aspen, le paure immotivate.

Speciale Fiori di Bach - Aspen – Le paure immotivate.

populus_tremulaLo speciale sui fiori di Bach, che la settimana scorsa trattava di Agrimony (Agrimonia Eupatoria), fiore per il disagio sociale e l’ansia, è stato creato con l’intento di far conoscere meglio i 38 fiori scoperti dal medico gallese. Settimana dopo settimana amplificheremo ogni singolo fiore e ci addentreremo brevemente nel suo significato e nei motivi per cui viene somministrato. Chi desiderasse focalizzarsi su immagini più nitide, può consultare il sito di Max Volpi: www.reflexal.com Aspen (ASP) - Definizione originale di Edward Bach: “Per quelle vaghe paure sconosciute per le quali non c’è nessuna spiegazione, nessuna giustificazione. Il paziente può essere terrorizzato da qualcosa di tremendo che, secondo lui, sta per accadergli, ma che egli non riesci a definire. Queste paure imprecisate e inspiegabili possono ossessionarlo sia di notte sia di giorno. Chi ne soffre ha spesso timore di raccontare la propria pena agli altri”. Commento e spiegazione di Max Volpi: Aspen è il fiore del Pioppo tremulo, Populus Tremula, della famiglia delle Salicacee, albero alto fino a 25m. presente in tutta Europa, e in alcune zone dell’Africa del Nord anche vicino al mare. La caratteristica della pianta è di avere foglie brachiblastali (le foglie che, nelle gimnosperme, porteranno il fiore) con un corto e tondeggiante picciolo, questo fa si che per sua natura la pianta simuli, anche solo con un alito di vento, un quasi costante tremolio. Edward Bach Studiò per lungo tempo su un antico testo di botanica datato 1653, “The Complete Herbal” (L’erbario completo) di Nicholas Culpeper e ivi attinse per la cernita di molte delle sue piante. Fu proprio sul Culpeper che Bach raffrontò il tremolio costante del Populus Tremula con il carattere della persona in stato Aspen, fragile, delicata, impaurita da ogni evento che spezzi il ritmo dell’ordinarietà. I rumori forti, i suoni violenti, immagini improvvise, forme nell’ombra, quand’anche il tocco su una spalla da uno sconosciuto lo fanno sussultare, proprio come la pianta che “tremula” ad ogni alito di vento. La paura del buio è un uso classico di questo fiore, poiché il buio porta con sé in realtà tutto ciò che è contenuto nell’assenza di Luce, quando il cigolio di una porta suggerisce stranieri inesistenti. Anche gli incubi sono un esempio formale di impiego di ASP, filtrazioni dal subconscio, stimoli di riequilibrio, tocchi dal profondo. È necessario sempre dissipare le tenebre dell’ignoranza con la Luce della conoscenza, questo per vivere una vita più piena di suoni piacevoli e colori e profumi. Restare chiusi in un vicolo cieco attendendo inermi senza interrogarsi, conduce a ben poche soluzioni. Ne consegue che vedere l’incubo come un evento dissociato dalla propria vita quotidiana spesso è improduttivo. Ci sono persone che hanno iniziato, già da tempo direi, a vedere ai sogni come a una forma di comunicazione da parte dell’inconscio che ti ricordo essere l’Iceberg, contro la sua piccola punta che è solo la coscienza. In questa struttura di disequilibrio ASP funge da moderatore, permettendoti di ritrovare equilibrio interiore, solidità, chiarezza, armonia. Ricardo Orozco medico di Barcellona, mio mentore, nonché profondo conoscitore di fiori di Bach, in uno dei suoi testi dice: “Per l’influenza che la descrizione originale ha avuto, Aspen è stato usato poco a beneficio di Mimulus (fiore per le paure riconducibili a eventi concreti). Il fatto è che spesso l’unica differenza tra una paura di origine conosciuta e una di origine sconosciuta è se esiste o meno la parola per definirla. Le Paure del futuro, delle malattie, della miseria, della morte, sono forse tangibili e obiettive per il solo fatto di poterle nominare? No, soprattutto quando sei sano, non troppo povero, né morto”. Puoi cercare di immaginare a questi momenti di paura come se stessi viaggiando in automobile di notte e avessi i fari spenti. Tutto quanto sarebbe pericoloso poiché non sei assolutamente in grado di vedere la strada davanti a te. Anche il silenzio si fa assordante. I contorni sono dispersi, la tensione altissima. Momenti di questo tipo possono capitare nella vita di ognuno. Cosa fare in attimi di paura così? Semplicemente ricordarti che Puoi accendere la Luce.

Visita la pagina di ASP sul sito internet di Max Volpi www.reflexal.com

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Agrimony. La maschera sociale.


Agrimony (AGR) - Definizione originale di Edward Bach:

“Per le persone allegre, gioviali, piene di buon umore, che amano la pace e che sono disposte a rinunciare a molte cose, pur di evitare liti e discussioni che le manderebbero in crisi. Anche se in genere hanno dei problemi e sono inquiete, tormentate e stanche, sia a livello fisico che a livello psichico, sanno nascondere le loro preoccupazioni dietro l’umorismo e lo scherzo, e sono considerate degli ottimi amici da frequentare. Spesso fanno uno smodato uso di droghe e di alcolici per stimolarsi e per aiutarsi a sopportare le prove della vita con allegria”.

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Commento e spiegazione di Max Volpi:

Agrimony viene ormai da tempo illustrato come “il fiore della maschera sociale”, questo perché, come suggerisce la definizione di Bach, la persona AGR o in stato transitorio AGR usa la simpatia, lo scherzo, a volte anche la buffoneria, per spostare da sé l’ansia che prova nel fronteggiare le situazioni difficili. Spesso invece questo atteggiamento è quasi impercettibile, è un’eco nel silenzio del proprio dolore, è uno spostare l’attenzione dai problemi per non sentirne la pressione (raramente infatti vediamo persone con bombetta e naso rosso, canzonare per la strada). È la persona che cerca di evitare in ogni modo lo scontro, anche e soprattutto con sé stesso, poiché nello scontro, dal punto di vista somatico, il corpo prepara l’organismo ad affrontare una reazione d’emergenza, la pressione del sangue e la frequenza cardiaca aumentano, la sudorazione aumenta, il flusso sanguigno verso i più importanti gruppi muscolari aumenta e gli occhi si fanno rapidi, il volume dall’esterno diventa assordante e le funzioni del sistema immunitario e quello digestivo diminuiscono. La persona AGR che implicitamente ricerca la quiete dei boschi, non desidera entrare nello stato definito “combatti o fuggi” innescato dal SNA (sistema nervoso autonomo). Per questo motivo Bach nella spiegazione originale, sostiene che AGR fa un uso smodato di droghe o di alcolici e questo, che spesso il lettore può ritenere eccessivo, deve richiamarci alla mente l’immagine che, in inglese ad esempio, la parola “drugs” è riferita ai medicinali, etimologicamente infatti deriva dall’olandese “droog”, parola che indica gli arbusti secchi impiegati in medicina. Quindi, se non necessariamente riferito alle droghe illegali, basti pensare a quanti di noi, nella società contemporanea, facciamo uso smodato di psicofarmaci ed ansiolitici. Ebbene, Maria Luisa Pastorino, psicologa e pioniera nell’uso dei fiori di Bach, afferma a gran voce, nel suo libro “Introduzione ai rimedi floreali di Edward Bach”, che AGR è “l’ansiolitico del sistema floreale”. AGR di fatto è un ansiolitico e per estensione, viene impiegato anche senza controindicazioni ma con un chiaro aspetto positivo nel trattamento degli attacchi di panico. Questo aspetto, un ampio valore aggiunto, è riferito al fatto che i fiori di Bach sono evolutivi, lavorano verso la persona, per far si che possa, dentro di sé, capire le risposte cui tanto anela e che nel momento non trova, e fanno questo senza creare immagini di disagio sociale né tantomeno inibire la reazione nervosa, segnale inequivocabile di funzionalità organica. Dobbiamo cercare di immaginare il nostro corpo come un’automobile che viaggia su una strada. Ad un certo punto del tragitto una spia sul cruscotto si accende per segnalarci un’anomalia, magari sta finendo la benzina o manca olio nel motore. È un male? Alcuni di noi immaginano di si. Allora sarebbe probabilmente meglio se le spie sul cruscotto non si accendessero? Ma certo che no! È necessario sentire ed interpretare i segnali che il corpo ci invia per capire quali siano le sue esigenze, vietare questi segnali staccando le lampadine delle spie può essere funzionale in alcuni momenti per evitare un dolore non sopportabile ma, nel lungo termine, questo è sicuramente un comportamento da evitarsi. Costruire una sinergia di risposte positive tra noi, il nostro corpo, l’espressione dei nostri sentimenti ed il mondo che ci circonda è l’unica reale, chiara e forte strada per il benessere e ci sono già molte persone che, impiegando Agrimony, hanno imboccato il sentiero, ne vedono i contorni e ne ascoltano la quiete. Mi chiedo: tu stai facendo qualcosa per te?

Visita la pagina di AGR sul sito internet di Max Volpi www.reflexal.com

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Ansia e rimedi naturali.

Il problema dell’ansia affligge in Italia circa 600.000 personae ogni anno.

Diversi rimedi naturali possono essere impiegati per aiutarci a superare questi momenti di estrema difficoltà.

Tra di essi i Fiori di Bach sono sicuramente uno strumento principe perchè hanno la grande capacità di andare a lavorare sulla VERA causa che ha ingenerato questa nostra risposta emotiva.

Come è ben risaputo ormai il trattamento dell’ansia tramite l’uso di benzodiazepine riserva un sostanziale problema: le controindicazioni. La terapia, così come dovrebbe probabilmente essere impostata, potrebbe prevedere l’impiego di medicinali per superare i momenti di forte crisi, ed il consulto psicologico per andare a lavorare sulle cause che ingenerano lo stato ansiogeno. Spesso questo non accade.

Wikipedia, la famosa enciclopedia on-line, sulla quale esperti in materia scrivono il loro parere tecnico, riporta alla voce benzodiazepine, questa affermazione: “…omissis… A lungo termine può essere problematico l’uso di tali sostanze, per lo sviluppo della tolleranza e per il rischio di instaurazione di una dipendenza, fisica e psichica …omissis…” ( il link sopra riporta per intero la dicitura ). quindi, con tutta probabilità, l’impiego delle suddette BDZ, andrebbe limitato ad un arco di tempo breve, ed integrato al supporto psicologico.

Purtroppo per vari motivi, tra cui la scarsa interazione tra specialisti, la lassità nell’intervento da parte di alcuni, nonchè la sovrabbondante incapacità nell’automedicazione dell’italiano, che spesso proviene da una profonda ignoranza della propria condizione di malato, tende a favorire l’impiego di queste sostanze per periodi che non solo sono lunghi, ma spesso sono addirittura atemporali, indefiniti. Questa per loro è la cura.

Questa, evidentemente, NON è la cura.

La cura per l’ansia, che è un dichiarato stato caratterizzato da una sensazione di paura non connessa ad alcuno stimolo specifico, trova le sue fondamenta in un conflitto interiore. RISOLVERE QUESTO CONFLITTO è l’unica reale cura per l’ansia. Per questo motivo l’uso delle BDZ dovrebbe essere seguito dall’operato di uno psicologo che sappia aiutare il paziente a ritrovare dentro di sè qulle risposte di cui egli ha necessità per ritrovare il proprio benessere.

Ti propongo una strada alternativa e completamente naturale per ritrovare in maniera autonoma questo benessere cui GIUSTAMENTE aneli. I FIORI DI BACH.

1) I Fiori di Bach sono estratti dalla solarizzazione di acqua in cui sono stati deposti petali di fiori, quindi come è ben intuibile, non hanno alcuna controindicazione. Se desideri approfondire la questione della genuinità dei fiori di Bach, puoi visitare il mio sito a questa pagina. Trovi tutte le indicazioni.

2) I fiori di Bach agiscono sulla CAUSA REALE del tuo problema, poichè trattano direttamente il tuo stato emotivo, per far si che tu possa ritrovare il tuo equilibrio interiore. Non stordiscono, non addormentano, non rimandano il problema, vanno diretti al punto, che ribadisco essere il conflitto emotivo.

3) I fiori di Bach sono 38 diverse essenze, questo li rende adatti ad agire su cause molto diverse tra loro, non hanno quindi limitazioni di sorta nella funzionalità.

Una precauzione che ti chiedo di avere per rispetto ai fiori stessi è questa: chiunque può somministrare i fiori, dal farmacista all’erborista, anche tu stesso; chiaramente sedersi di fronte ad un professionista nella calma del suo studio e poter approfondire le proprie tematiche ha tutto un altro valore. Per questo motivo non giudicare affrettatamente i fiori che, silenziosamente, fanno il loro dovere da settant’anni.

Se desideri approfondire il trattamento del disturbo d’ansia o di attacco di panico tramite la floriterapia, puoi visitare i miei siti ai seguenti indirizzi:

Trattamento dell’ansia - articolo sul sito.

Trattamento dell’ansia - articolo sul blog (su cui puoi richiedere se necessiti risposte).

Trattamento dell’ansia - video esplicativi le tecniche impiegate.

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Evento. Corso di floriterapia in quattro episodi.


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da giovedì 5/02 e per quattro giovedì consecutivi
si svolgerà presso la Civica Biblioteca "Paolo Migliora" di Rivanazzano
il corso di "Floriterapia con i fiori di Bach", evento gratuito possibile grazie all'organizzazione
UNITRE di Rivanazzano, Godiasco, Salice Terme. Riservato ai soci.
Relatore: Max Volpi, floriterapeuta.
Programma: 
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1° incontro) Rescue Remedy - Funzione del fiore - Organizzazione del sistema - Breve storia di Edward Bach - I 12 Guaritori
2° incontro) I restanti 36 fiori del sistema floreale - Consegna breve sunto riassuntivo
3° incontro) Indicazioni terapeutiche - Uso locale dei fiori - Prime considerazioni degli intervenuti - Scelta del proprio rimedio (riservato a chi desidera tra chi non ha mai provato).
4° incontro) Ansia e stress, la battaglia del secolo - Estensioni floreali (relazione tra i fiori del sistema) - Considerazioni delle persone che hanno sperimentato i fiori.
*per un corretto apprendimento delle dinamiche, è vivamente consigliata la presnza a tutti gli incontri.
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Se desideri partecipare, puoi farlo gratuitamente, essendo cliente del Giardino Cintato di Max Volpi.
Puoi confermare la tua adesione, seguendo questo link, possibilmente entro la mattinata di giovedì 5/02,
indicando tuo Nome, Cognome, Recapito telefonico per eventuali comunicazioni urgenti.
Pensi che qualcuno di tua conoscenza voglia partecipare? Inviagli l'invito!

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